Racconti Tropeani: la presentazione del volume in Largo Antico Sedile

Si terrà giovedì 18 luglio, alle ore 21:15, in piazza Ercole (Largo Antico Sedile), la presentazione del libro “Racconti tropeani”, un’opera frutto di un lavoro a più mani di sei autori della cittadina tirrenica. Uno sguardo sulla storia di una città millenaria, sui suoi figli più celebri e su quelli dimenticati, su leggende, realtà, dicerie, di un patrimonio a molti sconosciuto. Edito da Meligrana e nato da un’idea del giornalista Bruno Cimino, il libro ha visto la partecipazione di Maria Antonietta Artesi, dello stesso Cimino, di Pasquale De Luca, Pasquale Lorenzo, Carlo Simonelli e Alessandro Stella. A curare l’introduzione il noto giornalista Rai Francesco Repice, presente all’evento di piazza Ercole che sarà moderato dal direttore del periodico Informa, Lucio Ruffa, e vedrà gli interventi anche della giornalista Bruna Fiorentino e del presidente del Consiglio comunale di Tropea, Francesco Monteleone, oltre che degli autori e dell’editore, Giuseppe Meligrana.

Il libro

L’opera si può definire una raccolta di avvenimenti legati al territorio di Tropea «che non hanno trovato posto nei libri di storia e sono stati conservati accuratamente nella memoria popolare contro il delirio dei tempi, e ora riemergono per rimanere patrimonio sociale. In ogni racconto si trovano formule alchemiche che si dischiudono per comprendere molte verità del nostro divenire. Lo stile letterario si ispira a contenuti crepuscolari, nonché di realismo storico che, pur non tralasciando aspetti di matrice impressionista, accende l’animo del lettore il quale si immedesima nei fatti e nei personaggi. Con nobiltà letteraria gli autori esplorano l’animo umano, rievocano con nostalgia un passato che non deve essere dimenticato, affrontano severi giudizi, politici e sociali, ne esaminano il vissuto, entrano nei meandri più sconosciuti, portano la storia ufficiale nei tribunali a difendersi per le omissioni volutamente compiute e ridonano significato alle parole, alle idee, alle sofferenze, alle speranze e alle verità nascoste. Scevri da ogni critica allusiva, i racconti assumono significato ideologico, forse involontario, ma silenziosamente penetrante. Il loro campo d’azione non ha limiti, si estende, si insinua e filtra in ogni ambito, ripercorre periodi di varie epoche; in esse troviamo le ansie, gli affanni e le esaltazioni dell’uomo comune alle prese con la vita di tutti i giorni, con le tradizioni, con la realtà dell’ambiente in cui si vive e, non esistendo il destino, con le influenze di “chi decide cosa” per tutti».

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