cipollini.jpgNel febbraio 1851 la famiglia di Ferdinando Cipollini e Natalina Scrugli fu allietata dalla nascita di un figlio, Gaetano. Fin da bambino, il piccolo Gaetano mostrò una notevole predisposizione per la musica; perciò la famiglia lo fece studiare prima con Francesco Coppa, allievo di Mercadante e poi gli fece frequentare i corsi di armonia e contrappunto al Conservatorio S.Pietro a Maiella di Napoli.

Ma il traguardo professionale a cui Gaetano ambiva, era poter giungere a Milano e avviarsi alla carriera di operista. Fu solo alla fine del secolo che il musicista potè realizzare il suo sogno e iniziare nel capoluogo lombardo l’attività artistica con l’appoggio del fratello Antonio, che precedentemente aveva già collaborato come librettista con altri musicisti tra cui Pietro Mascagni; da quel momento Antonio diventerà l’unico librettista di Gaetano. A Milano, Gaetano Cipollini cominciò a frequentare i salotti letterari e gli artisti dell’epoca, facendo amicizia anche con il musicista Arrigo Boito. Il suo carattere fantasioso e ricco di immaginazione e la lettura de ‘Le Incantatrici’ di Teocrito, gli ispirarono un soggetto d’opera, ‘Simèta’, inconsueto per il periodo lirico del tempo. Il lavoro, ambientato nella Sicilia dell’epoca classica, per le vaste proporzioni e per  mancanza di fondi non fu mai rappresentato né mai pubblicato lo spartito e questo costituì per il compositore un dispiacere che lo accompagnò per tutta la vita.

Ma l’artista, sempre con la collaborazione del fratello, mise mano ad un’altra opera, Gennarello, dramma lirico in tre atti che ebbe più fortuna e fu rappresentato al Teatro Manzoni di Milano il 1° Giugno 1891. L’opera ebbe un successo incredibile, tanto da essere replicata diverse volte. Nel 1892 Cipollini compose ancora l’operetta Ai Bagni di mare e subito dopo l’opera in un atto Il Piccolo Haydn che diede al maestro la celebrità. A queste opere seguì Ninon le Lenclos, commedia lirica in tre atti, che non riuscì comunque a riscontrare lo stesso successo delle precedenti opere.

Dal 1896 in poi, Cipollini si indirizzò verso l’attività concertistica e, in qualità di direttore d’orchestra, si esibì in numerosi concerti fuori dai confini italiani. Nel frattempo compose minuetti, gavotte ed altri brani per pianoforte, ma soprattutto apprezzate composizioni vocali da camera. Il compositore, ormai ultrasettantenne, si ritirò nella casa di riposo G.Verdi di Milano dove concluse la sua vita il 2 ottobre 1935.

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