Vincenzo Musarella e la trilogia narrativa sulla gioventù

Geenna di Musarella.jpgFatti non foste copertina.jpgLENA MUSARELLA.jpgLa giovane ed interessante casa editrice Meligrana, presenta al pubblico una nuova scommessa editoriale rappresentata da una trilogia narrativa sulla ‘Gioventù’ dell’autore Vincenzo Musarella.  Le tre opere Gaenna, Fatti non foste a viver come bruti e Lena compongono la trilogia dedicata alla gioventù, alla sua forza, alla sua debolezza, al bene, al male, a quanto di più contraddittorio può forgiare l’animo umano.

Gaenna, citando nel titolo la valle vicina a Gerusalemme, identifica un luogo non preciso di un sud arido e sempre più spoglio e gretto: i protagonisti Rocco e Fiorella rappresentano l’antitesi di un’esistenza problematica. Rocco, spietato killer al soldo di una potente famiglia mafiosa, conduce la propria vita verso l’orribile visione delle fiamme eterne, personificando il male e quanto di più infimo possa manifestare l’umanità. Fiorella rappresenta il bene, l’amore puro, la bontà; a lei spetterà, anche, il duro compito di espiare l’unica colpa di cui possa pentirsi: la ricerca della felicità.

Mommo, invece, è il protagonista del secondo volumetto Fatti non foste per viver come bruti. Uomo di forte prestanza ed intelligenza riesce a riscattarsi da una adolescenza fatta di esclusione ed emarginazione perpetrata dai compagni. Da uomo astuto riesce ad avere una rivalsa sul gruppo, fa leva sulla sua fama di donnaiolo, riuscendo ad esercitare un notevole potere persuasivo, fondamentalmente immorale, capace però di governare le loro personalità attraverso il ricatto e lo spregio dell’onore. Un incidente automobilistico cambia gli eventi e le esistenze: gli amici muoiono e con loro una parte sostanziale di Mommo.

Il terzo titolo, Lena, porta con se un sottotitolo Una turpe storia tra Scilla e Cariddi che anticipa lo scenario fisico in cui diverse storie si dipanano e si svolgono: è la storia di un “emarginato”, costretto dai suoi oppositori politici a stare ai margini della sua società, costretto quasi ad elemosinare per la sopravvivenza, spinto ai limiti di sopportazione, tanto da stare quasi per “cadere” e soccombere alla vita. E’ l’amore che lo salva, quello di una giovane contadina che gli si concede in tutto e per tutto, divenendone ancora di salvezza e porto sicuro. Ancora, è la storia di un nobile, un uomo amante della cinematografia caduto in disgrazia che diventa corruttore di giovani ragazze in cerca di fortuna, sfruttate e vendute al migliore offerente. Queste storie ed altre si intrecciano con quella di Lena, donna di umili origini che è ben consapevole di poter contare sulla sua bellezza selvaggia e primitiva capace, però, di risollevarla da una vita grama , mezzo con cui raggiungere e realizzare le sue ambizioni. Storie tutte che si aggrovigliano, si sviluppano e si evolvono sulle sponde dello Stretto.

Vincenzo Musarella, ormai in pensione, si dedica pienamente alla sua passione per la narrativa ed insieme alla casa editrice Meligrana si propone, così, agli amanti del genere. Buona lettura.

Caterina Sorbilli

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