Tania Ruffa.jpgPer una significativa maggioranza di cittadini la politica si identifica con i partiti politici, con i leader e i loro simboli. Ma quando si parla di politica, si parla principalmente di ragionamento, capacità di argomentazione, abilità nell’uso del linguaggio in una parola Comunicazione. Gli scenari che si aprono a seguito delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, Internet in primis, sono molteplici. Le ultime elezioni ne hanno dato la conferma. Internet è il vero mezzo di comunicazione. A partire dalle amministrative di Milano, Napoli e Catanzaro, analizzando il movimento “Se non ora quando”,  per finire ai referendum del 12 e 13 giugno,  la campagna elettorale è stata fatta online, sui social network, sui blog. Ragazzi di tutta Italia si sono incontrati nel mondo virtuale per dire la loro e tutti da elettori sono diventati attivisti. In occasione delle amministrative 2011, il 58% dei candidati sindaco era online, e tra i comuni capoluogo i candidati presenti in rete superano addirittura l’88%, è un dato che, secondo Stefano Epifani di Vox Politica, dimostra come “pian piano anche i politici (dopo gli elettori) si stiano finalmente avvicinando agli strumenti conversazionali presenti in rete e, faticosamente, ne stiano facendo proprie le differenti regole di comunicazione”. Facebook si conferma protagonista della comunicazione online dei candidati dove assistiamo dal 16% di presenza nel 2009 all’odierno 52 per cento (+36%).  Senza Facebook i Referendum non avrebbero avuto lo stesso impatto, il tam- tam per i 4 SI è nato e si è sviluppato online, una propaganda costante, giornaliera, una discussione sempre accesa e viva.

E’ cambiato, da  anni ormai,  il concetto stesso di comunicazione,  diventata adesso più diretta grazie all’uso massiccio dei social network.  La disponibilità di tecnologie capaci di collegare in tempo reale il cittadino con le varie strutture politiche rappresenta un grandissimo passo in avanti per la comunicazione politica. Quella che si sta delineando sotto i nostri occhi è  una sorta democrazia continua, definita così da Stefano Rodotà, dove la voce dei cittadini si leva in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, ci si incontra continuamente sulle reti, si ha accesso a qualsiasi tipo di informazione, ci si organizza online. E’ nato una sorta di  face to face democrazy senza più confini, il processo democratico si estende nello spazio e nel tempo. Questa liberazione da vincoli spaziali e temporali non può essere convertita, come molti vorrebbero far credere,  in una drastica riduzione dei tempi di riflessione, al contrario siamo di fronte alla possibilità di arricchire il nostro processo di decisione ampliando così il concetto stesso di Democrazia.  La rete diventa un fulcro di rinnovamento democratico che consente varie forme di espressione e interazione tra realtà diverse. Facebook in Italia in un anno ha raddoppiato i propri utenti (da 11 a 20 milioni).  Ad usare i social network sono soprattutto i giovani, (anche se adesso l’età si sta alzando) che hanno una grande cultura informatica, non lo usano solo come svago, ma come una risorsa. I partiti politici, e non solo i singoli candidati, devono capire che per arrivare alle nuove generazioni bisogna parlare questo linguaggio, bisogna confrontarsi con loro in maniera diretta dando  la massima libertà d’espressione,  tutti vogliono essere protagonisti e poter dire la loro. La  rete fa questo, è neutrale, non ha colori, non ha bisogno di analisi, c’è, ogni individuo può usarla. I risultati delle elezioni sembrano aver premiato infatti chi ha saputo bene inserirsi nelle conversazioni che si svolgevano all’interno dei social network,  hanno premiato i candidati che non si sono presi troppo sul serio, che si sono adattati rapidamente ai temi trattati sulla base del sentimento popolare del momento. La rapidità è uno dei requisiti essenziali, la rete è mutevole, cambia in continuazione e stare al passo non è facile. Al contrario per esempio per il centrodestra l’errore più grande è stato forse quello di sottovalutare segnali, segnali inequivocabili di scarso apprezzamento da parte dell’elettorato ( per esempio l’attacco della Moratti a Pisapia su Sky è stato fortemente criticato sui forum della Lega Nord, Red Ronnie e Gigi D’Alessio hanno avuto un vero e proprio attacco mediatico dopo le esternazioni a favore della Moratti). Aumentano gli italiani che non credono più nella realtà raccontata dai telegiornali, una realtà giudicata in qualche modo distorta da convenienze e da amicizie politiche. Il tema della comunicazione politica in rete è adesso fondamentale, segna un passaggio epocale nelle dinamiche di relazione tra i cittadini ed i loro rappresentanti. Internet, se sfruttato adeguatamente, offre molteplici vantaggi al sistema comunicativo politico come l’economicità, la velocità di comunicazione, l’assenza di confini, la multimedialità, l’interattività e non da meno ,anzi uno dei vantaggi maggiori, è quello di arrivare alle giovani generazioni. La rete non può essere usata solo come mezzo di propaganda elettorale, è principalmente possibilità di confronto.  Non si può più parlare solo di globalizzazione dei servizi, dei beni, ma è in atto una vera e propria globalizzazione nei rapporti sociali che implicano che la vita dell’individuo non dipende da ciò che è spazialmente vicino ma da ciò che accade a qualsiasi distanza, in tempo reale. I partiti politici non possono tardare ancora, devono guardare  e immergersi nel mondo virtuale, sono pronti?  noi giovani, lo siamo già da un pezzo.

Tania Ruffa (Direzione Nazionale Giovani Democratici)