Rottura con il gruppo “Scopelliti Presidente” e consultazioni aperte anche con l’area di minoranza

Il sindaco Giuliano: «Se non ci sono le condizioni, torneremo a votare»

di Viviana Mazzocca

«Se ci saranno le condizioni per continuare andremo avanti con il nostro mandato, altrimenti si andrà al voto». Così rompe il silenzio il sindaco Pino Giuliano dopo lo scossone politico maturato nel corso del consiglio comunale di venerdì.

Uno scossone che aleggiava nel palazzo comunale sin dalla creazione del gruppo consiliare “Scopelliti Presidente”, costituito dal vice sindaco Gianfranco La Torre e dai consiglieri di maggioranza Pasquale Mobrici e Michelangelo Caronte. Un gruppo, formatosi subito dopo le elezioni del maggio scorso, che, pur rimanendo in seno alla maggioranza, aveva decretato la propria autonomia politica.

Oggetto della discussione, che ha portato a una inevitabile crisi nella maggioranza, una comunicazione del 15 novembre scorso inviata in forma riservata al primo cittadino. Nella missiva, una serie di delucidazioni relative all’assunzione di consulenti esterni per i quali, secondo quanto affermato dalla nuova compagine politica, la giunta non li avrebbe resi partecipi nella scelta che, quindi, non sarebbe stata «preventivamente decisa, né condivisa, né comunicata agli stessi» i quali «ne sono venuti a conoscenza soltanto quando gli incarichi erano già stati assegnati».

A chiarire la questione, lo stesso sindaco Giuliano, che si dice «amareggiato e deluso, ma non disposto ad accettare ricatti o intimidazioni. Sia la persona del sindaco – ha affermato in sede di consiglio – che i consiglieri comunali, a eccezione di La Torre, Mobrici e Caronte, non intendiamo riconoscere alcuna legittimità al nuovo gruppo di maggioranza autonomo “Scopelliti Presidente”che, con la sua stessa costituzione, ha prodotto uno strappo insopportabile, tradendo così il patto elettorale».

Quanto alla scelta politica di avvalersi di esperti e collaboratori esterni, Giuliano precisa «che l’assessore e vice-sindaco Gianfranco La Torre ha votato tali scelte». In effetti, le delibere di giunta 85, 94 e 95 mostrano chiaramente il voto unanime della giunta e dello stesso La Torre. “È assurdo – tuo na
il sindaco – anche perché i professionisti Niglia e Crispino mi sono stati presentati proprio dal vicesindacoLa Torre!».
Crisi nella maggioranza dunque, per di più portata in consiglio comunale, in presenza di una buona fetta della popolazione che ha assistito alla lettura dei documenti a cui è seguito l’abbandono dell’aula da parte del gruppo “Scopelliti Presidente”. «Apprezziamo – ha poi ribadito Giuliano – il senso di responsabilità dei consiglieri di minoranza Saragò, Tripodi, Mirabello e De Carlo i quali, con la loro presenza in aula, hanno garantito il numero legale e hanno permesso l’approvazione del documento di bilancio, ultimo punto all’ordine del giorno e do- cumento di fondamentale importanza per la vita dell’ente. Mentre noi – conclude con vena polemica – cerchiamo di lavorare per risollevare le sorti di questo comune c’è ancora chi pensa a trastullarsi con il teatrino della politica».

Il prossimo passo sarà quello di azzerare la giunta e di provvedere a una serie di consultazioni con i gruppi consiliari. Fondamentale, nel caso in cui non si voglia tornare a un eventuale commissariamento,
l’apporto positivo dei gruppi di minoranza.

«Il gruppo Ricadi Libera – ha dichiarato Michelangelo Mirabello – si è già riunito per affrontare il problema». Sulle insinuazioni che aleggiano riguardo ad un possibile “inciucio” di carattere politico, Mirabello chiarisce subito come «il comune di Ricadi viene già da un commissariamento e non vorremmo tornare a quel punto. Non c’è nessun inciucio, ma soltanto l’interesse del comune. Abbiamo preso atto che quel progetto politico si è esaurito, ma allo stesso tempo riteniamo responsabile la scelta
di Giuliano di portare la crisi in sede di consiglio. Questo è un grande segnale di cambiamento».

Ndr. Tra poche ore il video del consiglio comunale di Ricadi su questo blog