Copertina del libro Calabria in terza pagina.jpgStamattina, con grande sorpresa ma con altrettanta grande soddisfazione, ricevo direttamente a casa mia l’ultimo lavoro bibliografico di Francesco Pitaro, Calabria in terza pagina, note, recensioni ed elzeviri. Il libro, recapitatomi direttamente dal postino di turno, reca una sua dedica olografa che tanto mi ha commosso, semplice e diretta come l’autore del libro: ‘con amicizia e stima, Francesco Pitaro’. Apro la prima pagina e comincio a ‘spulciare’ sommariamente il testo. Eccomi alla terza pagina. Eccomi di fronte alla dedica generale che l’autore inserisce in alto a destra nella quale traspare, prima ancora di aprire e leggere i testi contenuti, tutto l’orgoglio, l’amore, la passione per la Calabria che Francesco, in questi lunghi anni di attività editoriale ha sempre dimostrato di possedere. Eccola in integrale: ‘a tutti coloro che amano la Calabria. E a quanti credono che il suo riscatto da secoli di frustrazione ed emarginazione passa attraverso la consapevolezza e la valorizzazione di quel grande patrimonio storico, culturale e umano che proviene dal passato e che essa orgogliosamente custodisce’. Non poteva aprirsi con dedica più riuscita questo lavoro, queste recensioni ed elzeviri racchiusi in questo volumetto, edito per i tipi di ‘La rondine’, che raccontano la terza pagina di Francesco Pitaro, quella pagina cara a tutti noi, letta da migliaia di calabresi in questi anni, che compare sul noto quotidiano ‘La gazzetta del Sud’.

Francesco Pitaro.jpgMa chi è Francesco Pitaro? Perché questa publicazione?

Francesco Pitaro intanto è un amico ‘incontrato’ sul web, anch’egli un amante viscerale e maniacale della Calabria. Con lui abbiamo parlato si e no tre volte al telefono e ci siamo scambiati qualche mail. Quel poco o tanto che basta per accorgerci reciprocamente di essere accumunati da questo sentimento forte per questa nostra regione, per questa nostra terra. Anche lui ha un blog, sulla stessa piattaforma che ospita queste pagine, ed allora ci siamo scambiati i rispettivi link…il minimo che si potesse fare. Non sto a dilungarmi molto sulla biografia di Francesco Pitaro e sulla sua attività di giornalista e pubblicista. Non lo faccio perché non lo merita, ma perché un’ampia ed articolata scheda è presente sul web ed è visionabile cliccando qui. Dico solo che Francesco è uno che l’italiano lo sa praticare, lo usa bene. Che la Calabria di cui scrive, da sempre, sia sulle pagine del noto quotidiano sia sulle numerosissime pubblicazioni che in questi anni sono apparse, è una Calabria che ha nell’anima, nel cuore, nel profondo. La sintetizza benissimo nella pagina culturale della Gazzetta, la liricizza eccellentemente nelle poesie in vernacolo calabrese, la sa raccontare egregiamente nei numerosi saggi e racconti di cui si è pregiato di essere autore.

Ma adesso voglio parlare di questo libro, di questi elzeviri. Una raccolta del meglio dei suoi pezzi giornalistici di taglio culturale, pubblicati su ‘Gazzetta del Sud’ in cui il tema o l’ispirazione sono sempre  la Calabria e i calabresi.  Questo essenzialmente sono i trentaquattro pezzi racchiusi in questo interessantissimo saggio, che ci permettono di affondare il legno e di sondare meglio il terreno di moltissimi aspetti della nostra storia regionale. Ne viene fuori un saggio interessante – così come scritto nella nota dell’editore -, oltremodo riuscito e che ben si presta ad essere preso a paradigma per capire e conoscere molti ed esaurienti segmenti di storia regionale. Emerge altresì uno spaccato di una terra che se da una parte è angustiata da mille problemi, che le cronache ci espongono quotidianamente, dall’altra vanta un patrimonio culturale, artistico, paesaggistico di tutto rispetto e oltremodo invidiabile. Parte di questo patrimonio, sebbene esposto con il taglio e la sintesi propri del testo giornalistico, emerge da queste pagine con le sue tante personalità che ebbero ruoli di primo piano nella storia nazionale, i molti letterati e artisti che lasciarono segni indelebili delle loro opere, le molteplici località di culto e di attrazione turistica di cui la regione è costellata. Il tutto viene enfatizzato non per mera finalità pedagogica ma perché venga additato e preso come elemento di riferimento e di orgoglio per la nascita e il riscatto di questo estremo e incantevole lembo d’Italia oggi così tanto avvilito.

Meglio di così mi sarebbe venuto impossibile descrivere questa raccolta di Francesco Pitaro. Di una cosa voglio ringraziarlo pubblicamente, oltre che della bellissima sorpresa mattutina: per aver incluso fra i suoi trentaquattro pezzi due profili per me molto importanti e molto amati; quelli di Sharo Gambino e del Venerabile Don Francesco Mottola. Grazie davvero Francesco…con stima ed amicizia.

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