Raccontare il Tropea Blues Festival in modo esaustivo non è compito semplice per una serie di ragioni. Credo che chiunque possa comprendere, quanto difficile sia per chi scrive, fissare su carta le proprie sensazioni, le proprie emozioni ed infine i propri sentimenti. Al Tropea Blues succedono tante cose ogni anno. Questo è il quinto per la cronaca, che regala ai suoi partecipanti e  ai musicisti che si esibiscono emozioni, sensazioni e voglia di vivere. Mi piacerebbe poter concludere  subito questo post con uno slogan pubblicitario della serie: venite a vedere di cosa si tratta o provare per credere. Ma un blog su Tropea, che abbia come ambizione quella di descrivere la città, a partire dalla sua storia per finire alla cronaca, non può trascurare momenti e giornate come quelle che abbiamo vissuto al Tropea Blues Festival dal 5 al 12 Settembre di quest’anno. Le immagini, sono solo una parte, importante senza dubbio, ma incompleta per molti aspetti a rendere fino in fondo giustizia a chi organizza e propone eventi come questo. Succede raramente, non solo qui a Tropea, che una manifestazione nata dall’amore di un gruppo di giovani appassionati a questo genere musicale, che si muovono con estrema difficoltà e ristrettezze economiche, possa posizionarsi come un evento che si può definire senza alcun dubbio parte integrante della proposta turistica tropeana più riuscita. Ecco la prima ragione nell’insistere nel pubblicare post correlandoli di immagini a supporto.  Di anno in anno, l’organizzazione migliora, la consapevolezza della gente e dei commercianti dell’importanza dell’evento cresce e si capisce una cosa fondamentale: la stagione turistica può essere allungata fino ad Ottobre, se non più, se l’organizzazione di queste manifestazioni viene maggiormente curata, più stimolata e soprattutto più supportata dall’aiuto di tutti, enti pubblici per primi. Non è pensabile che questi ed altri eventi tropeani, come il Tropea Film Festival, si debbano reggere solo ed esclusivamente sulla passione e sulla buona volontà di persone, che per quanto appassionate, hanno comunque bisogno di aiuti concreti. Ovviamente, qualcosa da perfezionare ancora c’è e credo e spero  che non se ne dolgano i soci dell’associazione omonima, se mi permetto di evidenziare qualche piccolo limite che ho notato da qualche anno. Un ufficio stampa che curi il prima, il durante e il dopo festival, che comunichi a tutti dell’evento, che pianifichi gli inviti e che prepari il terreno, è il primo suggerimento che mi sento di dare. Una maggiore attenzione ai bandi regionali per ottenere contributi pubblici, è certamente una cosa a cui prestare maggiore attenzione. Ma pur correggendo queste piccole cose, se gli enti pubblici, e parlo di Comune, Provincia e Regione non si decidono a voler aiutare concretamente Tropea, anche e soprattutto attraverso  contributi fissi a queste manifestazioni, allora sarà difficile per questo, come per altri appuntamenti, continuare ad offrire questo standard qualitativo nei prossimi anni. Mi è veramente dispiaciuto ieri sera dover constatare che erano assenti tutti gli esponenti regionali e i consiglieri del nostro territorio in seno alla Regione Calabria; così come mi è dispiaciuto che non ci sia stato il neo-presidente provinciale ad assistere all’ultima serata, come era consueto fare il suo predecessore. Sicuramente avranno avuto le loro ragioni.  Anche l’assessore al turismo avrà avuto le sue. Anzi, alla fine, non è questo il vero punto dolente. Ma occorre capire fino in fondo una cosa: si vuole o non si vuole puntare su Tropea per un turismo di qualità che permetta a tutto il territorio di Vibo Valentia di fare quel salto di qualità nell’offerta turistica nazionale? Questa la domanda che rivolgo a chi si sente provocato nell’accoglierla.  Se così è, allora non bisogna più aspettare ed esitare nel mettere nell’agenda e nei prossimi bilanci, gli adeguati finanziamenti necessari. Per il resto e mi riferisco al Tropea Blues Festival, rimango ottimista e fiducioso, forte di una considerazione di fondo che esterno e rivolgo ai soci e al loro presidente: se quest’anno, avete fatto un ottimo festival anche con le difficoltà di cui si è detto, allora non mollate la spugna, perché il prossimo e i prossimi anni, avrete modo di organizzare i futuri festival del blues in modo ancora più bello e più coinvolgente. Questo è l’augurio che faccio a tutti voi e alla città di Tropea.

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