Rossano superiore.jpgTra i più importanti centri della provincia di Cosenza, sia per popolazione che per presenza di alcune opere di valore, è Rossano, una graziosa cittadina adagiata su un non aspro colle ricco di ulivi. Rossano è la città della Calabria che conserva più testimonianze del passaggio della civiltà bizantina, anche perché fu, fra l’VIII e il XII secolo, uno dei luoghi più imporrtanti della regione, sede amministrativa dell’organizzazione statale bizantina: ancora oggi, nei costumi e nella pratica è rimasto il segno del lungo dominio orientale.

Ancor prima della conquista bizantina, doveva esistere un centro abitato di origine romana; nel VI secolo fu presa da Totila, poco prima di far parte dei territori dell’impero romano d’Oriente; ebbe poi vicende comuni con il resto della regione e in epoca medievale divenne feudo importante, e tra gli altri, nella seconda metà del Quattrocento, lo ebbero in possesso gli Sforza.

Oratorio di S. Marco.jpgFra i monumenti rimasti a Rossano, attestanti il suo splendore durante il dominio bizantino, vi è innanzitutto la chiesa di S. Marco; la costruzione, che è dell’XI secolo, ricorda molto da vicino la celebre cattolica di Stilo: ha infatti anch’essa pianta quadrata, cinque cupolette e tre absidi, inoltre le stesse ‘minuscole’ dimensioni. Però qualcosa di più prezioso, a Rossano, si trova nell’arcivescovado: è il celebre codex purpueus detto anche “rossanensis”, preziosissima testimonianza dell’arte della miniatura nel VI secolo; è chiamato “purpureus” perché i suoi 188 fogli sono dipinti di porpora. Contiene il Vangelo di S. Matteo, una parte di quello di S. Marco e la prima metà dell’epistola di Eusebio a Carpiniano: dodici grandi miniature, d’arte siriaca, lo decorano.Codex purpereus rossanensis.jpg

Oltre all’importante codice, da visitare a Rossano vi sono l’Oratorio di Santa Maria del Pilerio, la chiesetta S. Panaghia del XII secolo, costruita come S.Marco da due costruzioni ad una navata, la Cattedrale che conserva i resti del primitivo nucleo bizantino e l’affresco della Madonna Achiropita (sec. VI-VIII), emblema e simbolo della spiritualità di Rossano. Da visitare inoltre la chiesa di San Nicola dell’Ulivo, di Santa Maria di Costantinopoli, dell’Annunziata e quella del Soccorso. Ancora a Rossano sono la chiesa di San Bernardino con annesso chiostro, che ospita un crocefisso ligneo molto suggestivo, la chiesa di San Domenico e la chiesa di San Nilo. Interessanti da esplorare i Mulini ad Acqua e le antiche porte d’ingresso alla città. All’interno del Museo Diocesano, oltre al famoso codice, sono conservate altre opere d’arte molto interessanti. Ne cito alcune:l’anello di San Nilo, il grande santo di Rossano, fondatore dell’abazia di Grottaferrata, una statuetta con specchio bronzeo del V sec. a.C, rinvenuta presso la collina di Santo Stefano. Il museo è visitabile a pagamento nei seguenti orari: inverno – 10,30 – 12,00 e 16,00-18,00; esatate 10,30-12,00 e 17,00-19,00.

Rinomata a Rossano è la produzione di liquirizia e l’azienda Amarelli la produce fin dal 1731. Il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli può essere visitato previa prenotazione nell’azienda.

Nei pressi di Rossano, su un colle che può essere raggiunto dalla statale 106, risalendo poco più a nord la via per circa 6 km. a 600 metri s.l.m. sorge un altro importante monumento bizantino della Calabria: Santa Maria del Patire o Patirion.

Santa Maria del Patire.jpg

La chiesa faceva parte di un monastero fondato intorno al sec. XII e conosciuto in tutta l’Italia meridionale. Del complesso restano alcune arcate su pilastri. La facciata presenta un bel portale gotico del sec. XV. Nell’interno l’attenzione è colpita dalla pavimentazione a mosaico, raffigurante scene di animali, oggi, purtroppo in buona parte perduta.

Rossano scalo.jpgGli abitanti attualmente residenti in Rossano son circa 36.000, la sua altitudine è di 270 m. s.l.m. Rossano, dal punto di vista fisico-geografico, si presenta cn due facce: la prima, Rossano scalo, adagiata sul mar Ionio caratterizzata da case di nuova costruzione e rappresenta la cosidetta zona commerciale e balneare; la seconda, in zona collinare, in cui è presente la città storica e le sue chiese più rappresentative.