Che la terra dove vivo sia bella è risaputo; ma non tutti sanno quanto antica e ricca di storia sia questa Calabria, affascinante, ruvida per molti aspetti, generosa e piena di città e paesi da scoprire. Oggi suggerisco a chi si imbatte in questo blog due cittadine della provincia di Reggio Calabria, Locri e Stilo, che di storia e di bellezze ne hanno davvero tante da mostrare e da vantare. L’itinerario che vi propongo, partendo da Tropea, è fattibile in una giornata. Se si parte di buon ora, è possibile aggiungere all’itinerario anche la visita della città di Gerace. La strada da percorrere è indicata nella mappa che allego al presente post. Mappa itinerario

Locri: cenni storici.

La piccola città di Locri, sulla sponda del mar Jonio, è oggi una rinomata e moderna stazione balneare, molto frequentata durante i mesi estivi; la sua fama maggiore, però, non le deriva dalla bellissima spiaggia o dalle bellezze dei paesaggi, ma dal fatto di essere stata una delle più importanti città della Magna Grecia. Antica è la storia della città: fondata nel 673 a.C da coloni locresi e focesi, popoli greci, con il nome di Locri Epizephyrii, dal nome della patria d’origine e del promontorio Zefirio, dove in un primo tempo i coloni si erano stabiliti. I primi due secoli della storia di Locri non sono molto conosciuti: la città si abbellì internamente e iniziò ad espandersi nei territori circostanti; è di questo periodo la guerra contro Crotone, con l’intervento, mitico, dei Dioscuri presso il fiume Sagra. Agli inizi del V secolo Locri divenne più forte con l’arrivo dei coloni provenienti da Samo, e in breve aumentò la sua influenza, fondando le colonie d’Ipponio e di Medma. A causa di questa politica di espansione Locri si trovò a combattere ancora sotto Crotone, con esito alterno. Nel 577 dovette difendersi anche contro il tiranno di Rhegion, Anassilao, che voleva impadronirsi della ricca città: per questo scopo i Locresi si allearono a Siracusa. Questa alleanza e l’inimicizia con Reggio caratterizzarono per diversi anni la politica di Locri, suggerita dai naturali interessi della città siciliana e di Locri contro Reggio che, dominando lo stretto, si trovava in posizione favorevole per controllare i traffici e gli scambi commerciali. Questa politica di alleanza con Siracusa continuò per diversi anni fino a quando Dionisio II, cacciato da Siracusa, si rifugiò a Locri dove, dopo essersi impadronito del potere e aver commesso ogni sorta di infamie, cadde a causa di una sollevazione che portò alla costituzione nella città di un governo democratico. Dalla seconda metà del IV secolo e per tutto il III Locri cominciò a decadere, in seguito all’affermarsi di altre città; fu alleata a Pirro, ma per poco, poiché si ribellò: venne perciò saccheggiata con la perdita del tesoro sacro del tempio di Persefone. All’epoca delle guerre puniche Locrì si schierò con Cartagine, in special modo dopo il 216 a.C, con la sconfitta subita dai romani a Canne; fu invano assediata dal console Crispino e presa finalmente nel 205 da Scipione. Questi furono gli ultimi avvenimenti importanti cui Locri prese parte; in seguito il suo ruolo divenne sempre più modesto, fino a ridursi completamente. Verso il VII secolo d.C, poiché le incursioni saracene si facevano sempre più frequenti, gli abitanti di Locri abbandonarono le loro case per trasferirsi nell’interno, a Gerace. In tempi a noi più vicini e più tranquilli, Locri gradualmente ritornò ad essere abitata, riuscendo verso la fine dell’Ottocento, a riprendere  maggior sviluppo, fino a diventare ai giorni nostri un’apprezzata località di soggiorno estivo. L’antica Locri, non diversamente da altre città abbandonate dagli abitanti, fu dimenticata col trascorrere del tempo: le costruzioni ancora esistenti crollarono ed andarono in rovina. La sabbia e la terra le coprirono quasi completamente confondendosi con il territorio circostante; le ricerche cominciarono con il secolo XVII e proseguirono con interruzioni più o meno lunghi fino ai giorni nostri. Si trovarono suppellettili di ogni tipo: armi, elmi di bronzo, materiale epigrafico, specchi, vasi, in particolare della Locri romana; tra le rovine, le più interessanti rigradano il Tempio di Persefone, già distrutto da Pirro. Imponenti mura di difesa e di arginatura è tutto quello che è rimasto dell’edificio, ma sufficiente a rappresentare ai nostri occhi ciò che doveva essere il tempio nella sua integrità: nel recinto furono rinvenuti numerosissimi ex voto, ora custoditi nei musei di Locri e di Reggio; altra costruzione grandiosa doveva essere il tempio Dorico, com’è stato chiamato, esastilo e con doppio porticato; vi fu rinvenuto, in frammenti, un gruppo equestre che, ricomposto, si trova oggi nel museo di Reggio.

Locri: da visitare

Volendo riassume le cose da visitare in questa città, esse sono così schematizzabili:

La zona archeolocica a sud della citta denominata Locri Epizephiri (3 km)

I resti del tempio ionico di Marasà

I resti del tempio dedicato ad Atena Promacos

Il teatro grecoromano

La zona delle Centocamere

La torre dei Cervi nella zona archeologica dei secoli XV-XVI

La collezione archeologica della famiglia Scaglione in Via Candida

Il Museo Nazionale aperto in Estate dalle 17,30 alle 19,30 e d’Inverno dalle 9,00 alle 14,00

Proseguendo il nostro itinerario dopo Locri ci dirigiamo a Stilo. Sulla città ho già scritto qualcosa. Rimando al link seguente per leggere di Stilo e cosa visiatare una volta raggiunta la città. Cliccare su Stilo

Buon viaggio e divertimento!