Gaetano Vallone risponde ad Adolfo Repice e Pino Rodolico: VERGOGNATEVI!

1201965156.jpgLe disarticolate e pretestuose accuse mosse alla maggioranza di governo della città da me guidata in qualità di Sindaco, dovrebbero bastare da sole a qualificare chi, come Adolfo Repice e Pino Rodolico, anziché starsene in silenzio per le vergognose condizioni in cui hanno lasciato la città dopo 16 mesi di abusiva occupazione del potere, osano ancora parlare e scrivere su quotidiani e siti internet. Chiedono la convocazione del consiglio comunale dichiarando erroneamente che sono più di tre mesi che lo stesso consiglio non viene convocato quando invece l’ultimo consiglio comunale si è svolto il 18 Gennaio 2012 dove peraltro si è registrata l’assenza di Adolfo Repice evidentemente “impegnato” a districarsi tra i vari fatti giudiziari nella cui rete, povero lui, pare  impigliato.

Adolfo Repice, unitamente a Pino Rodolico, enumerano una serie di argomenti importanti che secondo loro staremmo trascurando. Rispondo a chiare lettere che la squadra a mia guida non ha bisogno di sollecitazioni da parte loro, da parte oltretutto di elementi che quei temi non solo hanno trascurato, ma ne hanno compromesso la loro migliore soluzione. Si informi bene il Repice del Piano Strutturale Comunale  che non abbiamo per nulla messo in letargo e si faccia un esame di coscienza se è vero com’è vero che hanno amministrato (e si fa per dire) per 16 mesi e della soluzione a questi problemi non ne abbiamo visto nemmeno un abbozzo. La nostra attenzione non ha trascurato neanche di affrontare il piano casa e i “sembra” usati nell’articolo sul Quotidiano della Calabria sono l’attestato più eloquente della loro voglia di apparire piuttosto che essere propositivi perché, loro malgrado, sono convinti che non sfuggono a noi certe problematiche la cui migliore soluzione è vitale per la nostra città.

Con le dichiarazioni riportate in detto articolo evidenziano altresì la loro preoccupazione per il preannunciato aumento al massimo dell’IMU sia per la prima che per la seconda casa. Avrebbero dovuto preoccuparsi di amministrare le scarsissime risorse pubbliche con oculatezza e parsimonia invece di coccolare le brasiliane sulle loro gambe con carnescialate degne di loro. Avevamo intenzione di ricorrere alla Tassa di Soggiorno per migliorare i servizi che in 16 mesi hanno letteralmente portato al collasso totale. Abbiamo per quest’anno soprasseduto in considerazione del fatto che i contratti stipulati dagli operatori turistici erano già avvenuti. Non sarà così per il prossimo anno. Ma, premesso che la prima casa non si tocca, non possiamo fare a meno di ricorrere all’aumento dell’IMU sulle seconde case che dichiariamo sin da ora che sarà progressivamente ridotta quando partirà la tassa di soggiorno.

Osano parlare ancora di depurazione il Repice e il Rodolico, proprio loro che i liquami fognari hanno dichiarato essere acqua potabile e che per ben 42 giorni, una volta scoperta, hanno lasciato scorrere e riversarsi nello specchio d’acqua del porto di Tropea; fogna allo stato puro che con un interveto alle pompe di sollevamento avrebbero potuto sistemare in 2 giorni al massimo. A ragion veduta abbiamo sollevato pubblicamente il problema in modo tale che i cittadini vengano posti al corrente, per tempo e non in agosto, sul serio rischio che la balneazione possa essere chiusa ed anche per sensibilizzare del problema, nella speranza di un aiuto, la Regione Calabria. Il divieto di balneazione lo preferisco adesso e non nei mesi estivi.

Dovreste semplicemente vergognarvi se è vero come è vero che per 9 mesi avete “affrontato” (e si fa sempre per dire) il problema depurazione senza avere l’autorizzazione allo scarico dei liquami fognari. Non fate finta di dimenticare che la città, a mia guida, ha riportato a Tropea le 5 vele per ben 5 anni consecutivi; non dimenticate che la città di Tropea ed il mio sindacato sono stati giudicati di alto profilo; non dimenticate di tutte le benemerenze che la città ebbe in quegli anni e che solo per ragioni di spazio non enumero.

Il porto?  Vergognatevi doppiamente! Lo avete affondato nelle sue acque! Volete un dibattito pubblico sul porto? Se aveste consentito al gruppo consiliare “Uniti per la Rinascita” che vi ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale “ad hoc” quando eravate “maggioranza” per affrontare la questione, il porto non si sarebbe trovato in questo stato. Il comune ha vinto la causa sul porto? Millantate ancora quando lo dite. Il porto lo abbiamo perso e l’aggravio di spese, legali e non, è enorme; la sua immagine è ai minimi termini; la quota del 20% che il comune possedeva è andata in fumo, etc.etc. Certo che affronteremo la questione nel dettaglio e sarà quello il momento della verità che vi condannerà definitivamente ed inesorabilmente!

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