Al Viaggiatore che da nord percorre il tratto d’Autostrada tra la Basilicata e la Calabria, dopo un percorso tortuoso tra aspre montagne costellato di viadotti e gallerie, si apre, come d’incanto, un paesaggio fatto di dolci colline e campi coltivati: è l’altopiano di Campotenese. Questa vasta are di confine compresa tra la Calabria e la Basilicata vanta un patrimonio naturalistico davvero unico e una biodiversità di vegetazione esclusiva nella catena degli Appennini: faggete, boschi immensi popolati di una fauna in via di estinzione, luoghi ricchi di sorgenti e corsi d’acqua frequentati da lontre e salamandre pezzate, zone solcate dalle gole del Raganello, del Lao, del Rosa, dai fiumi Frido, Peschiera, Argentino, Abatemarco. Dalle cime dei monti, ad occhio nudo, siracchiudono con uno sguardo, ad ovest, le coste tirreniche di Maratea, di Praia a Mare, di Belvedere Marittimo e, ad est, il litorale da Sibari a Metaponto. A valle delle faggete si aprono le campagne, i nuclei rurali, le case sparse, una natura suggestiva caratterizzata da un territorio incontaminato tutto da gustare. Ci troviamo nell’area protetta del Pollino, il Parco Nazionale più grande d’Italia, costituito nel ’92, con una estensione di circa 193 mila ettari e 56 comuni, dei quali 32 calabresi e 24 lucani.

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Posto a circa 1000 metri di altezza nel cuore del parco del Pollino, l’altopiano, che separa il Massiccio del Pollino dai Monti di Orsomarso, ha da sempre rappresentato una importante via di accesso, da qui passava l’antica via Popilia, nonché un luogo di rilevanza strategica.

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Vi si svolsero, infatti, due importanti battaglie, la prima nel 1806, aprì ai francesi, con la sconfitta dei borbonici, l’occupazione della Calabria, la seconda nel 1848, vide i 1500 patrioti soccombere coraggiosamente di fronte alle preponderanti forze borboniche.