Gaetano Vallone replica a Repice

1600438062.jpgNon ho contezza della capacità organizzativa dimostrata dal “grande manager”  Adolfo Repice nelle grandi città dove ha avuto modo di prestare servizio, ma qui a Tropea queste grandi capacità non si sono viste.

Per quanto mi riguarda, valgono i numerosi attestati di merito ricevuti nel corso delle amministrazioni da me guidate, le 5 vele di Legambiente per molti anni consecutivi, il premio “Calabria Mia”, il premio “Anturium” e molti altri.

Per quanto riguarda le opere pubbliche che secondo Repice non si sarebbero fatte da decenni, non replico, dico soltanto che le opere pubbliche che con me hanno visto la luce non si sono realizzate in 50 anni; lascio parlare i fatti e rinvio alla lettura dell’opuscolo informativo da me pubblicato nel corso della campagna elettorale dello scorso anno. Alcune opere sono ancora in corso come l’ascensore in Largo Villetta “del cannone”, come la ristrutturazione del Santuario dell’Isola, come l’ascensore di Largo Galluppi ed il relativo parcheggio in zona marina vescovado. Negli anni che vanno dal Novembre 1993 al 30 Maggio 2005 che mi hanno visto sindaco per due mandati e per tre anni vicesindaco, nessun finanziamento è stato perso e sfido chiunque a menzionarne sia pure uno solo;  neanche il sindaco Repice ha perso finanziamenti, ma soltanto perché non ne ha mai avuto alcuno. Se poi, invece, si riferisce agli anni precedenti il 1993, allora  di finanziamenti persi ce ne sono stati molti, l’ultimo “Infrastrutture Portuali” da 1 miliardo e 50 milioni delle vecchie lire che non sono riuscito a salvare.

Per quanto riguarda i debiti che avrei lasciato in dote alla città, lo sfido, cifre alla mano, in un pubblico dibattito. Se poi si riferisce ai debiti trovati al mio insediamento nel 1993, al dissesto programmato dalle amministrazioni precedenti e consigliato anche dal Ministro degli Interni  (presente a Roma insieme al sottoscritto il Sen. Murmura allora sottosegretario), alla vendita dell’Antico Sedile e dell’ex Ospedale che in quegli anni si progettava per ripianare i debiti, allora dice bene. Sarà di certo un ricorso storico, come il filosofo Vico insegnava, allorquando, nemmeno dopo una settimana dal suo insediamento, ancor prima di sapere la reale situazione di cassa, ha esordito con la necessità della vendita dell’ex Ospedale e con le stesse intenzioni degli amministratori del passato che mi hanno preceduto. Io, non solo ho salvato il comune dal dissesto ma ho salvato dalla vendita sia l’Antico Sedile (sede del governo tropeano dal 1703), sia il vecchio ospedale.

Per l’informatizzazione che lamenta essere deficitaria, ricordo a Repice e a chi con lui sostiene queste fesserie, che durante gli anni  delle amministrazioni a mia guida si è avuta la completa informatizzazione di tutti gli uffici del Comune con computers, fax, centralini, macchine fotocopiatrici e tutto il resto che mancava prima. E ricordo a tutti, qualora lo avessero dimenticato,  che da cinque anni sono assente dal comune, per cui se ha trovato qualche computer rotto o non ha trovato il protocollo informatizzato la colpa non è certo da attribuire a me.

Per quanto riguarda la razionalizzazione delle spese che dice di aver fatto riducendo le aree di gestione da sette a quattro, mi chiedo quale sarebbe stato il risultato in termini di efficienza e di risparmio se a distanza di un anno le defezioni dei dirigenti sono così alte e lo sfascio è sotto gli occhi di tutti. Sarei curioso di sentire i tre Commissari Prefettizi nella brevissima parentesi prima del secondo insediamento di Repice in data 3 Maggio 2011.

 Quanto alle defezioni di dipendenti comunali, defezioni che sarebbero da attribuire, secondo le voci ascoltate da Repice, a me e all’avvocato Macrì, mi appello alle forze dell’ordine e alla Procura della Repubblica; sarebbe provvidenziale un’indagine, un interrogatorio a tutti coloro che, dirigenti e non, assenti e personale che ha fatto richiesta di pensionamento, dirigenti in mobilità e dirigenti in malattia. Sarebbe un bel boomerang per Repice che, se vuole evitare tutto ciò, dia un nome a queste voci.

 Concludo ricordando a Repice e a tutti coloro che se lo siano dimenticati che nei nove anni da sindaco e nei tre da vicesindaco non ho mai avuto un avviso di garanzia ne una nota di demerito o un richiamo o un rilievo da parte di nessuna autorità superiore. I vari ricorsi e denunzie alle Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici hanno avuto come esito (da parte degli ispettori che hanno operato i vari sopralluoghi), elogi nei miei confronti.

Non così è stato per Adolfo Repice per la questione parcometri, per la questione LSU-LPU cat. C, per la questione spazzatura, per la questione scuole, per la questione parcheggio-centro commerciale.

0 pensieri riguardo “Gaetano Vallone replica a Repice

  1. Evviva Masaniello! Oggi il SINDACO REPICE minaccia di mettersi a capo del popolo tropeano per difendere l’ospedale. Peccato che solo qualche mese fa dicesse ai quattro venti che grazie ai suoi rapporti con Scopelliti l’ospedale era salvo. Peccato che la decisione di chiudere le sale operatorie l’abbia presa un dirigente medico per cui LUI E IL SUO ENTOURAGE hanno raccolto voti durante le scorse elezioni regionali. Memoria corta o faccia di bronzo?

  2. Entrambe caro Benito…entrambe…sapessi delle ultime tre ordinanze che ha fatto per il decoro, la quiete pubblica e i chioschi di Largo Villetta….che faccia Benito, che memoria corta ha questo sindaco….adesso scrivo un post sull’argomento…ciao

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