Nocera Terinese 1.jpgTra le manifestazioni che ogni anno, in Calabria, rievocano la Passione e morte di Gesù Cristo, la Settimana Santa che si svolge a Nocera Terinese (CZ) gode di particolare considerazione per la secolarità della tradizione, che si perde nella notte dei tempi, per la sua unicità, per la profonda spiritualità che la pervade e per la suggestività dell’ambiente in cui si celebra.

Gli antichi Riti, ormai prossimi, iniziano con la Domenica delle Palme. I fedeli di Nocera Terinese, dopo essersi radunati nella Chiesa Matrice dedicata a San Giovanni Battista, ricordano l’ingresso di Gesù a Gerusalemme con una processione che arriva sino alle Croci del Calvario, all’inizio del paese,  dove il parroco benedice i grossi fasci di rami di ulivo e di palme in mano ai devoti.

Il Martedì Santo sera, nella Chiesa dell’Annunziata, si svolge la funzione religiosa detta del “Cireneo”: cerimonia tipica, unica e singolare. Una grande preghiera universale e una meditazione sulla passione di Cristo, scritte dalla Confraternita della SS. Annunziata, ormai scomparsa, suddivisa in “punti” e “gradi” intercalati dal canto del “Jesu piissime”. Al suono del campanello, esce dalla sacrestia un uomo in camice bianco e coronato di spine, portando una grande Croce: rappresenta il Cireneo,  che si fa carico dei peccati di tutti i Confratelli.

Il Mercoledì Santo mattina si espone alla venerazione dei fedeli la statua della Pietà. Il pregevole gruppo ligneo del XVI secolo viene posto al centro di un caratteristico “Sepolcro”, con una scenografia molto eloquente che ha come sfondo lo scenario del Golgota.

Comincia così il pellegrinaggio dei noceresi al “Sepolcro”, con  le donne, in particolare, che portano i caratteristici “piatti”, preparati con semi di cereali fatti germogliare, in breve tempo, al buio. La sosta dei fedeli in chiesa viene scandita dalla preghiera e da canti, alcuni dei quali in dialetto.

Il Giovedì Santo sera, nella Chiesa Matrice di San Giovanni Battista, viene celebrata la Messa “In Cena Domini” durante la quale si svolge il rito della lavanda dei piedi. Dopo il canto del “Gloria” le campane, come in tutte le chiese, taceranno sino alla Veglia Pasquale. Al termine della funzione religiosa il Santissimo Sacramento viene portato all’altare della Reposizione, una volta chiamato “Sepolcro”. Durante il tragitto si sente il caratteristico rumore della “troccola”, un pezzo di legno rettangolare con appesi due pezzi di ferro: agitato, produce un suono metallico che ricorda ai fedeli  la tristezza e il dolore dell’umanità alla morte di Gesù. Forte è, parimenti, il richiamo al silenzio, al raccoglimento e alla adorazione.

Il Venerdì Santo pomeriggio si svolge l’azione liturgica dell’Adorazione della Croce. I fedeli vengono avvisati dell’inizio della sacra funzione, non dalle campane, ma dal suono della “troccola”, azionata da una persona per le vie e i vicoli del paese.

La sera, la Statua lignea della Pietà, accompagnata da una immensa folla, in processione, raggiunge la Chiesa di San Giovanni Battista dove un predicatore tiene la predica di Passione.

Al termine  del sermone, il predicatore, a voce alta,  invita la Madre di Gesù, con il tradizionale “Vieni, Maria”, ad andare ad incontrare il figlio morto. A questo punto la Statua, lentamente, preceduta dalla Banda  musicale che suona più volte il brano “Ai tuoi piedi”, percorre la navata della Chiesa sotto lo sguardo dei presenti, avvolti in una atmosfera di intenso “pathos” e profonda commozione.

Sabato Santo si svolge la solenne Processione dell’Addolorata lungo tutte le strade ed i vicoli  fino a raggiungere la parte alta del paese presso il Convento dei Cappuccini. Ed è proprio durante la Processione che avanzano  i Vattienti.

Don Pino Latelli, parroco di Platania