Dal nulla cosmico agli abissi del nulla…cronaca sintetica di 19 mesi di “nuova” amministrazione a Tropea

IMG_0300 Il finanziamento di circa 2 milioni di euro per la riqualificazione del waterfront in zona marina del convento, la bonifica dell’area dell’ex depuratore, quest’ultimo nato e voluto negli anni ’70 sotto l’Hotel Rocca Nettuno in una delle più belle strutture turistiche della Calabria e in una delle più belle baie della costa, negli anni un vero e proprio pugno nell’occhio, non è farina del sacco di questa amministrazione guidata dal dott. Giuseppe Rodolico. Così come il finanziamento di 540mila euro per la ristrutturazione di Palazzo S. Chiara e la realizzazione del Museo del Mare e della Pinacoteca Civica i cui lavori sono iniziati da tempo. Così come altri importanti finanziamenti, su tutti quelli per l’edilizia scolastica, i cui lavori in parte sono iniziati e completati durante la precedente amministrazione ed altri, come quelli della scuola media, il cui finanziamento, giusta memoria, non è da ascrivere all’interesse di questa amministrazione, tardano invece ad essere espletati in ragione di un oblimovismo che ha caratterizzato sin dall’inizio e caratterizza tutt’oggi l’attuale amministrazione in carica, sindaco in testa.
La costruzione di un teatro all’aperto, considerati i tempi tecnici ed eventuali altri intoppi che ci auguriamo non ci saranno, vedrà la luce non per loro merito, ma per la lungimiranza e le scelte dell’amministrazione precedente, la fatica e l’abnegazione di chi scrive che su tutti e più di tutti ha creduto,  spinto e lavorato per ottenere questo ed altri importanti finanziamenti. Chiunque dica o faccia intendere il contrario come ad esempio l’attuale assessore alla Cultura Stella Vinci  sulle pagine di questo giornale (il Quotidiano della Calabria) ha quasi rivendicato la paternità del finanziamento, non afferma il vero o mente sapendo di mentire. Chiunque, come il sindaco Rodolico, scriva, dica o faccia intendere che il finanziamento ottenuto sia stato in qualche modo pianificato durante l’amministrazione precedente quando a ricoprire il ruolo di vicesindaco era lui, non afferma il vero o mente sapendo di mentire. Di finanziamenti ottenuti da questa compagine amministrativa, al momento, non ne risulta alcuno, eccezion fatta per i 100mila euro erogati dalla regione Calabria per interventi sulla rete idrica e per la realizzazione di nuovi pozzi artesiani, peraltro su interessamento dell’ex assessore “defenestrato” Antonio Bretti, e ad altri 100 mila euro ottenuti per la riqualificazione della passeggiata sul lungomare del convento da parte del GAC (di questi ultimi piccoli finanziamenti, così come sull’importante gettito derivato dalla Tassa di Soggiorno, dovranno poi rendere conto oltre che ai cittadini e agli operatori turistici anche alla Corte dei Conti su come siano stati spesi). Bravi sono stati invece a perdere importanti finanziamenti ottenuti nel passato come quello per 3.8milioni di euro di Palazzo Giffone e probabilmente anche quello da 700mila euro per l’ascensore della marina dell’Isola, solo per citarne alcuni.
Agli attuali amministratori voglio ricordare che se ci sarà qualcosa da ascrivere a loro merito sarò il primo a farlo ed ancor più lo faranno i cittadini di Tropea laddove e quando si tornerà a chiedere la loro fiducia. Al momento, ma l’avevo intuito sin dall’inizio, si registra il degrado e la lenta agonia della città, palesemente e vistosamente in atto che corona a distanza di 19 mesi il loro mandato ed offre la vera cifra di un’amministrazione che, impreparata ad affrontare i numerosi problemi della città, di darsi una programmazione efficace e concreta, naviga a vista sin dal suo insediamento e, da mesi e mesi, tra proclami non mantenuti e fumo, non solo ha abbondantemente superato in peggio quella che ritenevo fosse stata la peggior giunta e la peggiore amministrazione mai avuta a Tropea (l’amministrazione targata Adolfo Repice), ma si è distinta in modo assoluto e passerà alla storia come la prima amministrazione di Tropea nella quale si è insediata la commissione d’acceso per la verifica di infiltrazioni mafiose e la prima amministrazione che, con molta probabilità, verrà sciolta per mafia. Ritardi su tutte le linee, inefficienze, gestione alquanto “allegra” delle risorse economiche, sono i connotati salienti, almeno sinora, dell’amministrazione in carica.  La lista della “grandiosa” operosità ed “efficienza” di questa amministrazione non è difficile da stilare. Di seguito solo alcuni esempi oltre ai succitati finanziamenti persi: la raccolta differenziata segna una regressiva e costante diminuzione in termini percentuali; l’isola ecologica programmata e progettata in zona campo non è ancora partita dopo il rinvio della trattazione inserita all’ordine del giorno in due distinti consigli comunali; Il progetto del Servizio Civile che aveva visto 4 unità operanti nell’ambito dell’informazione turistica nell’anno corrente non è stato fatto; l’acqua pubblica continua a mancare in alcune zone della città ance in Dicembre e i nuovi pozzi che erano o dovevano essere pronti da mesi non si capisce che fine abbiano fatto; lo “scippo” del Festival Leggere & Scrivere sotto l’accondiscendente silenzio/assenzo dell’amministrazione e la beffa del plauso giornalistico sortita con le dichiarazioni rese dall’assessore al ramo; lo stop del Tropea Blues Festival di quest’anno; la fossa dovuta alla frana sulla strada del Carmine rimane ancora in quello stato, e non trova soluzione da 19 mesi (metafora assoluta di questa amministrazione?); i lavori non ancora completati della scuola media; i parchimetri di nuova generazione che anziché acquistare hanno preso in leasing, peraltro senza controllo in “remoto” e quindi senza possibilità di verifiche trasparenti sugli incassi; le luminarie acquistate l’anno scorso che non si capisce che fine abbiano fatto; i concorsi già banditi dall’amministrazione a guida Vallone per il rinnovo del personale comunale non vengono espletati; i vigili stagionali; che mancano da due anni; questo ed altro ancora potrei riportIMG_0302are a testimonianza e come esempi dell’inefficienza totale e dei ritardi assoluti in ogni settore. Ma mi fermo per carità e pietà cristiana. Non amo sparare sulla croce rossa in corsa verso l’ospedale!
Ciliegina sulla torta la rettifica-beffa del progetto sul teatro all’aperto di cui trattasi. Senza che nessuno fosse informato e senza alcuna comunicazione al Consiglio Comunale, organo democratico di garanzia, malgrado nella città le opposizioni/minoranze (ecccezion fatta negli ultimi mesi per Giuseppe Maria Romano che ha iniziato a svolgere seriamente il suo ruolo), si sono appiattite sulle posizioni della maggioranza, viene fatta una sciagurata (perché integrale) e maldestra variazione al progetto originale. Il sindaco, anche in questo caso, per giustificare le variazioni, deve prodigarsi in argomentazioni assurde che non reggono alla prova della logica e dei fatti e deve arrampicarsi sugli specchi.

Vediamole insieme.

Il teatro passa da 3000 posti a 1000 posti scarsi, pochissimi per ospitare un grande evento; mancano le quinte sceniche; i camerini per gli attori non si capisce bene dove siano; la conferenza dei servizi aveva dato parere favorevole al progetto originario che prevedeva i 3000 posti, quindi quanto afferma il sindaco, ovvero che “l’amministrazione guidata dallo scrivente si è trovata di fronte ad un progetto irrealizzabile con le somme a disposizione” non risponde a verità. Le somme a disposizione bastavano perché i fondi comunitari erogati per un progetto ben preciso non lasciano spazio ad interpretazioni. Per le stesse ragioni, qualora il sito fosse stato dichiarato non conforme e quindi non idoneo perché ricadente su area PAI, la stesa conferenza dei servizi, compresa la Sovrintendenza regionale e l’Assessorato all’Ambiente regionale che ne fanno parte non avrebbero dato l’assenso, senza del quale ogni finanziamento non sarebbe stato erogato. L’ulteriore scusa che è una vera e propria “boutade” è quella della cabina elettrica ricadente sull’area scelta di cui parla il sindaco come concausa della richiesta di variazione del progetto. Una normalissima variazione in corso d’opera avrebbe sanato la cosa. Infine, sforzandomi enormemente di comprendere le vere ragioni di questa “rivoluzione progettuale” e non riuscendoci, ho riletto 10 volte quanto affermato dal sindaco ed infine credo di aver scovato l’arcano mistero esaminando alla lettera le sue dichiarazioni, in particolare laddove afferma che: “le gravi disattenzioni hanno comportato l’impossibilità di procedere alla gara d’appalto a procedura aperta e alla necessità di optare per una nuova procedura di gara con un “APPALTO-CONCORSO” che ha previsto la redazione del progetto esecutivo a carico della ditta aggiudicatrice….” Ecco, mi son detto, qui c’è la chiave di lettura! Ma noi che amiamo Tropea perché di Tropea innamorati, continuiamo a sostenere che nella città serve un teatro da 3000 posti per gli eventi estivi ed uno da 800 posti per gli eventi invernali e per il turismo convegnistico. Il nuovo progetto così com’è non serve a niente perché “né pasta, né carne” e credo anche se non me lo auguro, sarà l’ennesimo speco di denaro pubblico. Serve forse al sindaco e alla sua giunta per recuperare credibilità e per continuare nella forzata “captatio benevolentiae” che porta avanti da tempo visti i pessimi risultati ottenuti in 19 mesi? Non saprei! Intanto Tropea e i cittadini di Tropea e non di Joppolo, guardano, osservano, deducono ed ovviamente trarranno le proprie conclusioni!

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