s.domenica.jpgSecondo le fonti storiche, Santa Domenica, nacque durante il regno di Diocleziano, intorno al 284, cioè in pieno periodo di persecuzione cristiana. A quanto si tramanda, i genitori di Domenica, il padre Doroteo e la madre Arsenia, erano originari della Grecia, nobili di nascita, economicamente benestanti e di religione cristiana, fatto, quest’ultimo che segnerà la vita spirituale della loro figlia fino a a farle raggiungere la santità. Quando nacque la piccola Domenica, Doroteo ed Arsenia erano sposati ormai da quindici anni e avevano quasi perso le speranze di poter avere figli. Perciò, considerando la neonata come un dono di Dio, scelsero per lei il nome di Domenica, il cui significato è ‘Cosa del Signore’.

santa domenica.jpgI due allevarono Domenica insegnandole la carità e l’amore verso tutti non solo con le parole, ma anche con le azioni: Doroteo ed Arsenia, infatti, adoperavano le loro rilevanti ricchezze per aiutare tutti quelli che, meno fortunati di loro, non possedevano nulla. Crescendo, Domenica si dedicava ogni giorno di più alle opere cristiane, tanto che, nel suo cuore, si considerò consacrata a Gesù e perciò, quando un giovane del luogo la chiese in sposa, la ragazza rifiutò la proposta di matrimonio e gli confessò di aver votato la sua vita al servizio di Dio. Il giovane pretendente si sentì però offeso dal ‘no’ di Domenica e, assetato di vendetta, si rivolse all’imperatore Diocleziano accusando la ragazza e la sua famiglia di essere cristiani. Immediatamente Doroteo, Arsenia e la loro figlia furono arrestati e gettati in prigione fra mille patimenti, dai quali non fu risparmiata neanche Domenica. Ma i tre, nonostante le offerte fatte loro in cambio della rinuncia al cristianesimo, restarono fermi nella loro professione di fede. La reazione di Diocleziano a tanta costanza non si fece attendere: divise i genitori della figlia, rinchiudendoli in celle separate, in attesa di scegliere il tipo di martirio al quale sottoporli. Le sofferenze furono enormi, ma ancora più grande era l’amore per Dio e nel suo nome Doroteo a Arsenia sopportarono percosse e maltrattamenti fino a quando arrivò la sentenza di condanna a morte. Per la loro figlia, intanto, le cose non erano andate meglio. Davanti all’imperatore Massimiano che cercava di convertirla alla religione pagana, Domenica confermò la sua fede cristiana che era ben decisa a non cambiare anche a costo della vita. Le torture inflitte alla giovane dopo questa sua prova di fede furono ancora più atroci di quelle già subite. Appesa per i capelli ad un palo, Domenica subì pestaggi selvaggi, bruciature con fiaccole su tutto il corpo, denudato ed offerto alla vista di tutti, ed altre crudeltà efferate, ma sopportò tutti questi supplizi senza che dalla sua bocca uscisse neanche un lamento. Alla fine, pesta e dolorante, fu riportata nella sua cella e buttata malamente su un giaciglio ma, miracolo grandissimo, il giorno dopo questo terribile trattamento, il corpo di Domenica apparve agli occhi dei carnefici senza neanche una piaga né un livido e lei stessa, anche più in forza di quanto non fosse in precedenza, pronta ad affrontare nuove sofferenze. Quando le guardie la portarono nel tempio, Domenica si inginocchiò a pregare e subito Dio mandò un violentissimo terremoto che distrusse le statue degli idoli pagano mentre un fulmine incenerì il sovrano e perciò alla prigioniera fu ridata la libertà. Dopo essere stata scarcerata, Domenica fu libera di agire per diffondere la parola del Signore e la sua predicazione diede subito risultati perché molti pagani si convertirono al cristianesimo. Questo attirò di nuovo su di lei l’attenzione del governatore che la fece condurre al suo cospetto accusandola di sacrilegio ordinando di metterla al rogo. Il fuoco però né il corpo né le vesti della santa e addirittura fu spento da una pioggia miracolosa. Allora il governatore provò a farla divorare da lupi e leoni, ma anche questa volta il martirio potè essere realizzato: i lupi si trasformarono in agnelli e i leoni si chinarono davanti a lei baciandogli i piedi. Questo miracolo provocò nel popolo una grandissima emozione ed ancora una volta ci fu un gran numero di persone che abbracciò la religione di Domenica. Il fallimento anche di questo tentativo accanì ancora di più il governatore che sentenziò per la giovane cristiana la morte per decapitazione. Era il 6 Luglio. Davanti alla gente adunata per assistere al supplizio, accadde un evento straordinario: mentre la scure si abbatteva sul collo di Domenica staccandole la testa, intorno a lei si materializzò una moltitudine di Angeli che persero lo spirito della santa e salirono con esso in cielo per presentarlo al Signore. Oggi i resti della Martire sono custoditi nella Cattedrale di Tropea e sono oggetto di venerazione da parte di tanti tropeani.