Parlare e descrivere Palmi, per chi scrive è alquanto difficile ma nello stesso tempo comodo. Difficile per la sua storia, la sua bellezza, la cultura che questa città calabrese conserva, che un articolo o post – come si suol dire nel mondo dei blog – non può assolutamente sintetizzare. Palmi 1.jpgComodo, perché per me Palmi, rappresenta un pezzo della mia storia, un “unicum” calabrese, una città vissuta ed amata per tutta una serie di motivi, a cominciare dall’amore per i sui due più grandi musicisti: Franceso Cilea ed Antonio Manfroce. Ne scrivo, su queste pagine, oltre che per ragioni affettive, per ragioni di tipo turistico. Considero infatti la “costa viola” la naturale prosecuzione della costa degli dei, non solo come fatto meramente geografico, ma come fatto antropolocico, culturale e soprattutto paesaggistico. Mi auguro che il profilo che riuscirò a tracciare della città sia quantomeno sufficiente a presentarla nelle sue caratteristiche principali agli occhi e alla mente di chi visita questo blog.

Palmi è oggi la seconda città della provincia di Reggio Calabria per numero di abitanti: si trova situata sulla sponda tirrenica, a poca distanza dallo stretto di Messina e a pochi chilometri da un’altra stupenda cittadina della costa viola:Scilla

Cenni Storici

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Sorse probabilmente dopo la distruzione di Taurianum, antica città greca, già sede vescovile, distrutta verso l’anno mille dai saraceni; il nome Palmi, dovrebbe derivare, secondo alcune ipotesi verosimili, per il fatto che nella città vi fossero – ed ancora ci sono – numerose piante di palme. Nelle cronache, la città, è ricordata la priva volta durante il secolo XIV, quando essa era feudo del signore di Seminara, Giacomo De Roto; della vicina Seminara, Palmi dovette seguire per diverso tempo le vicende, in particolar modo quando signore di quella città divenne Carlo Spinelli. Avuto costui il titolo di duca, pensò di ricostruire Palmi, dandole poi il proprio nome: la chiamò infatti Carlòpoli e la cinse di difese formidabili, in modo da respingere ogni eventuale nemico. Dagli Spinelli passò ai Ruffo, ma agli inizi del 1600 Palmi si riscattò da qualsiasi feudatario per divenire città di demanio regio; la cosa non durò a lungo, perché già nel 1636 fu venduta dallo Stato ad Andrea di Conclubet, marchese di Arena. Il marchese fu un saggio e avveduto amministratore e la città prosperò, ingrandendosi; purtroppo nel 1783 il terremoto più funesto che la Calabria ricordi, si imbattè anche su Palmi, distruggendola quasi del tutto. Ma Palmi non si arrese e riuscì a risorgere da questa grave sciagura e nel 1816, proprio in considerazione del suo sviluppo, fu dell’amministrazione francese elevata a capoluogo di distretto. Fu ancora travagliata da terromoti, come del resto tutta la regione, nel 1894 ed in quello tragico per Palmi del 1908. Ancora ricostruzione e forza morale dimostrò di avere Palmi e la sua gente, per la ricostruzione che non tardò ad essere avviata seguendo questa volta criteri antisismici, e durante questo secolo si è ampliata sempre di più, fino alle attuali dimensioni. Per tali ragioni, Palmi, non può annoverare resti o monumenti storici importanti; attualmente possiede un museo, dove sono raccolti i resti rinvenuti durante gli scavi dell’antica Taurianum. Questa zona è di notevole interesse archeologico, trovandosi in essa reperti risalenti al basso impero romano e alla prima età cristiana (monete, basamenti di colonne, statue).  Interessante, invece, il monte S. Elia, facilmente raggiungibile da Palmi, essendo la città ubicata ai suoi piedi, e dalle cui vette si puo’ ammirare uno spettacolo incomparabile, tra i più bei panorami della provincia di Reggio e dell’intera Calabria; lo sguardo si può concentrare da una parte sulla fertile piana di Gioia Tauro, dall’altra verso le alte vette dell’Aspromonte.

Una panoramica generale

A forte vocazione turistica, Palmi essendo in una posizione incantevole – come si è detto – a ridosso del monte S. Elia, può dal suo “terrazzo” naturale denominato Punta Peloro, guardare come se fosse un dirimpettaio la costa siciliana ed i suoi monti peloritani.

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Da visitare sono i numerosi musei che la città propone: la Casa della Cultura in primis, all’interno della quale è ubicato il famoso ed unico museo Etnografico in Calabria degno di questo nome, con un amplissima raccolta di maschere apotropaiche e di conocchie;

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l‘Antiquarium, di cui si è accennato, nel quele si possono ammirare i resti dell’antica Taurianum; il Museo Cilea, con numerosi documenti del celebre musicista, ritratti dello stesso e musica originale autografa; la Gipsoteca dello scultore Michele Guerrisi; la pinacoteca Leonida Repaci con opere dei più grandi pittori contemporanei; la Biblioteca Comunale, specializzata in storia e letteratura calabrese. Per quanto riguarda i “costumi e gli usi”, segnaliamo la processione della “Varia”, che si svolge in occasione di solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Lettera, nel mese di Agosto, ormai purtroppo solo con cadenze pluriennali, che raffigura l’Assunzione della Vergine.

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In questa occasione si trascina per la città una macchina votiva, chiamata “Varia”, alta più di 25 metri, alla quale si è solito affiggere dei “voti” e dei pensieri. A questa tradizionale processione il popolo palmese è molto affezionato. Un’altra processione, questa volta a mare, celebra il 15 Agosto, l’Assunzione della Vergine.  Oltre a Manfroce e Cilea, altri uomini di cultura hanno degnamente rappresentato Palmi nei secoli. Su tutti, lo scittore Leonida Repaci, il filosofo Domenico Cardona e lo storico Antonio Altomonte.

Da visitare:

Una visita alla Villa Comunale è d’obbligo per chi viene a Palmi.

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Collocata in posizione fortemente panoramica, permette uno sguardo complessivo, senza “arrampicarsi” sul monte S. Elia dell’intera costa Viola, della piana di Gioia Tauro e del litorale Sud fino a Reggio Calabria ed infine dello stretto di Messina.  Nei suoi pressi la Chiesa dei Monaci (XIV sec.) che custodisce un crocifisso ligneo del XVII secolo e altre numerose opere d’arte. Il Duomo, (altra chiesa da visitare), invece, conserva un quadro in argento della Madonna della Lettera (XVI sec.), che come si è detto, è la destinataria della processione della “Varia”, e due statue dell’Assunta e di Sant’Elia entrambi del secolo XVII.

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In stato di totale o quasi abbandono (sic!), poco al di sopra dell’attuale chiesa parrocchiale, in località San Fantino, si trova una cripta di 4 metri x 8 con una volta a botte, poggiante su otto arcate e risalente al II Sec. d.C.

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Palmi Taureana o lido di Palmi: località del comuni di Palmi ad 80 metri s.l.m, caratteristica per la sua ubicazione stretta fra mare e terra. Il centro di questa “frazione” di Palmi è abitato da circa 1000 persone e si sviluppa in parte sul mare, in parte su un pianoro a 1 Km dalla spiaggia. Palmi è anche e soprattutto mare. Bellissimo da vedere lo Scoglio dell’ulivo, così chiamato per il forte richiamo della sua figura ad un albero d’ulivo appaggiato a terra (vedi foto)  e tutte le sue numerose insenature, raggiungibili solo dal mare.

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Anche a Palmi, come nell’intera costa calabrese, non mancano le torri d’avvistamento.

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Palmi Torre di Donna Canfora.jpgUna di esse, molto bella, è visibile dalla spiaggia. Un’altra zona marina molto suggestiva è la cosiddetta Marinella, una piccola spiaggia situata ai piedi dell’ “incombente” monte S. Elia, fra scogliere alte e frastagliate. Poche ed antiche case di Palmi anfiteatro.jpgpescatori e ahime anche molti abusi edilizi connotano questo incantevole posto. Si potrebbe dire senza smentita alcuna, che in questa spiaggia, convivono l’orrido ed il poetico, due facce che la Calabria intera conosce profondamente. Ultima cosa da segnalare, è l’Anfiteatro, a poca distanza da questa spiaggia che con i suoi 800 posti, permette a tutti gli appasoniati di teatro e di arti di gustarse durante l’Estate, manifestazioni e rappresentazioni di alto livello.

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