969857199.jpgNon ci si arrampica mai tanto in alto come quando non si sa dove si sta andando…..

Di Saverio Muscia*

Sarà stato il caldo intenso, la doccia fredda del tre agosto ed il relativo ghiaccio in testa per smaltire l’improvvisa scoppola di una sentenza inaspettata  ma,  fermo restando che  le roulette non sostano semmai girano e  puntando vi si perdono spesso diverse quantità di denaro,  sarei curioso di sapere perché mai l’avvocato Sandro D’Agostino abbia tanto a cuore la categoria dei camperisti.

Probabilmente crede di aver trovato un ottimo appiglio per avere un po’ di visibilità politica che altrimenti non potrebbe più avere dal momento che, da circa un mese, non risulta essere più nemmeno consigliere di minoranza e, probabilmente, spinto da una irrefrenabile esigenza interiore che lo porta a voler stare a tutti i costi al centro dell’attenzione, affastella, affidandole ad un sito internet e ai giornali locali,  alcune nozioni giurisprudenziali di cui ricorda il nome e di cui però non ricorda null’altro. E’ disarmante il modo in cui, attraverso congetture più o meno fantasiose, dai contorni infimi e surreali, prova, ahimè,  con scarsi risultati, a catalizzare l’attenzione cittadina pensando e credendo di suscitare approvazioni e consensi.   In tutta onestà, credo che  non avrebbe potuto trovare oggetto peggiore per intavolare una polemica con l’attuale maggioranza amministrativa perché trovo che l’argomento di cui vorrebbe occuparsi sia   talmente insulso, di una pochezza così  disarmante che oserei definire come “stitichezza intellettuale”.

Ma soprassediamo ed andiamo avanti.

Lasciando perdere le preleggi, i regolamenti, i codici della strada ed i presunti codici valloniani,  un dato emerge con sufficiente chiarezza:  le strade urbane non possono essere adibite a campeggio .

 Questo è quanto, almeno credo, anche il sandrino più birichino del mondo dovrebbe dire e scrivere!

 E’ inutile girarci intorno, dire e non dire, scrivere per poi contraddirsi, insistere ed  inventare, per poi perdersi in quello che definisco  sciacallaggio  politico da sconfitta mal digerita.  Arrovellarsi in questioni sterili e farle assurgere al livello di argomento cardine della politica tropeana è un’azione tanto abietta quanto improduttiva, simbolo di una politica che fu e che risulta essere tanto più antipatica quanto più giovani sono i politici che se ne servono per ottenere un posto al sole.  Si finisce solo per fare brutte figure e Sandro D’agostino ne ha rimediata un’altra delle tante già fatte. Me ne dispiaccio perché alla fine è un caro ragazzo, ma ha troppa fretta di bruciare i tempi, incalzato forse da esigenze di partito al quale probabilmente vorrebbe dimostrare di meritare una seconda opportunità  ma si dice che il governare per opera di un partito equivale a porsi, presto o tardi, in sua balìa, se poi questo partito non è nemmeno un partito ma un ectoplasma in perpetua ricerca di definizione, allora  lo sforzo del nostro è davvero uno sforzo da folli.

Peccato perché a mio avviso aveva cominciato bene a fare politica; sebbene non condividessi le sue idee  mi piacque fin da subito il suo modo di porsi ed esporle. Purtroppo, non certo a causa  dell’imprevedibile evolversi degli eventi,  si è lasciato andare, ha perso la strada,  verosimilmente per la troppa vicinanza al grande manager della Torino bene, ultimo fra gli ultimi interpreti della Prima Repubblica che l’ha dapprima illuso per bene con la promessa di nominarlo assessore per poi accantonarlo suscitandone le ire ed i mugugni, per  poi ripescarlo ancora una volta come in una sorta di gioco di ruolo e premio fedeltà.

Ho letto i suoi ultimi interventi e sinceramente sono rimasto attonito, disorientato,  avvolto da uno stato di inettitudine che mi ha catapultato per un attimo in uno stato di incertezza mentale tale da farmi dubitare addirittura sulle mie reali capacità intellettive; una sorta di buco nero mentale simile a quello che si verifica dopo aver dormito troppo il pomeriggio e ci si sveglia non sapendo se sia giorno o notte, per intenderci.

Dove vorrebbe arrivare Sandro D’agostino con un camper?

Il camper è un mezzo di trasporto a motore ed è chiaro che essi possano sostare cosi come una normale autovettura, come un camion o un furgone nei luoghi in cui la sosta è consentita. Ma una cosa è la sosta ed un’altra è il campeggio e su questo non si discute.  Non si può invadere una strada comunale, aprire le sponde del camper, sistemare un tavolino, una sdraio e magari montare un televisore; ma con tutta probabilità Sandro d’Agostino dopo la riuscitissima e celeberrima esperienza del Tropea Village vorrebbe provare anche l’ebbrezza del Tropea camping.

 Perché Sandro D’agostino continua a parlare di camper e camperisti come se fosse l’unica fonte di ricchezza della città? Davvero crede che il nocciolo della questione turismo risieda in una casa con le ruote? E se l’amministrazione Vallone avesse permesso ai camperisti di scialacquare in lungo ed in largo fra le vie del lungomare davvero non si sarebbe lamentato per le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui sarebbe piombata l’area interessata al campeggio?

Forse Sandro D’agostino confonde la ressa col turismo ma non gliene faccio una colpa, a Tropea sono talmente tanti quelli che parlano di turismo e poi non saprebbero nemmeno organizzare un torneo di bocce o una gara coi sacchi.  Se il sandrino birichino volesse vedere tanta gente accampata, gli consiglio di trasferirsi e candidarsi a Lampedusa, laddove, se eletto e nominato assessore al turismo, potrà dirsi soddisfatto nel vedere ogni giorno, sia d’estate che d’inverno, centinaia di persone sbarcare ed accamparsi fra le vie dell’isola. Non avranno il camper ma avranno quantomeno le tende con buona pace dei suoi sensi e del portafoglio degli isolani.     Non sempre dipende dal maestro fare buoni allievi.

Quanto ai divieti di sosta per i camper l’inviterei a recarsi in comune e spulciare fra i vari atti dai quali potrà agevolmente evincere che essi sono stati apposti durante l’amministrazione Euticchio dall’allora assessore alla viabilità Nino Valente… Ehm…pardon…Valeri!

In secondo luogo (apro qui una parente), mi stupisco come un laico che si definisce ateo come lui, possa credere ai miracoli perché solo un’entità dotata di poteri soprannaturali potrebbe rimettere a posto Tropea nel mese di agosto a poco più di venti giorni dal suo insediamento,  soprattutto dopo gli scempi perpetrati da Repice & Co in 16 mesi di disamministrazione e sebbene io sia fermamente convinto che Gaetano Vallone sia una persona eccezionale non potrei mai, da credente e praticante, affermare che in lui si celi uno spirito sovrannaturale. Attribuisco i miracoli solo a Colui ha saputo e potuto inventarsi l’Universo in una settimana e gli altri che vennero ed  operarono solo sotto Sua licenza.

In aggiunta va ricordato come, subito dopo la sua elezione a sindaco, Il dott Repice ebbe a dire che sopraggiungendo l’estate il tempo per pianificare e risistemare la città era per lui troppo esiguo e che quindi i primi risultati del suo mandato si sarebbero visti con l’autunno. Ma  se a Repice non bastarono 16 mesi nemmeno per costruire due bagni pubblici  perché da Vallone in un solo mese, Sandro D’agostino si aspetta mari, monti,  fulmini e saette?  (Chiusa parente).

A questo punto, invece che impiegare tempo prezioso a consultare la TRECCANI dove, peraltro, potrebbe scoprire che  “catrame”  è un sostantivo maschile e “roulotte” e “roulette” sono due sostantivi simili ed assonanti ma indicanti due oggetti nettamente  differenti,  Sandro D’agostino potrebbe, per esempio, rendermi edotto sulla multa da 60.000 euro fatta al Comune di Tropea dall’ispettorato del lavoro in ordine alle assunzioni irregolari al porto operate dalla giunta Repice e, magari, mi piacerebbe sapere da lui che scrive continuamente di illegittimità più o meno fantasiose,  cosa ne pensa in merito al concorso irregolare, indetto sempre dall’amministrazione Repice,  per la stabilizzazione degli LSU-LPU o ancora perché il Comune non ha mai percepito denaro dalla cooperativa Meridiana per la gestione dei parcheggi; o ancora perché il porto ha incassato alla data del 31 agosto c.a.  circa 450.000 euro ma deve pagarne 510.000 di spese.

Sandro D'Agostino capostazione.jpgEcco, forse questi sarebbero argomenti di cui Sandro potrebbe parlare per suscitare interesse ed apprezzamenti perché non ha forse capito che la situazione a Tropea, specie dopo i 16 mesi terribili per i quali dobbiamo ringraziare unicamente l’amministrazione Repice, è talmente grave che non possiamo più permetterci di  perdere tempo ulteriore. Ci si aspetta una rapida inversione di tendenza, un impegno costante sui problemi reali, delle risposte certe e non delle inutili polemiche fini a se stesse, grottesche e paradossali,  insulse e nauseabonde perché se fosse solo un camper il problema di Tropea,  implicitamente dovremmo ammettere di aver risolto i grossi e trentennali problemi della città e, di conseguenza, tutti i  cittadini navigherebbero  nell’oro.  

E’ ora di smetterla con i personalismi,  le cadute di stile (ammesso che ce ne sia mai stato),   con le accuse infantili su chi si è laureato e chi non l’ha fatto. C’è bisogno di voglia di fare, di serietà ed onestà intellettuale, di moralità e non di finti moralismi; c’è bisogno  di migliorare e migliorarsi e se, solo ci si guardasse intorno per cinque minuti, non mancheranno gli argomenti sui quali confrontarsi civilmente e realizzare alla fine quell’interesse pubblico del quale da tempo si è persa ogni traccia. E’ necessario essere Uniti per la rinascita ed è del tutto irrilevante che vi sia Passione o meno: il tempo della passione e delle infatuazioni primaverili è finito e bisogna rimboccarsi le maniche cominciare a lavorare sul serio. 

Nell’attesa di riuscire presto a leggere interventi su temi più interessanti, meno improvvisati e certamente meno penosi, concludo prendendo a prestito una celebre battuta di Massimo Troisi: “Se vogliamo fare arrivare i treni in orario non c’è bisogno di farlo capo del governo, basta farlo capo stazione..!!!

* Lettore e collaboratore di questo blog