Cu sulu si vanta cacatu si senti. Chi da solo si vanta, puzza si sente.

Sintetico ed efficace come del resto tutti i proverbi e gli aforismi azzeccati sanno essere. Ieri ho assistito ad una conversazione fra 2 persone che di mestiere fanno rispettivamente il musicista e il professore. Il primo, decantando il suo brillante curriculum vitae sottolineava ad ogni passaggio relativo ai suoi concerti tenuti in tutta Europa (molti dei quali svolti in sale e luoghi di secondo ordine) la sua bravura, il suo  modo unico per sedurre il pubblico, il suo saper gestire il linguaggio del corpo ed il virtuosismo del suo violino. Il secondo, il pittore, più o meno sulla stessa linea del primo, ribatteva con altrettanto gusto  le sue “imprese” pittoriche in terre lontane, rievocando mostre tenute in tutto il mondo e richieste di “personali” che fino a qualche tempo fa provenivano dai più prestigiosi musei  e dalle migliori gallerie d’arte del mondo. I due, per ovvie ragioni, non verranno citati con i loro nomi. Li voglio chiamare il primo Mozart, il secondo Picasso, così evitiamo il pettegolezzo. Sono andati avanti per più di mezz’ora in un clima di autoreferenzialità irreale e di autocelebrazione fuori da ogni logica umana, ed io sentendoli discutere così appassionatemente non ho resistito alla tentazione di avvicinarmi a loro. Nella mia testa una domanda mi frullava, ma non ho osato rivolgerla ai grandiosi personaggi. Ma se tanto avete fatto, come mai non vi menziona nessuno dei più prestigiosi giornali d’arte e di musica? La domanda non l’ho posta. Credo per un senso del pudore o anche per discrezione semplice. Ma una cosa l’ho pensata. Ed è quella del proverbio citato. Poverini!