2068551422.JPGNon sembra voler terminare la polemica ed il battibecco giornalistico fra il consigliere provinciale del Popolo delle Libertà, avvocato Nino Macrì,  eletto nel collegio di Tropea alle passate elezioni provinciali ed il sindaco della città di Drapia, Alessandro Porcelli. In un botta e risposta giunto alla quarta replica,  configuartosi da circa un mese come una vera e propria “querelle”, i due rappresentanti politici locali hanno instaurato un serrato “confronto” la cui scintilla detonante è scattata la sera del 7 Dicembre 2009, presso il Teatro la Pace di Tropea, nel corso della presentazione di Giuseppe Scopelliti, candidato alla presidenza della Giunta Regionale della Calabria per il PdL. Allora, il sindaco di Drapia, aspettandosi di essere invitato sul palco dei lavori per un saluto, cosa che invece non accadde per una serie di motivi specificati nelle repliche dell’avvocato Macrì, una su tutte il ritardo dell’inizio dei lavori ed il poco tempo a disposizione, abbandonò polemicamente il teatro e consegnò ai giornali locali il suo primo “attacco”. Seguì a stretto giro la pronta replica di Macrì, la controreplica di Porcelli ed in ultima la presente di seguito pubblicata. Per la cronaca e le “puntate precedenti” potete visionare il link a tergo del presente post.

Con riferimento all’ultima esternazione del sindaco Porcelli sono sinceramente felice di apprendere che nel territorio del Comune di Drapia, a  giudizio dello stesso, non si consumano abusi edilizi. Evidentemente sono stato vittima di un abbaglio ovvero di un errore sugli esatti confini  comunali o, molto più verosimilmente, seguo tragitti stradali differenti rispetto a quelli abitualmente percorsi dal Sindaco che, forse, anche a causa dei i vetri oscurati evidentemente montati al contrario sulla sua auto, non ha una visone a 360 gradi di quanto avviene nel suo Comune. Tengo a precisare che nella mia nota stampa del 21 u.s. ho semplicemente invitato il Sindaco ad occuparsi di cose più serie, tra tutte la guardia medica in via di soppressione e gli abusi edilizi che quotidianamente, oggi come ieri, si consumano nel suo – come in altri – territori e rispetto ai quali, se effettivamente commessi, quale Sindaco in carica, è certamente “responsabile”. Il mio invito ad una maggiore attenzione era ed è – non avrebbe potuto essere altrimenti – limitato al presente e non già a quanto accaduto nel passato.
Colgo l’occasione per intervenire su un altro punto trattato, peraltro, nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Drapia. Lo scorso 23 dicembre ho inoltrato un’interrogazione relativa alla realizzazione da parte dell’Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia di  concerto col Comune di Drapia, di una strada di collegamento tra la S.P. 18 e la strada comunale Brattirò – Caria. Tale importantissima opera, che avrebbe consentito di decongestionare il pieno centro abitato di Brattirò dal traffico proveniente da Caria, è stata bloccata dal ricorso al TAR (legittimo dal punto di vista formale) dell’attuale vice sindaco di Drapia che, unitamente ai suoi tre fratelli, dopo essersi espressi favorevolmente all’opera e manifestato la loro massima disponibilità (tanto è dato apprendere in Provincia) hanno adito l’autorità giudiziaria amministrativa lamentando la violazione del loro diritto a partecipare al procedimento.
Ebbene, quel che mi preme ulteriormente evidenziare rispetto alla succitata interrogazione, alla quale rimando, è quanto segue:

1) il ricorso al TAR che ha bloccato la realizzazione della strada, peraltro già appaltata, definito dal giornalista Mario Vallone come iniziativa “di alcuni privati”, è opera esclusiva dei soggetti sopra indicati;

2) l’Amministrazione Provinciale, se effettivamente vuole ancora realizzare l’importante opera, non ha motivo di attendere l’esito, peraltro  scontato, del ricorso al TAR ben potendo – questo il mio invito – annullare in autotutela la procedura e riavviarla ex novo nel rispetto della legge.

Giovanni Macrì
10 gennaio 2010