Libri: Emilio Tarditi e i saggi brevi, “Sognando l’Europeo” fatti e persone della Calabria

Copertina libro Sognando l'Europeo di E.Tarditi.jpgdi GIACINTO PISANI

Conosco da più tempo Emilio Tarditi, noto saggista e studioso cosentino, per averlo più volte incontrato nelle sale di studio della Biblioteca Civica, che egli frequenta per i suoi studi e le sue ricerche, e pertanto mi è particolarmente gradito occuparmi del suo recente volume, uscito presso Rubbettino, dal titolo: “Sognando l’Europeo”. Il libro è una raccolta di saggi in parte inediti, in parte già pubblicati su riviste, quotidiani e periodici di varia cultura. “Saggi brevi”, si legge nel sottotitolo del volume, densi però di riflessioni, osservazioni, testimonianze dirette, nei quali l’autore analizza ed espone il suo punto di vista su argomenti di vario interesse culturale, che vanno dalla storia all’economia, dalla letteratura alla politica, dalla sociologia al giornalismo, con particolare riferimento a temi che riguardano il proprio territorio e la propria città. Il volume si apre con un bel saggio dal titolo Rileggere la storia, che tratta del valore reale e attivo che oggi la moderna storiografia attribuisce al termine ‘revisionismo’. “Il fascino della storia – scrive l’autore – sta proprio nel rivedere, riesaminare, apportare modifiche, soprattutto quando si ha la fortuna di scoprire un nuovo documento, di accertare la falsità di quello usato, o di acquisire nuove testimonianze, incisioni, iscrizioni, reperti o altre fonti ritenute interessanti per meglio fare luce sugli avvenimenti del passato”. E perciò, egli annota, anche se nel passato il revisionismo ha avuto per lungo tempo un significato piuttosto negativo, o è stato male adoperato per fini politici strumentali, “leggere di nuovo la storia non è affatto disdicevole”.

Dopo alcuni saggi di carattere economico e sociologico, incentrati sull’evolversi del pensiero economico moderno, e sull’intenso rapporto del sociologo Franco Ferrarotti con la figura singolarissima di Adriano Olivetti, l’autore rivolge la sua attenzione a fatti e persone della sua regione e, in particolare, della sua città, per la quale, nell’anno 2000, aveva scritto un libro, dal titolo rinascimentale “Cosenza città continovata”, che, per la vivace rappresentazione della vita cittadina in tutti i suoi aspetti, resta tra i migliori e più godibili lavori usciti su Cosenza in quest’ultimo decennio. Gli argomenti trattati in questi saggi, riguardano momenti e figure di storia della regione e di singole comunità calabresi tra Otto e Novecento. Tra i temi trattati: la politica di Alcide De Gasperi per la trasformazione economica e agricola del Mezzogiorno d’Italia; la Riforma agraria attuata in Calabria e nel Mezzogiorno tramite l’emanazione dei decreti di Fausto Gullo; la storia della Calabria dall’Unità ad oggi, e il romanticismo democratico calabrese, nelle accurate e rigorose ricerche storiche di Gaetano Cingari; l’opera di Corrado Alvaro e la sua importanza nel panorama della letteratura italiana del Novecento di Cosenza in occasione della mostra bibliografica allestita dalla Biblioteca Civica e dalla Biblioteca Nazionale di Cosenza per il centenario della nascita dello scrittore ( 1895 – 1995). Un cenno particolare va fatto per il saggio “Il 1943 a Cosenza”, nel quale l’autore, con brevi ma puntuali annotazioni di carattere economico – sociale, e soprattutto con intensa partecipazione, ci presenta la sua città, una “piccola città meridionale dove tutti si riconoscono”, ritratta prima nella sua vita di tutti i giorni, ancorata a costumi e abitudini tradizionali, con i suoi venditori, i suoi lustrascarpe, le sue carrozzelle, i suoi “ tantissimi negozi situati lungo corso Telesio”, e con tante altre piccole note di colore locale, e poi rappresentata angosciata e depressa, e quasi smarrita e incredula, sotto il peso delle incursioni aeree che nel corso dell’anno si abbatterono più volte sulla popolazione. Continuando nella lettura dei saggi dedicati al proprio territorio e alla propria città, pagine assai interessanti leggiamo su nomi illustri della cultura e della politica cosentina, vissuti tra la prima e la seconda metà del Novecento: le lotte politiche e le ricerche storiche di Antonio Guarasci ; l’intensa attività parlamentare del paolano Francesco Miceli Picardi negli anni ’20 e poi ancora nel secondo dopoguerra; la forte presenza di Filippo Martire nell’esercizio forense, nella politica e nel giornalismo cosentino; la breve ma esaltante esperienza del giornale “Libertà”, tra il 1943 e il 1944, di cui fu animatore Eugenio Martorelli con un gruppo di intellettuali antifascisti cosentini. Pagine interessanti, dicevamo, in quanto Tarditi, nei singoli saggi, non si sofferma soltanto sull’attività e gli scritti delle personalità sopra nominate, bensì, con appropriati richiami a persone e vicende, amplia il quadro della sua analisi e ci introduce nel particolare ambiente politico civile culturale in cui esse operarono, così da presentarci, sia pure di scorcio, aspetti e figure della società e della vita pubblica cosentina del tempo. L’ultima serie di saggi è dedicata a scrittori e poeti italiani del Novecento: Ignazi o Silone,Carlo Levi, Eugenio Montale, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Mario Tobino, David Maria Turoldo, Leonardo Sciascia e, in ultimo, il critico sportivo Gianni Brera. Senza qui entrare nel merito delle singole analisi riguardanti gli autori sopra citati, la notazione essenziale che emerge dalla loro lettura è la conoscenza diretta, mai superficiale, che Tarditi dimostra di avere delle opere dei singoli scrittori trattati, conoscenza che gli permette avere ben chiara la tematica d’insieme e di individuare, quindi, la chiave di lettura dei loro scritti. Così, ad esempio, in uno dei saggi presenti nel volume “Liricità e memoria autobiografica in Mario Tobino” Tarditi coglie, già nel titolo, la “comune vocazione interiore” che si ritrova tra l’uomo e lo scrittore, tra il poeta e il medico nell’opera di Mario Tobino, identità da cui proviene allo scrittore viareggino quella sua capacità di indagare e narrare, con forte liricità, la realtà affascinante e terribile della follia che, come medico, come psichiatra che ha svolto a tempo pieno il suo servizio, lo aveva coinvolto e impegnato per tutta la vita. Il volume si chiude con una bella pagina dedicata al settimanale “ L’Europeo”, fondato e diretto, nel 1945, da Giacomo Mazzocchi e Arrigo Benedetti, che chiuse le sue pubblicazioni il 1995. Dando alla raccolta il titolo “Sognando l’Europeo”, l’autore ha inteso rendere omaggio allo storico settimanale, di cui egli era stato assiduo e fedele lettore, tanto da paragonare la sua chiusura ” alla perdita di un caro amico col quale si era in confidenza”, e in pari tempo indicare un modello, dare testimonianza dell’influenza che, negli anni della sua prima formazione intellettuale, il settimanale, con il suo spessore culturale, con le sue caratteristiche di chiarezza e di misura, aveva avuto nel miglioramento dello stile e dei contenuti della sua scrittura. Con questa raccolta di “saggi brevi” Emilio Tarditi, da fine scrittore e intellettuale di alta sensibilità culturale, quale egli è, ci fa comprendere, con la sua scrittura piana e discorsiva, che ci si può avvicinare ai grandi temi della storia della società e della letteratura, come ad uomini e vicende della realtà locale, non con gli intenti dell’erudito e dello specialista, bensì, più semplicemente, con il gusto e la curiosità di chi, mediante la lettura, vuole conoscere e comprendere la realtà sociale e culturale del tempo del territorio in cui egli vive.

Recensione tratta dalle pagini culturali del “Quotidiano della Calabria” del 13 Febbraio 2010

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