82719593.jpgOggetto di analisi e di studio da parte della Sovrintendenza di Vibo Valentia

L’eccezionale scoperta effettuata dal Gruppo paleontologico tropeano

di EDUARDO MELIGRANA, il Quotidiano della Calabria

PARGHELIA – Una scoperta che potrebbe aprire nuovi scenari sulla storia di Parghelia, del circondario e, in generale, sugli studi dell’evoluzione dell’uomo e dei suoi insediamenti. Il Gruppo Paleontologico Tropeano, guidato da Carone, ha rinvenuto a Parghelia, in un’ampia zona compretra località Pizzuta e Michelino, numerosi reperti litici e altro materiale di origine preistorica (350 pezzi circa), composto da scorie ferrose da fusione, ceramica invetriata, ceramica d’impasto e a vernice nera, vetro ed elementi di lavorazione in ossidiana, selci, quarzidue significativi chopper, tra i più diffusi utensili preistorici che si ottengono da ciottoli o blocchi spigolosi ricavando un margine tagliente. Ad effettuare “in maniefortuita e in superficie” il rinvenimento del materiale – oggetto di analisi e di studio da parte della Sovrintendenza di Vibo Valentia –  Tommaso Belvedere, unodei più attivi componenti il Gruppo paleontologico. 

Appena individuato l’importante materiale e capita l’importanza paleontologica e storico culturale: “Abbiamo depositato una prima campionatura presso il Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia – afferma il presidente del Gruppo paleontologico Pino Carone – direttamente nella mani della dottoressa Teresa Iannelli, Direttore della Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, la quale si è congratulata per la rilevante scoperta”. Pur entusiasti, gli studiosi di paleontologia usano cautela: “La Sovrintendenza dovrà ora attivarsi per un sopralluogo sul sito di Parghelia al fine di ricavare ulteriori elementi diagnostici e confermare l’ipotesi di un insediamento preistorico con industria, enorme è infatti la quantità di selce trovata”.

A parere dei componenti il Gruppo paleontologico, si può ritenere, prima facie, che il materiale rinvenuto a Parghelia risalga all’ultima fase del Neolitico o alla prima fase dell’età del Rame, vale a dire circa 8.000 anni a.C. Se venisse confermata l’originalità dei due chopper – osservano ancora gli studiosi del Gruppo Paleontologico – ciò farebbe ulteriormente fare un salto all’indietro al sito di Parghelia, che potrebbe, dunque, essere riconducibile al Neolitico. Costituitosi nel 1995, il Gruppo Paleontologico Tropeano ha l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio paleontologico della provincia di Vibo Valentia e dotare il territorio di un’adeguata documentazione paleontologica.

Collabora con la Soprintendenza Archeologica della Calabria, con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Messina e di Firenze. In sedici anni di ricerche e di studi, il Gruppo paleontologico ha accumulato una notevole quantità di dati scientifici e di scoperte alcune delle quali pubblicate su riviste nazionali e internazionali.