La Festa del Santo: il nuovo romanzo di Carlo Simonelli

LA FESTA DEL SANTO COPERTINA.jpgCarlo Simonelli è nato a Tropea nei primi anni settanta. Vive e lavora in Svizzera facendo coincidere la sua passione per la scrittura con l’impegno professionale dell’ insegnamento. E’ ormai al suo secondo romanzo narrativo, oltre ad aver composto numerose poesie e qualche saggio; la sua scrittura appare sempre più affinata ed armonica. Il suo libro d’esordio è ‘I segreti del bosco di Nino’ rientrato tra i primi dieci nella classifica di gradimento degli scrittori esordienti del 2009 sul sito ‘Recensione libro.it’. Oggi si presenta al pubblico con un nuovo romanzo edito da Albatros dal titolo ‘La festa del Santo’, avvincente stesura narrativa di una storia verosimile, dai tratti prettamente meridionali.

E’ la storia di due paeselli o meglio di una borgata divisa inesorabilmente in due, San Pietro e San Paolo, un tempo unita come uniti erano i Santi nella chiesa del paese. Passano gli anni e le divisioni tra i due territori si accentuano sempre più, crescono le rivalità tra gli abitanti ai due lati del grande stradone che separa l’abitato. Rivalità che trova il culmine per la preparazione alla festa del proprio Santo Patrono; tutti si danno da fare, i sindaci di San Pietro e di San Paolo fanno a gara per preparare la festa più bella che possa garantire, all’intera cittadinanza, di godere del rispetto degli avversari per un intero anno. La festa che racconta il narratore però sarà particolare: ad uno dei paesi è stata disdetta la presenza del gruppo di cantanti ingaggiati per l’intrattenimento. Il panico assale il sindaco e tutto il Consiglio comunale, bisogna trovare una soluzione, lecita o inlecita che sia….Ecco che iniziano una serie di avvenimenti imprevisti, calcolati, grotteschi e ,a volte, comici che vedranno come protagonisti tre amici nell’intento di sabotare anche la festa del paese nemico. Sono tanti i personaggi descritti con abilità ed acume narrativo: contadini, borghesi, politicanti, saltimbanchi, gente onesta e disonesta; l’uso di nomi e soprannomi, la descrizione chiara e meticolosa di alcune persone, appaiono il tributo che l’autore vuol fare al suo mondo, al suo paese, alla sua gente sempre con una forma delicatissima e finemente garbata.

Caterina Sorbilli

Post correalato

I segreti del bosco di Nino

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.