Alla scoperta dei dintorni di Tropea Macrì Marcello.jpgE’ primavera inoltrata, tempo di passeggiate, di aria aperta, di profumi intensi e di vitalità rinnovata e ritrovata. E’ anche il tempo per scoprire luoghi e paesi. Tempo di viaggi e di voglia d’avventura, in attesa della calda Estate, che da qui a pochi mesi farà la sua nuova comparsa.  Tropea, in questo periodo dell’anno è incantevole, malgrado i suoi numerosi problemi da risolvere. Così l’intera costa degli Dei,  all’ ombra del Poro, ha un fascino particolare. Tempo di passeggiate dicevo….
Ho sotto le mani, da qualche ora, il libro di Marcello Macrì, giovanissimo studente universitario tropeano,  laureando o  già laureato non so dirvi in ingegneria, che due anni fa  aveva pubblicato per i tipi della GME una bella guida su Tropea dal titolo ‘Passeggiate Tropeane’. Il libro, anzi la nuova guida che sto maneggiando, si chiama ‘Alla scoperta della Costa degli Dei’, e reca il  sottotitolo ‘percorsi fra il Poro e la costa degli Dei’. Questo lavoro è del 2009  pubblicato sempre per i tipi della Giuseppe Meligrana Editore. Mi ha messo voglia di prendere la bicicletta e la motocicletta per andare a visitare i persorsi in essa indicati; questa la prima sensazione che ha suscitato in me la sua lettura fatta oggi.

Perché questi percorsi, questi itinerari alla ‘scoperta’ della nostra costa e del nostro hinterland, sono ben curati, ben organizzati nelle tappe, nelle fermate, nei tempi di percorrenza, nelle indicazioni stradali. Sono formulati tenendo in considerazione il mezzo usato, proposti nei quattro modi possibili: ‘a piedi’, ‘in bicicletta’ ‘in moto’  ‘in treno’. Non è la solita guida turistica che indica monumenti, palazzi, musei, opere d’arte, prodotti tipici o quant’altro in modo didascalico e pedissequo. Questi itenerari, hanno la ‘pretesa’ di parlare al cuore del visitatore delle nostre terre e di farlo con un linguaggio diretto, senza retorica, focalizzando l’attenzione sulle cose essenziali da scoprire, cercando di portare il lettore-escursionista all’interno dello spirito dei paesi indicati, per permettergli di scoprire l’essenza principale dei luoghi percorsi. Questo è il grande pregio dei quattro itinerari proposti da Marcello Macrì. In questo, il lavoro dello studente-scrittore è riuscitissimo. Un libro, soprattutto una guida turistica, a cosa deve servire? A tracciare un motivo, a tratteggiare un’indicazione, a sussurrare all’orecchio del turista ‘i posti che stai visitando sono unici al mondo…o anche: ‘carpe diem’, cogli l’attimo delle emozioni che suscitano in te  i luoghi che stai visitando e fanne tesoro nella tua memoria’. Nessun barocchismo descrittivo, nessun appesantimento letterario in questa guida, ma, pur in presenza di moltissime notizie storiche ed architettoniche dei principali paesi e delle principali attrazioni culturali in essi presenti, l’autore non calca mai la penna, evitando al lettore appesantite e difficili concentrazioni mnemoniche. Un libro ben fatto, una guida essenziale e suggestiva, a cominciare dai titoli generali che fungono da contenitori e da motivo conduttore per finire ai percorsi in essi presenti: Le civiltà marino-contadine il primo, che contiene i tre percorsi Tropea-Parghelia, Parghelia-Fitili-Zaccanopoli, Zungri-Monte Poro-Nicotera; Gente di Fiumara, il secondo, che contiene i percorsi Tropea-Santa Domenica-Brattirò-Caria, Spilinga-Ricadi-Brivadi, Brivadi-Capo Vaticano-Santa Maria, Santa Maria-Formicoli; Sui Passi dei Basiliani e dei Normanni che contiene i percorsi Tropea-Drapia, Gasponi-Vibo Valentia, Vibo Valentia-Mileto; Il Filo di Perla, l’ultimo dei quattro, che contiene i percorsi Tropea-Zambrone-Briatico, Vibo Marina-Pizzo.
Una guida dunque, capace di penetrare (i titoli generali fungono da metafore e da ‘spie letterarie’), la storia che questi luoghi hanno attraversato nei secoli, la loro antropologia culturale, il loro humus profondo. Una guida che consiglio e  suggerisco.
Alla scoperta della costa degli dei, percorsi tra il Poro e la costa degli dei, Mge Editore, Tropea, 2009, 112 pagine illustrate da foto Eur. 9,90.
Dal libro di Marcello Macrì, itinerario Tropea centro storico, tempo di percorrenza a piedi: 4 ore circa compresa pausa cena
La partenza: Tropea, perla del Tirreno
Siamo qui nella piazza principale della città, piazza Vittorio Veneto, seduti in uno dei ber che la circonadano. Sotto il monumento ai caduti delle guerre del Novecento decidiamo di alzarci ed inoltrarci nell’antico cuore della nobile città.

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Prendiamo il corso principale che, stretto dalle facciate dei palazzi e dall’imponente facciata della chiesa di Santa Caterina – accanto alla quale si apre Piazza Mercato – ci conduce nell’antico cuore della città, Piazza Ercole, che ospita, ormai da secoli, l’antico palazzo del governo cittadino.

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Qui i nobili si riunivano per decretare sulla città e sul suo contado che in questi giorni vogliamo visitare.
Decidiamo di raggiungere la sala principale del palazzo che, coperta da una volta, porta gli stemmi delle nobili famiglie che nei secoli decisero le sorti di questo territorio. Da un arco si apre una terrazza, dalla quale si ha la visione di tutta la piazza che in uno dei suoi lati ospita il monumento di Pasquale Galluppi, illustre cittadino tropeano.

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Osservando, da questa visuale privilegiata, i palazzi che si affacciano su di essa, dice il mio amico come da questa si dipartono i caratteristici vicoli, stretti e contorti, che conducono in piazzette ciottolate, chiese e antichi palazzi nobiliari dalle monumentali entrate.
Nelle stradine, piccole edicole votive, che costellano i vicoli, ricordano la religiosità della cittadinanza che un tempo presso di esse si raccoglieva in preghiera e molte fontane che portano ancora l’acqua negli stretti spazi dell’antica città medioevale.
Dalla piazza prendiamo Via Roma per andare a visitare l’antica cattedrale, un tempio normanno che si presenta con la sua facciata severa ed austera, con un grande rosone che sovrasta l’entrata principale del tempio. Qui, sull’altare maggiore, viene custodito il quadro della Madonna di Romania, patrona della città che la salvò da molte catastrofi nel corso dei secoli.

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La chiesa si affaccia su una piazzetta porticata; dall’entrata del portico visitiamo il Museo Diocesano che ospita vari dipinti e statue tra cui la statua argentea di Santa Domenica. Usciti, riprendiamo via Roma, superiamo la piazza e continuiamo per questa antica strada, via Indipendenza, l’antica strada che collegava le due porte che aprivano la città-fortezza al mare e alla campagna.

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Prima di giungere al belvedere decidiamo di prendere un piccolo vicolo alla sinistra dove si trova un antico forno della città, oggi adibito a pizzeria. Nel suo interno, un tempo pieno del profumo del pane appena sfornato, decidiamo di cenare circondati da tanti oggetti che ci rimandano ai tempi dei nostri nonni; il tetto viene chiuso da alte travi di legno che reggono la copertura in coppi.

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Usciti, continuiamo la nostra passeggiata ormai notturna, raggiungendo un belvedere dove si trova un cannone solitario. Dall’affaccio vediamo la marina della città con accanto lo scoglio dell’Isola che ospita alla sua sommità un antico santuario la cui facciata vediamo grazie all’illuminazione che ci mostra gli archi del portico e la sua cella campanaria.

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Dalla piazza prendiamo la stradina di destra che ci conduce nell’antico luogo dove sorgeva la porta di terra, porta Vaticana, che si apriva tra le mura della città, i cui resti in alcuni tratti sono ancora visibili. Un’insegna ci ricorda il nome della porta che conduce in un piccolo slargo dove si vede l’alta canna fumaria dell’antico forno dove abbiamo cenato. La notte rende questo luogo remoto e suggestivo: da qui partivano le alte mura circondate dal fossato, successivamente riempito.

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Prendendo via Regina Margherita, vediamo le ripide case che si addossarono alle antiche mura, alla nostra destra un grande vuoto viene riempito dalle caratteristiche case del borgo della città, per giungere infine all’inizio del corso, nato dall’apertura della terza porta della città: Porta Nova. Qui vediamo l’imponente mole di palazzo Toraldo, che sostituì l’antico castello che proteggeva la città, insieme alle mura, dette di Belisario, visibili scendendo la strada della marina. A metà altezza vediamo il porto che segnò la ricchezza di questa città la cui terza porta, la porta di mare, da questo punto si apriva. Oggi, una scalinata ci conduce all’interno dell’antico borgo finendo presso un belvedere detto della munizione. Salita questa bellissima scalinata giungiamo a quest’antica piazza dove decidiamo di sederci presso il tavolino di un bar.
Qui, accanto al retro absidato della caattedrale, il pensiero si perde in un paesaggio notturno con una cupola che spunta dal nulla della sera e più avanti un’antica chiesa immersa nella campagna cittadina, che in questi giorni andremo a visitare.
Nel silenzio della sera termina la nostra visita della città; seduti a questo tavolo, progettiamo la nostra esplorazione che in questi giorni ci porterà alla scoperta dei dintorni di Tropea. Saluto l’amico per darci così apuntamento a domani mattina.