Il 25 novembre è la data scelta, dalla conferenza femminista dell’America Latina e dei Caraibi nel 1981 come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per l’occasione, ieri è stato presentato il protocollo d’intesa tra la Provincia e il Centro di accoglienza “La Casa di Marta” che istituisce il Centro antiviolenza donne (Cad), che sarà ospitato nella stessa struttura di via XXV Aprile.

All’incontro hanno preso parte Pasquale Fera, assessore provinciale alle Politiche sociali; Vincenzina Perciavalle, consigliera provinciale di Parità; monsignor Giuseppe Fiorillo, rettore del duomo di San Leoluca e Caterina Patania, responsabile del progetto.

«I servizi assistenziali rientrano negli obiettivi prioritari della nostra amministrazione – ha sottolineato Fera – perquesto abbiamo deciso di collaborare al progetto, finalizzato a prevenire stati di emarginazione e favorire il reinserimento sociale delle donne in difficoltà, con particolare attenzione alle vittime di maltrattamenti e violenza. L’obiettivo è quello di costituire un servizio che favorisca la tutela della donna sia in ambito lavorativo che in quello familiare».

Nel corso dell’incontro sonostati illustrati gli obiettivi del protocollo di intesa, che prevede un ampliamento dei servizi già attivi sul territorio, tramite l’impiego di personale qualificato, con specifiche competenze psicoterapeutiche: dalla consulenza psicologica all’assistenza legale, fino all’accoglienza nel Cad di donne in stato di difficoltà e al loro reinserimento sociale.

«La legislazione regionale è all’avanguardia in questo campo – ha affermato la Perciavalle – poiché la Calabria è una delle 7 regioni italiane ad avere una legge a favore dei centri antiviolenza. Questo protocollo di intesa può favorire, quindi, l’accesso ai fondi regionali».

Monsignor Fiorillo ha rimarcato la disponibilità e lo spirito diservizio che animano gli operatori che partecipano al progetto: «La Casa di Marta opera da anni sul territorio e darà sostegno anche al Cad. Il Centro aiuterà le donne vittime di violenze a ritrovarecoraggio esperanza, a prendere consapevolezza del fatto che non sono sole, ma ci sono persone pronte ad ascoltarle e aiutarle. Pertanto a tale scopo si offrirà un servizio di assistenza telefonica 24 ore su 24».

I relatori hanno evidenziato la peculiarità del progetto, che intende adottare una metodologia di rete territoriale, usufruendo della collaborazione con le istituzioni e le associazioni di volontariato.

Ad illustrare alcuni obiettivi è stata Caterina Patania: «È prevista la collaborazione attiva con i servizi sociali e le forze dell’ordine, al fine di garantire al meglio la tutela delle donne che hanno subito maltrattamenti e soprusi. Uscite di casa e sottraetevi ai maltrattamenti e soprattutto denunciateli».

Stella Pagano