1239472611.jpgFede e amore per la sua terra, questi sono i sentimenti che caratterizzano le poesie di Francesco Pugliese. Un volumetto  quello di Sotto le Ali della terra di Cheria  presentato  qualche giorno fa nei giardini del Castello Galluppi.

Sin dal titolo si intuisce l’attaccamento  dell’autore verso il suo paese Cheria appunto, che non è altro che Caria. Sin dai primi versi  troviamo la descrizione della terra natia, raccontata attraverso le sue bellezze naturali, i ricordi della gente e le antiche tradizioni popolari e religiose. Una fede profonda quella che accompagna tutte le poesie, racchiusa quasi sempre nell’immagine della Beata Vergine del Monte Carmelo, alla quale Francesco ha già dedicato il suo primo libro.  Tra le righe troviamo sempre, accanto alla descrizione a volte negativa della nostra terra,  un barlume di speranza, la speranza che regna nella maggior parte dei giovani calabresi, quella di vedere una Calabria diversa, una terra così bella ma non valorizzata, ricca ma sfruttata,   libera dalla ‘ndrangheta,  dai soprusi, dai ricatti, la speranza di vedere finalmente i tanti giovani andati via per la mancanza di lavoro,  ritornare. L’autore  tratta inoltre temi delicati come l’aborto e l’eutanasia e anche in questi casi  la sua fede è percepibile, è chiaro infatti il  pensiero dell’autore, contrario ad una morte programmata  e sicuro invece di trovare una “vita immortale “ dopo la morte terrena. Una raccolta divisa in due parti e se, nella prima parte viene sottolineata  questa  fede profonda  nella seconda  l’autore si avvicina di più ai suoi luoghi attraverso le poesie in vernacolo, scritte nella nostra lingua, il dialetto. Qui Francesco descrive antichi luoghi di Caria, antiche tradizioni, anche aneddoti  paesani divertenti.  Poesie che toccano l’animo di ciascuno di noi quindi , l’animo di chiunque ami questa terra e sogna, in cuor suo,  di vederla diversa, rinata.

Tania Ruffa

SOTTO LE ALI DELLA TERRA DI CHERIA

di Francesco Pugliese


All’imbrunire dei miei giorni,

se vicino,

vorrei che mi lasciassero

e se lontano,

vorrei che mi riportassero in questa terra.

Terra sulla quale io da bimbo

tante e tante volte caddi e mi rialzai.

Sulla quale da ragazzo spensierato

su di Essa molte volte camminai,

disegnando nei pensieri il mio futuro.

 

Terra che da giovane io tanto ed immensamente amai.

Se lontano da essa mi dovessi trovare

per darmi pace, riportatemi in essa a riposare,

perché io sono stato parte di Essa e

perché essa è stata ed è parte di me.