ettore stella tropea,oncologia a tropea,sanità a tropea,ridimensionamento sanità in calabria,giusepee scopelliti governatore,letettera aperta a scopelliti,appello a scopelliti,chiusura ospedale tropeaPRESIDENTE  Scopelliti, la mia è la voce di uno di quei 181 che, con la benevolenza di Dio, hanno stipulato un contratto di precariato con la Vita, rinnovabile più e più volte se non addirittura – permettetecene la speranza – a tempo indeterminato.

Ma se questa speranza è possibile, lo è grazie alla presenza dell’unità Operativa di Oncologia medica dell’Ospedale  di  Tropea! La non comune professionalità e abnegazione della dottoressa Arena, del dottor Gabrielli e del dottor Spinoso (con contratti – da sottolineare – da 28 e 20 ore settimanali), l’impegno  e l’umanità  del  personale paramedico, la disponibilità dei volontari di “Insie me per” motivano e determinano me e tutti gli altri “colleghi”  a  combattere giorno dopo giorno. E francamente le sue parole  nell’ultimo  Consiglio Regionale  (“C’è chi  lo  difende, eppure ho saputo che ci sono in un anno appena 181  utenti  che espletano  terapie”, se da una parte mi hanno sorpreso per la ristrettezza   di analisi,  dall’altra   mi  hanno spiegato la poco ponderata decisione di depennare   l’Oncologia di Tropea!

Certamente Lei, al pari di ogni uomo, non è e  non  può  essere  onnisciente, ma  mi lascia di stucco immaginare che i suoi consulenti  clinici le abbiano riferito un dato disaggregato, necessitante quindi di  spiegazione ed approfondimento.

Prima  però mi  permetta una precisazione:  chi Le scrive non è un suo avversario. Da diciotto anni, e non per recente scelta opportunistica,  sono,  come comunemente  si  dice,  di area. Ma ritengo che proprio perché non pregiudizialmente motivato, debba con franchezza far rilevare gli errori e suggerirne le correzioni, per spirito di collaborazione. Sappia,  Presidente,  che l’Oncologia di Tropea ha
operato ed opera con due soli medici – come ho scritto all’inizio, in due assommano quasi l’orario di un solo medico – e garantendo, con personale ridottissimo, risultati percentualmente  superiori  nel  rapporto  medici/pazienti  ad altre  realtà  calabresi.  E’ vero che i ricoveri in Day Hospital  per  terapia  nel 2010 sono  stati 181. Ma ogni ricovero – e purtroppo glielo dice chi vive questa triste realtà – ogni ricovero   comporta   normalmente 12 cicli mediamente di tre/quattro ore di trattamento  per  tre  giorni ogni due settimane. Quin- di, il dato di erogazione terapeutica  da  tenere  presente è stato nel 2010 di ben 2292 accessi terapeutici, cui sono da aggiungere 872 accessi ambulatoriali, con una performance di utilizzo del 117,20%, ben al di là quindi di un ottimale 100%.

Questi   dati   ci   dicono dell’impegno del personale addetto, ma ci dicono anche  che  ogni  giorno  – escludendo i sabato ed i festivi – dieci persone vengono curate e dieci famiglie vengono alleviate da lunghi tempi di trasferimento e di attesa. E ci dicono anche che se la struttura fosse potenziata sarebbe in grado di reggere il confronto con qualunque altra realtà. Certo, Presidente, la grande manifestazione di Tropea  l’avrà  amareggiata, anche per  qualche inopportuna  strumentalizzazione di chi, ergendosi oggi a censore del Suo operato,  dimentica  i balbettii di qualche   anno fa del Presidente   Loiero davanti ai microfoni Rai, prodromici alle attuali dure e necessarie scelte. Ma,  mi  creda, essa non è stata neppure  l’azione  di  qualche sparuto  gruppetto  desideroso di mettersi in mostra,   come riduttivamente qualcuno, facendo offesa alla sua intelligenza, vorrebbe farle credere, ma è stato un corale moto di ripulsa  morale  contro  la scelta di mortificare ed avvilire la categoria dei più deboli fra i deboli! Cinquemila  persone,  di vari orientamenti politici, culturali,   sociali,   strumentalizzati?   Chi   oggi vorrebbe  convincerla  di questo, spieghi piuttosto perché, con scarsa lungimiranza, le ha consigliato l’infausta cancellazione.

Mi avvio alla conclusione, Presidente. Ma mi consenta una raccomandazione: nel  riscrivere  il  decreto 106 assegni ad Oncologia una dotazione autonoma, non legata ad altri reparti, come mi è sembrato di capire da varie notizie giornalistiche, in primo luogo per non togliere spazi operativi  al  reparto  aggregante e, soprattutto, perché  se  il  reparto  aggregante in un vicino futuro fosse cancellato, scomparirebbe anche Oncologia!

Non dovrebbe essere difficile fra i 209 posti di multidisciplinarità reperire i 10 occorrenti  a  risolvere  il
problema,  ridando a  noi oncologici la certezza della Sua attenzione e la serenità  necessaria  alla  speranza.

In  fiduciosa  attesa,  cordialmente La saluto.

Ettore Stella
Tropea

 Il testo del discorso di Scopelliti al Consiglio Regionale della Calabria scaricabile premendo qui:  Dibattito sanità Scopelliti (da pag. 10 su Tropea e Oncologia).