Alla e per la memoria di Francesco Mazzitelli detto “u zizzu”

Francesco Mazzitelli
Francesco Mazzitelli

Oggi, 25 Agosto 2016, nella chiesa parrocchiale di Santa Domenica di Ricadi, alle ore 9.30, si terrà una messa in ricordo di Francesco Mazzitelli detto “zizzu” nel primo anno dalla sua prematura e dolorosa scomparsa.

Un anno fa, precisamente la mattina del 25 Agosto 2015, ci lasciava un amico a cui molti, me compreso, hanno voluto un gran bene e lo hanno stimato per il suo modo di essere, di porsi e comportarsi con tutti, amici per primi. Un anno fa, una settimana prima della morte di Franco, moriva mia mamma. Un doppio colpo per me. Quest’anno triplicato, anzi decuplicato a dir poco, per la scomparsa di Susanna, mia sorella, l’amata e adorata sorella.
Giovani entrambi i due. Il primo, Franco, chiamato dai noi tutti col nomignolo simpatico di “zizzu” aveva 53 anni. Mia sorella 55. Entrambi, come altre persone che ci lasciano, giovani o più anziani che siano, tracciano un segno nella nostra coscienza, lasciano un vuoto nella nostra anima, ci mettono di fronte alla vera realtà della vita, il cui specchio è la morte,  la metafora più assoluta e vera per comprendere quanto bella sia la vita. Per chi non la banalizza; per chi la ama; per chi ha memoria e con essa la voglia di ricordare le persone amate e i momenti felici passati con loro la vita è bella, bellissima, anche quando ci porge  conti “salatissimi” come questi  e malgrado tutti i dolori e i drammi che ci riserva nel suo corso. Credere nella vita penso sia il miglior modo per sacralizzare la morte e i morti. Questa ovviamente è una mia personale visione. Prendetela così.
Questo blog ha tracciato nel tempo e ha dedicato nel tempo qualche parola di compianto e di encomio per chi se n’ è andato. Non per tutti; solo per alcuni. Non per snobismo, ma perché non avrei avuto il tempo per tutti. E’ un blog,  il mio,  nato per promuovere la città, per spingere e stimolare una Tropea più bella, più ricca e più colta. Non so se giusta o sbagliata sia la mia scelta. Non se ne dolgano gli amici di Tropea ai quali non ho dedicato parole di compianto e di condoglianze per i propri cari.
Ma per Franco, u “zizzu”, pur essendomi cresciuto con lui, non ho scritto nulla se non qualche piccolo ricordo su una pagina FB che da tempo e più sistematicamente ricorda chi passa a miglior vita nella nostra città. Dovevo rimediare.
Amalia, sua sorella, così buona, così sensibile, così profondamente legata a Franco, mia amica e compagna di scuola, ha voluto, giusta ragione e giusta memoria, che io scrivessi qualcosa su suo fratello, stimolandomi a farlo su queste pagine ed ha, incosapevolmente, fatto tutto da sola.  Mi ha aiutato mandandomi l’aforisma che conclude il post, tratto da alcuni pensieri di Thích Nhất Hạnh, monaco buddista vietnamita, amico di Martin Luther King, oggi centenario, che cito testualmente perché credo sia il miglior modo e la miglior sintesi per dir tutto. Altro e di meglio non potrei aggiungere con tutto lo sforzo che potrei fare, se non un arrivederci nell’eterno amore di Dio, nel quale spero di poterti di nuovo riabbracciare e sorridere ricordando tutta le nostre cose e gli anni migliori in tua compagnia:

“Domani, continuerò ad essere. Ma dovrai essere molto attento per vedermi. Sarò un fiore o una foglia. Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto. Se sarai abbastanza consapevole mi riconoscerai e potrai sorridermi. Ne sarò molto felice.”

Ciao Zizzu!

4 pensieri riguardo “Alla e per la memoria di Francesco Mazzitelli detto “u zizzu”

  1. Grazie per le parole spese per un amato nipote, che sarà per sempre nel nostro cuore.
    (Io sono una zia “acquisita”).
    Buona vita.
    Gabriella

    1. Gli volevo un gran bene e parte degli anni belli della mia vita, quella della spensierata adolescenza e della prima maturità li ho condivisi con lui, con la sua passione per le moto, con il suo modo di vivere le cose e con la sua straordiaria sensibilità umana.

  2. Che dire,caro Lucio,solo una persona estremamente sensibile e figlio del mai dimenticato preside Rocco Ruffa ,che ho avuto il piacere e l’onore di averlo come preside al mio primo anno di insegnamento,poteva utilizzare così appropriate parole per ricordare mio nipote Franco.Da un anno siede tra gli angeli e con tutta la schiera degli angeli sorregge e protegge la sua inconsolabile mamma, il suo papà e guida da lassù la sua adorata sorella per rendere questo cammino più celestiale e meno terreno.La sua spiccata sensibilità ed il suo altruismo,specie verso i deboli ed i bisognosi, il suo dolce sorriso stampato sulle labbra sono sempre vivi nella nostra mente……sei e sarai eternamente nei nostri cuori.

    1. Mio figlio si chiama Rocco non a caso. Per me mio padre è stato tutto o quasi tutto. E’ lui la guida dei miei giorni, il mio angelo, anche se da tempo passato a miglior vita. Caro Preside come mio padre, dire che volevo un gran bene a tuo nipote non è stato difficile. Dire di aver voluto bene e stimato un ragazzo buono e generoso è davvero poca cosa. Conservarlo nel cuore e nella menoria è cosa più complessa perché implica non solo il sentimento, ma una visione degli altri e del prossimo assai diversa da come certa cultura ci ha abituati. L’usa e getta dei nostri tempi si è esteso, ahinoi, non solo alle cose, ma anche alle persone. Il rimedio ci sarebbe, ma occorre riprendere il verso di un umanesimo integrale che da Dante a Maritain, passando per Petrarca, Leon Battista Alberti, Michelangelo, Pascal, Erasmo, Manzoni, Don Milani, Giorgio La Pira, Don Bosco, Don Primo Mazzolari, Agusto Del Noce, Papa Giovanni XXIII, (cito solo i sommi e in difetto), che è stato dimenticato e non è più, purtroppo, al centro della pedagogia e dell’insegnamento nelle nostre scuole. Il ricordo è il motore primo della memoria. La memoria è tutto! Proprio tutto! E di tuo nipote mi dimenticherò assai difficilmente, per non dire MAI!

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