Prefetto Luisa Latella.gifObiettivo Donna. Conversazione col prefetto sulle problematiche femminili del territorio e non solo. Esperienze e progetti a un anno dal suo incarico nella Provincia di Vibo Valentia.

Il nostro obiettivo si sofferma questa volta su una donna molto impegnata per l’alta funzione che esplica nel territorio quale massima rappresentante del governo centrale. Facile pensare subito al prefetto Luisa Latella che ci accoglie col suo eterno sorriso, lo stesso con cui si confronta costantemente con i tanti problemi della gente che indirettamente e direttamente giungono sul suo tavolo.

Quali le problematiche e le situazioni di disagio femminile sulle quali si è dovuta misurare?

Situazioni del genere cene sono tante e di diverso tipo. Sa, in prefettura arriva diversa gente tra cui molte donne.

Per quale motivo?

I motivi sono tanti.Donne che chiedono aiuto, vittime di maltrattamenti e/o di mobbing  in casa e sul posto di lavoro. Donne abbandonate con bambini piccoli che hanno difficoltà adandare avanti. Spesso senza lavoro che magari hanno perso quello precario che consentiva loro di andare avanti. Un panorama abbastanza vasto che esprime la grande sofferenza di gran parte del mondo femminile in questa provincia.

Da donna a donna, come giudica le calabresi e le vibonesi in particolare?

Le vibonesi non sono dissimili dalle altre calabresi. Manifestano una determinazione ed una forza che spesso nriconosco negli uomini e di questo, inutile dirlo, sono particolarmente orgogliosa. Caratteristiche che le porta ad affrontare storie anche di notevole difficoltà. In questo anno di permanenza a Vibo ho trovato assonanza e comunione con tante donne con le quali stiamo vagliando tanti progetti da portare avanti.

Ha incontrato donne recluse in carcere?

Le ho incontrate in altre realtà perché a Vibo non c’è la sezione femminile. Già madri o in attesa, indagate di gravi reati, aderenti alla criminalità organizzata o contigue ad essa. Spesso la donna si fa portavocedi situazioni criminose che in tempi passati erano affidate agli uomini.

Una volta siparlava poco o affatto di donne legate alle organizzazioni criminali.

Oggi purtroppo non è così. Sono molte le indagini che hanno individuato nelle donne stessa capacità, a volte anche più penetrante, di quella degli uomini nel gestire il potere criminale. Come nella vita di ogni giorno le azioni delle donne possono essere volte al bene o verso il male. Quelli che dovrebbero essere valori poi diventano disvalori.

Le associazioni femminili con le quali lei avrà avuto modo di dialogare possono contribuire al cambiamento?

Le associazioni sono molto attive che operano in diversi settori, dalla cultura al volontariato, alla protezione civile. Sono stati incontri estremamente positivi con donne determinate nel loro settore di competenza, che ricercano obiettivi importanti. Che poi ci riescano… Non sempre avviene. Anzi, direi che alla fine non sempre ci riescono. Per il resto le donne legate alle associazioni sono piene di entusiasmo che dà loro la forza di andare avanti.

Che rapporto ha con i giovani?

Positivo e rassicurante è stato l’incontro con i giovani e soprattutto con le ragazze che mi riservano sempre un rapporto privilegiato. In molti casi i giovani sono stati motivo di “ricarica” anche per me. Tra gli altri è un corso un progetto-pilota, primo in Italia, realizzato da quaranta ragazzi sulla legalità. Verrà costruita una grande “Elle”davanti alla scuola di polizia, come un anfiteatro che dovrà accogliere spettacoli, convegni e si porrà come punto di aggregazione dei ragazzi della provincia.

Indichi un progetto per valorizzare l’universo femminile a Vibo?

Penserei ad un’attività culturale che metta in luce le donne con capacità, che in questo momento non trovano il coraggio di cimentarsi. Immagino un Centro realizzato con fondi dell’Unione Europea che si impegni nel recupero delle donne con disagi determinati da esperienze di vita nella illegalità per aiutarle ad intraprendere strade nuove, riscattandosi dal passato.

LA SCHEDA – Luisa Latella è sposata con un commercialista imprenditore, tre figli-Valeria Federica, Alberto, e un nipotino Lorenzo. Laureata in Storia e in Scienze Politiche. Al Ministero dell’Interno dal 1 aprile 1982. Dirigente dal 1995, vice prefetto dal 2000, prefetto dal 1 settembre 2008 alla Presidenza del Consiglio. A Vibo dal settembre dello scorso anno guida la prefettura.

Intervista di STELLA PAGANO pubblicata sul Quotidiano della Calabria del 22 Ottobre 2010.