1388435184.JPGNon ancora sostituito il compianto don Furchì

di Mario Vallone, il Quotidiano della Calabria

DRAPIA – Sono passati circa tre mesi dal 6 marzo, giorno della morte di don Giuseppe Furchì, parroco di Brattirò e di Gasponi, frazioni del Comune  di Drapia.  Tuttavia, non si sa ancora chi sarà colui che lo sostituirà alla guida delle parrocchie dei due centri. Subito dopo il trapasso a miglior vita di don Giuseppe, per 36 anni parroco della comunità brattiroese e per 25 di quella gasponese, nei due paesi è stato mandato padre Francesco Laruffa, missionario  nativo di  Tropea (anche don Furchì era originario  della  cittadina tirrenica). All’inizio si era sparsa la voce che padre Francesco sarebbe rimasto per poco tempo  e  che il  Vescovo  Luigi Renzo, colui che decide discrezionalmente  a  chi  affidare le parrocchie, avrebbe decretato, tra maggio e giugno, chi mandare a Brattirò e a Gasponi.

Da allora si sono susseguite una miriade di voci e sono stati accostati alle due parrocchie drapiesi svariati nomi di prelati  della Curia.

Tutte le voci (o quasi) sono state prontamente smentite, talvolta dai diretti interessati. Inizialmente era stato fatto il nome di don Felice La Rosa (oggi alla guida della parrocchia di Zungri) ma, in un  incontro che  abbiamo avuto  con  lui nel  mese  di aprile, lo stesso don La Rosa ha respinto questa diceria.

Smentite ci sono pervenute anche da don Antonio Gennaro (parroco di Caria e Drapia) e da don Francesco Sicari (oggi a Zaccanopoli), come pure da don Felice Palamara, da poco diventato parroco, il quale avrebbe apprezzato la destinazione brattiroese e gasponese, ma la sua giovane  età   sembra  non averlo favorito in questa sua “aspirazione”.

Allora, chi altro rimane? Gli ulteriori nomi che circolano tra la popolazione brattiroese e gasponese sono quelli di padre La Ruffa, il cui incarico passerebbe da temporaneo a definitivo, oppure di don Sergio Meligrana, sacerdote di Gasponi che riveste oggigiorno importanti incarichi all’interno  del  Seminario  di Mileto  oltre  ad  essere  responsabile della parrocchia di Panaia, frazione di Spilinga.  Ricordiamo, per  la seconda volta ed a scanso di equivoci, che è il Vescovo a decidere sulla destinazione dei  sacerdoti  e  che  ancora non  si  hanno  pronunciamenti ufficiali del Presule.

Quanto riferito in questo resoconto  giornalistico  non proviene quindi da esternazioni riconducibili a mons. Renzi, ma dalla raccolta di informazioni,  talvolta  acquisite interpellando alcuni preti associati dalla popolazione  alle  due  parrocchie, oppure da persone che si reputano ben informate. Riepilogando,   il   “totoprete” (con enorme rispetto parlando)  sembra  indirizzato  su due nominativi: padre Francesco La Ruffa e don Sergio Meligrana;  tuttavia  non  siescludono sorprese.

Sarebbe ad ogni modo auspicabile conoscere al più presto il nome del sacerdote che guiderà le due parrocchie, sia perché i fedeli vorrebbero sapere chi in futuro sarà il loro pastore e punto di riferimento spirituale, ma anche perché bisognerà tra non molto iniziare ad adoperarsi per organizzare i festeggiamenti in onore dei Santi medici Cosma e Damiano,  celebrati  a  fine settembre, solennemente, a Brattirò. Solitamente a fine giugno si sapevano già i nomi del “Comitato festa” brattiroese che, assieme al compianto  don  Giuseppe  Furchì, organizzava la ricorrenza. Quest’anno siamo ad inizio giugno e non si sa neppure chi sarà  il sacerdote diBrattirò e di Gasponi.

In tutta questa situazione di evidente incertezza emerge comunque una certezza incontrovertibile e unanimemente riconosciuta. Ed è la constatazione che non sarà semplice  sostituire  uno  come don  Giuseppe  Furchì.  Perché egli è stata una gran persona, un uomo santo che si è lasciato   impossessare   da Cristo, un sacerdote che si è dato al prossimo sempre e gratuitamente. Un prete disponibile e schietto che ha lasciato un vuoto enorme. Un personaggio benvoluto da tutti e stimato da ogni persona che lo ha conosciuto.  Un  parroco  che  sapeva ascoltare ognuno di noi ed interpretarne l’animo. Una personalità che riusciva ad affrontare ogni circostanza, a  mediare  e  a  indirizzare ogni difficoltà verso la soluzione.