Federico Guglielmo Lento (foto Libertino riadattata).JPGIl 25 ottobre ha segnato per Tropea la perdita di un altro illustre concittadino e per molti quella di un amico vero e sincero.  All’età di sessantotto anni Federico Gugliemo Lento è ritornato alla sua “Isola che non c’è” nella terra di coloro che hanno “creduto”, sotto un cielo carico di compassione e misericordia divina. E’ ritornato tra le braccia di quella Mamma celeste tanto pregata e venerata, sempre ricordata, che per lui e per tutti i tropeani porta il nome della “Romania”. Gugliemo Lento da tanti anni viveva a Gela, sposato e padre di cinque figli, amava raccontare in tanti scritti della sua terra, delle sue origine, del suo lavoro di medico, dei tanti amici e della sua politica. Fratello di Gasperina e Beatrice Lento, lascia anche numerosi nipoti affezionatissimi a questo zio speciale ed importante.

Dopo la laurea in medicina ed un periodo trascorso come medico condotto in provincia di Frosinone e di Bolzano, diventa Primario e Direttore Sanitario dell’Ospedale di Gela; specialista in Dermatologia ed in malattie Infettive, è stato autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche, Consigliere Nazionale dell’Associazione Nazionale di Parassitologia clinica e della Società Meridionale di Medicina e Storia, fu anche relatore in numerosi congressi Medici e Professore a tempo determinato presso l’Università di Messina. La sua grande passione è stata la politica: fu Consigliere Comunale a Gela e poi Consigliere Provinciale a Caltanissetta. Nel marzo del 1991 aderì a Rifondazione Comunista e nell’aprile 1992 venne eletto Deputato della Repubblica italiana per la Sicilia Occidentale per soli due anni. Fu anche membro della Commissione Affari Sociali della Camera ed in seguito Segretario della III Commissione permanente Esteri nel 1998; nell’anno successivo fu Componente supplente della Delegazione parlamentare italiana all’Assemblea della Unione Europea Occidentale e Componente supplente della Delegazione parlamentare italiana all’Assemblea del Consiglio d’Europa. Federico Guglielmo Lento fu soprattutto u “dutturi” amato dai suoi tanti pazienti, molti dei quali disadattati ed emarginati per i quali rappresentò speranza e conforto, un fine narratore capace di emozionare attraverso la rievocazione di memorie ormai sopite. Guglielmo è stato e resterà per tutti quelli che gli hanno voluto bene un “Cristiano Comunista” testimone di quell’amore per il prossimo, disincantato e gratuito, dimostrato per tutta la sua esistenza.

Caterina Sorbilli