Bernardino Telesio.jpgTutto è pronto per la serata inaugurale dell’Anno Telesiano, in programma domani, giovedì 26 Novembre 2009,  alle 17.30, nel Teatro Rendano di Cosenza. L’appuntamento, promosso dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del V centenario della nascita di Bernardino Telesio, presieduto dal professor Nuccio Ordine, docente di letteratura italiana all’Università della Calabria, prevede i saluti del sindaco, Avv. Salvatore Perugini, del  presidente della Provincia, Mario Oliverio, del presidente della Fondazione Carical, Mario Bozzo, del directeur général de la Société d’édition Les Belles Lettres, professor Alain Segonds, e del rettore dell’Università della Calabria, professor Giovanni La Torre. Dopo l’introduzione del professor Ordine e del professor Roberto Bondì, segretario tesoriere del Comitato nazionale per le celebrazioni del V centenario della nascita di Bernardino Telesio, il professor William Shea, titolare della Cattedra Galileiana di storia della scienza dell’Università di Padova, terrà una lectio magistralis sul tema: “Telesio e il rinnovamento del pensiero scientifico e filosofico”. I lavori saranno caratterizzati anche da alcuni intermezzi musicali a cura del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza. La stessa prestigiosa istituzione musicale, in collaborazione con il Conservatorio “Alfredo Casella” de L’Aquila, per l’inaugurazione del proprio anno accademico 2009/2010, ha programmato sabato prossimo, alle 18.30, sempre al Teatro Rendano, un ulteriore momento di approfondimento dedicato alla figura del filosofo cosentino, intitolato: “Il viaggio di Telesio”. La prolusione sarà tenuta dal professor Ordine e svilupperà il tema dell’amore e del tradimento in Ariosto, Cervantes e Mozart. Sono previste, inoltre, letture da Bernardino Telesio, Vincenzo Galilei e Galileo Galileo.
Le musiche, curate dalle Ensemble dei dipartimenti di musica antica dei Conservatori di Cosenza e L’Aquila, nonché dall’Ensemble corale del Conservatorio brutio, saranno di Achille Falcone, Adrian Willaert, Andrea Antico da Montona, Costanzo Porta, Giovan Battista Fontana, Vincenzo Galileo, Giovanni Maria Trabaci, Cipriano De Rore, Diego Ortiz e Andrea Falconiero.
Ma chi è stato Bernardino Telesio e cosa ha dato alla Cultura Nazionale e a quella Calabrese? Una breve scheda storico-riepilogativa cercherà di seguito di tracciare un profilo essenziale.

Nota biografica
Nato nel 1509 a Cosenza, Bernardino Telesio lasciò ben presto la città natale per seguire nei suoi viaggi uno zio, Antonio, uno spirito dotto e un fervente umanista, che insegnò al giovane Telesio i primi rudimenti della scienza, avviandolo agli studi del latino e del greco. Per moltissimo tempo Bernardino Telesio girovagò per l’Italia: nel 1527 assistette al famoso “sacco” di Roma per opera dei Lanzichenecchi e fu anche preso prigioniero; a Padova, allora studio insigne per la presenza di celebrati maestri, orientò i suoi studi e si approfondì in special modo nella fisica.
Tornò nuovamente nella sua Cosenza, dove nel 1553 si sposò prendendo in moglie Diana Sersale, già vedova con due figli, che però visse pochi anni con lui, spegnendosi nel 1561. Tornato nei luoghi che lo videro bambino già uomo adulto e con una certa fama negli studi, non ebbe a lamentarsi delle accoglienze che ricevette dai suoi concittadini, anche se le condizioni economiche di quel periodo non furono delle più felici.  Divenuto sindaco nel collegio dei nobili a partire dal 1554, fu uno dei più fervidi sostenitori della già esistente “Accademia Cosentina”, che in suo onore fu chiamata in seguito anche “Accademia Telesiana” perché egli si sforzò in ogni modo di trasformarla da accademia puramente letteraria in un centro di studi  e di ricerche scientifiche. Rinunciò, come non adatto alla sua natura, in favore di un fratello, all’arcivescovado di Cosenza offertogli da Papa Pio IV come più tardi rinunciò alle offerte di insegnamento pubblico a Napoli, dove pare probabile che abbia conosciuto Torquato Tasso. Un ultimo episodio doveva ancora amareggiargli la vita, l’assassinio del figlio primogenito Prospeto, nel 1576, prima che la morte lo cogliesse, a Cosenza, nel 1588.

Le  opere e il pensiero: una sintesi.

La produzione di Telesio fu ampia e abbondante, comprendendo una grande quantità di opuscoli su questioni di fisica: la sua più impegnativa  opera, “De Rerum Natura”, che comprende nove libri, ebbe una composizione lenta e tormentata; uscito il primo libro a Roma nel 1565, solamente cinque anni dopo fu pubblicato il secondo insieme con il primo, ma rielaborato; l’opera completa non uscì che nel 1586 a Napoli con i primi due libri ancora rielaborati. Il titolo stesso dell’opera  fa comprendere quali sono gli intenti di Telesio in questa sua esposizione: avvicinarsi e interpretare la natura non ricorrendo a metodi deduttivi né appoggiandosi alla forza della tradizione e dell’autorità, ma interrogando direttamente la natura mediante l’esperienza e il senso, cosa questa che non esclude affatto la ragione poiché questa è identificata con il senso allo stesso modo in cui si identificaano corpo e spirito. Più che il sistema fisico – matematico, furono di una particolare importanza le direttive metodologiche del Telesio e la sua polemica contro l’allora indiscussa autorità di Aristotele e della sua scuola; nella sua opera si nota anche il tentativo di conciliare la ragione con la fede.