354816030.jpgCaro Lello,
Così iniziavo a scriverti il 20 Novembre di quest’anno, nella prima ‘letterina’ che ti mandavo, sgorgata dal cuore e dalla memoria del tuo ricordo,  incancellabile, presente, vivo oggi come ieri, oggi come sempre, oggi e sempre per tutti i giorni che quel Signore a cui tu sei vicino mi vorrà dare.
Caro Lello,
così continuo a scriverti oggi, alla vigilia della finale del tuo quarto memorial che si disputerà il 30 Dicembre, dopo aver meditato a lungo, in  questa ultima settimana, sulle ragioni e sul perché il tuo torneo anziché divenire un’ occasione di divertimento e di gioia in tuo ricordo, continua ad essere vissuto con altro spirito, con altri sentimenti, con altri scopi, lontani sideralmente da quello che – secondo il mio modesto parere – dovrebbe essere il modo giusto per affrontare queste competizioni. Ti sarai accorto certamente che nelle ultime gare io al campo non c’ero. Ti accorgerai domani che non ci sarò. Troppe cose storte sono successe, una sintesi è difficile offrirla. Violenze gratuite, intimidazioni, calci scorretti, espulsi a iosa, ammoniti a flotte, spirito lontano mille miglia da quello che un Memorial dovrebbe essere. I dettagli sono insignificanti. Le responsabilità? Di tutti, anche mie se vuoi, che malgrado tutto ho continuato a credere in una “rinascita” dei sentimenti e della parte migliore di molti adepti ed attori del tuo torneo. Una cosa sola, su tutte, mi preme dirti: anche se non ci sarò né domani né per i prossimi anni allo stadio del sole, il tuo nome e la tua memoria per me sono sacri e lo continueranno ad essere malgrado tutto e tutti. Questa è una certezza che ho. Questo tu lo sai. Pensavo e credevo che si potessero vedere scene più edificanti al campo sportivo. Pensavo e credevo che quest’anno le cose sarebbero andate diversamente. Ma mi sbagliavo. Di grosso!
Me ne dà conferma oggi pomeriggio un “guru” di questo torneo, che bussa alla mia porta, verso le cinque di un pomeriggio calmo e meditativo che stavo vivendo. Aveva in mano una letterina da inserire su questo blog. Mi guarda negli occhi e senza dire altro mi chiede: Lucio li hai cinque minuti per me? Certo Francesco, entra pure, ti offro un bel caffé, di quelli con la crema. Non so né come né perché ma mi sentivo che sarebbe venuto a casa mia, che avrebbe bussato alla mia porta. Lo pensavo, lo intuivo, lo presentivo. E sapevo anche quello che mi avrebbe detto. Io lo conosco bene Francesco, o meglio sto imparando a conoscerlo pian pianino; abitiamo sullo stesso pianerottolo da sei anni, ma mai, come in questi ultimi mesi siamo stati così vicini. Si sà che la vicinanza fisica, può nascondere e spesso non significa vicinanza interiore. “Così lontano, cosi vicino”….titolava un film di un grande del cinema internazionale, guarda caso  anch’egli affascinato e rapito dalla nostra terra: Wim Wenders. Mai come oggi la nostra vicinanza è stata grande. Mai come oggi ho condiviso la sintesi che questo ragazzo sensibile e disponibile ha tracciato in queste poche righe che mi ha lasciato. Sto parlando di Francesco Cortese, alias “Afferma”, e della sua lettera aperta che pubblico integralemente a seguire. Ciao Lello, credo che il tuo nome meriti altro rispetto. Io tolgo il disturbo, me ne starò in silenzio per altri anni, ma verrò a pregare sulla tua tomba, con rispetto  e quando nessuno mi può vedere, come sempre ho fatto. Buon anno amico mio bello.

Francesco Cortese Tropea.jpgLettera aperta a tutti i partecipanti al IV Memorial Lello Pontorieri
di Francesco Cortese*

Carissimi amici,
Nel ringraziarvi per la vostra straordinaria e numerosa partecipazione al 4° Memorial “Lello Pontorieri”, voglio esprimervi tutto il mio rammarico per certi comportamenti registrati da chi vi scrive avuti da alcuni di voi durante questa manifestazione.
Organizzare il Memorial dedicato all’amico Lello ha richiesto e richiede grande impegno, parecchi sacrifici e molte rinunce insieme a senso di responsabilità. Per quanto mi riguarda e solo per onorare al meglio la memoria di Lello l’ho sempre fatto, anche in questa edizione, con grande piacere ed affetto. Sentimenti questi che provavo per l’amico Lello quando era in vita e che tutt’ora provo per quel generoso ragazzo, difficile da  dimenticare. Ogni incontro, ogni partita, significa per me ricordarlo, rincontrarlo, risentirlo. La manifestazione che porta il suo nome doveva e dovrebbe servire ad aggregare, ad unire maggiormente tutti noi, che in una partita di calcio dovremmo ritrovarci di più, senza mai arrivare allo scontro verbale e fisico. Il gioco duro ci può stare così come l’errore arbitrale, sia esso fatto dall’arbitro o dai guardalinee di turno. Gridare invece al  complotto o insinuare la mala fede arbitrale, è qualcosa di grave, di irrispetoso di quei sacrifici, della dignità di chi ha organizzato un torneo senza  nessun altro scopo che quello del divertimento e della memoria, di chi arbitra e di chi collabora per la sua buona riuscita.
Facendo mia una citazione ed una frase della famiglia Pontorieri “NE’ VINTI, NE’ VINCITORI” ribadisco insieme a loro che alla fine in queste cose, in questi momenti, in questo torneo, non vince e non perde nessuno. Vincono  coloro i quali rispettano le regole della civile convivenza, del sano divertimento, e, non ultime, quelle sintetizzate dal Regolamento del torneo. Perdono tutti coloro i quali, in virtù di una presunta superiorità o di un malinteso senso del rispetto delle regole, pensano e credono che un atteggiamento collaborativo, una disponibilità a tutto campo del cuore e della ragione, possa essere un segno di debolezza e di mancanza di “attributi”. Così non è e mai lo sarà! E’ la memoria di Lello la posta in palio, non altro. Questo non è stato compreso, questo significa la parola MEMORIAL!
Avevo provato a dirvi durante gli incontri preliminari all’organizzazione del torneo ed ho provato a dirvelo con tutti i mezzi a mia disposizione durante le partite e durante gli arbitraggi delle stesse, confidando nella potenzialità dell’esortazione, della persuasione e mai con arroganza e prepotenza, che era necessario voltare pagina; che era indispensabile rivalutare la competizione calcistica per intenderla diversamente. Vi avevo chiesto, a volte anche pregato, di non usare la parola “grazie” quando si vince e di gridare invece al complotto o peggio al “biscotto” quando si perde. Non c’era e mai c’è stato nessun complotto a favore o a sfavore di nessuna squadra, di nessun giocatore. Solo una grandissima voglia di fare calcio, sport questo PREFERITO DAL CARO ED AMATO LELLO.
Un grazie di cuore lo voglio comunque indirizzare alla famiglia Pontorieri che mi è stata sempre vicina e non hai perso un’occasione per  dimostrami stima ed affetto, sentimenti questi reciprocamente vissuti dal sottoscritto.
Avrei voluto dirvi “arrivederci al prossimo anno”, ma sin d’ora, come credo giusto che sia, sento il dovere di comunicare a tutti la mia decisione di NON ARBITRARE MAI PIU’ ALCUNA PARTITA FUTURA E DI NON FAR PARTE MAI PIU’ DI NESSUN COMITATO ORGANIZZATORE.
Colgo l’occasione, infine, per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con me in questi quattro anni, che unitamente alla famiglia Pontorieri, mi sono stati vicini supportandomi e spesso sopportandomi. Credo sia giusto che persone sicuramente più capaci e più competenti di me, si facciano avanti per organizzare il V° Memorial. Invito i più giovani a non piegarsi mai alla mentalità del più forte, dell’astuzia, della cattiveria, della prepotenza, ma di vivere per primi voi stessi una massima che mi sento di trasmettervi a chiare lettere: la differenza nella vita e nello sport la fanno la voglia del rispetto delle regole, la generosità e la competizione leale. Virtù queste praticate dall’amico Lello che non ne faceva un dramma per una partita persa. Nessuna partita può essere vinta a tutti i costi ed il campo sportivo è una grande metafora di questa verità insieme a questo meraviglioso sport chiamato calcio.
Auguri a tutti per un sereno e felice 2010.
Francesco Cortese

* Responsabile arbitri e giudice sportivo del IV memorial “Lello Pontorieri”.