Marcello Mastrioanni logo tipo del Tropea film festival.JPGAnna Magnani logo tipo del Tropea Film festival.JPGTropea – 20 agosto 2009, continua con grande successo di pubblico e stampa la kermesse del Tropea Film Festival, la grande manifestazione cinematografica ideata dall’Associazione Culturale Tropeana in collaborazione con la Società Porto di Tropea.

Sotto uno stupendo cielo stellato aspettando la serata finale di domenica 23 agosto, dedicata all’assegnazione degli otto premi, dei Premi alla Carriera e ricca di importanti ospiti del panorama artistico, si è conclusa, così, anche la quarta serata della rassegna.

Mentre si assiste ad un sempre maggiore coinvolgimento della platea del Teatro del Porto, i membri della giuria, guidata da Carlo Freccero, uomo pilastro della Rai, sono particolarmente attenti a visionare e analizzare le pellicole che si susseguono sullo schermo.

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Jeff Bifano e Claudia G. Moretti.JPG

 

 

 

Nel dettaglio, il programma della serata ha visto la proiezione di un lungometraggio e di sei cortometraggi, magnificamente presentati da Claudia G. Moretti e Jeff Bifano.

Il segreto di Rahil, di Cinzia Bomoll, è il titolo del primo film in concorso: abbandonata l’infanzia a soli dodici anni, Rahil combatte la sua personale battaglia per diventare una donna, andando incontro ad un destino, forse già preannunciato dal proprio nome, che in iracheno significa ‘nomade’.

Nella categoria dei cortometraggi ad aprire la serie è stato Ad arte, di Massimo Wertmuller, dove arte e vita si incontrano segnando fortemente l’esistenza di una donna.

A seguire: La vita attraverso una porta, di Paride Gallo, dove il tema universale del trascorrere della vita ruota attorno ad un elemento centrale, una porta; Alice, di Stefano Anselmi, ambientato in un ospedale psichiatrico dove Alice va a trovare la madre ricoverata e…; Roma, un giorno, di Matteo Botrugno, storia di Michele che affronta un viaggio in una città complessa, Roma, dove libertà e integrazione sembrano cedere il passo alla paura; Esperándote, di Clara Salgado, propone il personale processo di integrazione di una donna latino-americana in una ricca provincia del nord-est italiano; Ordalìa (dentro di me), di Marco Bonfanti, una tragedia familiare che romperà i già fragili equilibri interiori, una lotta tra emotività e ragione alla ricerca di sé e di Dio.