Cusentini, mali parenti e mali vicini. I Cosentini, cattivi parenti e cattivi vicini.

A Renne e San Fili fatti a cruci quandu i vidi. Quando vedi un abitante di Rende e di San Fili fatti il segno della croce.

Questi sono due blasoni in cui lo spirito campanilistico e dissacratore che ‘i vicini’ abitanti delle rispettive città di Cosenza, Rende e San Fili  si scambiavano e forse tutt’oggi si scambiano. La letteratura proverbiale calabrese, come più volte scritto, trova nel blasone la ‘quintessenza’ del gioco sarcastico e dissacratore di cui è ricca e nutrita. Gioco ‘irriverente’ e pungente, il blasone, occupa uno spazio di tutto rispetto in detta letteratura. La loro pubblicazione su questo blog, nasce dalla volontà di chi scrive, all’approfondimento di questo filone letterario, di cui fanno parte oltre alle poesie in vernacolo, proverbi, detti, ed ovviamente blasoni, quest’ultimo genere, ritenuto fondamentale per scandagliare alcuni aspetti della mentalità calabrese, della storia della mentalità in Calabria ed anche, più in generale, per puro spirito goliardico; giammai per rimettere in moto o stimolare antichi attriti o vecchie pregiudiziali ‘di bottega’.

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