Palazzo Giffone Aprile 2009 www.tropeaperaamore.it.jpgNelle ultime settimane l’amministrazione di Tropea, in vista di una ristrutturazione prima e di un utilizzo dopo di uno dei palazzi antichi più prestigiosi di Tropea, palazzo Giffone, in stato di abbandono da moltissimi anni,  aveva lanciato dalle testate giornalistiche calabresi un “concorso di idee”, come formula per monitorare l’offerta migliore o per meglio dire la migliore idea sulla destinazione finale che il bellissimo palazzo doveva assumere nei prossimi anni.

Il premio per l’idea ed il progetto migliore era stato fissato a 10.000 Euro. Il palazzo, di cui la storia ed il prestigio sono antichissimi essendo stato di proprietà di una delle famiglie più in vista e piu’ nobile della Calabria, i Giffone, è oggi  di proprieta del demanio, ed ha ospitato negli anni sia l’ufficio del registro che la Guardia di Finanza; da poco tempo è stato trasferito nella disponibilità del comune sotto un corrispettivo annuo agevolato. Giovedì 2 Aprile, in un comunicato stampa, il presidente dell’associazione degli architetti di Vibo Valentia e provincia, invita il comune di Tropea e la sua amministrazione a rivedere il bando  riservando la possibilità di partecipazione ai soli architetti. Il “concorso di idee” – secondo Maluccio- non è correto e non estendibile  a tutte le categorie come precedentemente promulgato, perché sui progetti di restauro la competenza è solo degli architetti. A suo dire la legislazione gli darebbe ragione. Cita a tal scopo una sentenza del Consiglio di Stato, la 5239 del 2006, la direttiva europea dell’ottantacinque, la 384 per la cronaca, che avrebbe respinto il ricorso di un ingegnere al quale gli era stato respinto un progetto di restauro perché non accettato dalla sovrarintendenza, ed altra giuriprudenza ancora a favore del suo “ricorso”.  La richiesta di Maluccio si basa quindi su questa “giurispudenza” anche se non ci sarebbe una legge specifica per indurre il Comune di Tropea a rivedere le cose. Nel frattempo, il palazzo versa in uno stato “comatoso”, aggredito dalle intemperie metreologiche, specie quelle dell’ultimo inverno, da cani e gatti randagi che vi hanno trovato dimora, oltre ad essere allo sguardo di chi lo osserva un bruttissimo esempio di abbandono e di incuria. Noi di Tropea per amore ci auguriamo che questo ulteriore “ricorso” da parte dell’ordine degli architetti non rallenti o peggio blocchi del tutto il tentativo di un suo “ritorno al passato”.