Dalla rete: l’ultima tendenza la vacanza nel deserto

MILANO-Tozeur: un’ora e 50 minuti. Si atterra nel deserto prima d’aver finito di leggere il quotidiano. Lo stress da tangenziale è già un ricordo pochi chilometri dopo, all’arrivo nell’oasi: mille ettari di palmeto, più di 400.000 alberi, bagnati da 200 sorgenti con un sistema di canali messo a punto nel Duecento dal matematico e ingegnere Ibn Chabbat, che ancora oggi assicura un’irrigazione perfetta. Si realizza il cambio di latitudine all’ingresso della Medina: nel parcheggio, tra le palme, si alternano dromedari in relax e fuoristrada, ognuno nella sua piazzola. Due soluzioni: fermarsi a Tozeur oppure, per i veri desert addicted, partire per le piste del mare di sabbia sahariano. Il deserto un tempo ostile e irraggiungibile che oggi attira più della Costa Azzurra. Ideale per staccare la spina, per una una full immersion di tranquillità.

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