Ricadi: i cittadini denunciano il possibile deturpamento paesaggistico di località Tono

Si costituisce un comitato civico contro la costruzione di un ripetitore Vodafone

di Cecilia Fiamingo, il Quotidiano della Calabria del 28 Gennaio 2012

 

RICADI-“ Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona” (Cfr Gn Cap 1 31a). Per descrivere la bellezza del creato non servono tante parole, forse il beato compiacimento di un Dio che, stanco, ammira il suo lavoro e se ne compiace, dice più di quanto si possa immaginare. Dio crea il cielo e la terra,  ed infine l’uomo a sua immagine in sei giorni, Adamo è il vertice della sua opera, prossimo a Dio e partecipe del suo mistero, Dio lo benedice,  gli consegna la terra e lo invita a gestirla insieme a tutti gli esseri del creato (cfr Gn Cap 1  28b 29a). Cosa direbbe adesso quel Dio dello scempio che abbiamo fatto? Cosa penserebbe di chi, creato a sua immagine con un po’ di terra, ha distrutto quello che Lui aveva “inventato” con amore? L’umanità, a cui un Dio benevolo aveva pensato promettendole persino il cibo, non si è mai accontentata di ammirare la natura che la circondava, ha trascorso il tempo inquinando, deturpando e distruggendo tutto quello che la circondava, nessun limite imposto dal senso del rispetto per il creato, niente di simile  all’amore che Dio ha avuto per i suoi figli in noi, che consegniamo alle generazioni future il nostro totale fallimento. Queste, probabilmente insieme ad altre mille, le riflessioni che hanno spinto un cospicuo numero di abitanti del Comune, tra i quali alcuni imprenditori turistici locali ed affezionati vacanzieri, a decidere di costituirsi in un comitato civico, regolarmente registrato, che tuteli in maniera concreta l’ambiente circostante da ogni forma di abuso e che nel tempo protegga la natura in ogni sua particolarità da commerci, sfruttamenti e soprattutto dal degrado imposto dall’uomo, sensibilizzando, quando necessario, le autorità pubbliche e politiche oltre che i singoli cittadini. Tante, quindi, le motivazioni che costringeranno il comitato ancora in costituzione a rivolgersi all’ausilio di un legale che possa assisterli in questa “rivolta al brutto”, ma una sola la goccia (in senso metaforico naturalmente) che ha fatto traboccare il vaso: I’ennesimo tentativo di fare dell’ambiente un bieco commercio, deturpando ulteriormente una delle spiagge più “sfruttate” della splendida costa ricadese. La località Tono il centro della questione, due antenne alte sei metri “la goccia”.

La splendida costa da cui Giuseppe Berto guardava la Sicilia e dalla quale avvolto dal suo “male oscuro” scriveva “ecco qui mi costruirò con le mie mani un rifugio di pietre e penso che in conclusione questo potrebbe andar bene come luogo della mia vita e della mia morte” è diventata recentemente oggetto di notevole interesse da parte di Vodafone, noto gestore telefonico che, su richiesta della società Giubola 2000 s.r.l (società proprietaria del Capovaticano Resort Thalasso & Spa e riconducibile al sindaco Pino Giuliano ed alla sua famiglia) effettua ormai da tempo rilievi che dovrebbero decidere l’altezza di due antenne per la captazione del segnale di telefonia, che verranno “posizionate” sul costone a ridosso della spiaggia e, più precisamente, su un terreno sottoposto ai vincoli ambientali e paesaggistici perché situato all’interno della fascia di costa di protezione distante trecento metri dal mare, di proprietà  della stessa Giubola 2000 srl, sul quale già insiste un serbatoio idrico interrato e parzialmente visibile. Ma torniamo un attimo indietro, uno dei promotori della petizione che in questi sta facendo il giro del comune, l’editore Manuel Grillo, racconta : “tempo fa, insieme agli abitanti della zona, cominciammo a chiederci a cosa fosse dovuto tutto quel movimento di tecnici intorno al serbatoio  in cemento armato. La risposta non tardò ad arrivare, il direttore Carmine Aiezza, general manager del gruppo Accor, società che gestisce il Resort, durante un’amichevole conversazione, mi confidò che alcuni frequentatori del Capovaticano  lamentarono infastiditi il fatto che il segnale telefonico non raggiungesse il loro apparecchio mobile in ogni istante della vacanza e, cosa terribile da sopportare per i malcapitati, che il segnale non riuscisse a raggiungere neanche gli angoli più reconditi della struttura. Forse avvilito dalle lamentele, lo stesso direttore si premurò di sollecitare Pino Giuliano affinché Giubola 2000 srl inoltrasse formale richiesta a Vodafone al fine di ottenere l’installazione di almeno un’antenna ripetitore sul costone prospiciente la spiaggia del Tono. Il sindaco interpellato da me personalmente a luglio mi  aveva rassicurato sul fatto che il Comune non avrebbe permesso un simile scempio, ma già ad ottobre cambiava posizione e parlava di una sola antenna che non avrebbe superato i due metri. A distanza di pochi mesi e dopo aver assistito al volo di qualche pallone rilevatore di segnale, apprendo che le antenne saranno due, alte sei metri ciascuna ed orgogliose del fatto di rivestire “una pubblica utilità in quanto richieste da imprenditori turistici e popolazione” come recita la domanda inoltrata da Vodafone all’ufficio tecnico del comune.  La procedura quindi è andata avanti, evidentemente gli interessi privati hanno molto peso  e ad essi vengono sacrificate le opinioni dei cittadini ”. Le antenne quindi svetteranno  verso il cielo da quel costone,  trampolino sul mare di Capo Vaticano, un tempo dimora di oracoli e presenze mitologiche ed a questo punto, i cittadini del comitato si chiedono: “l’installazione di queste antenne sarà forse il primo atto della tanto decantata impresa di recupero della dignità del territorio e del piano antidegrado  in queste settimane così veementemente acclamato e sostenuto da parte dell’amministrazione comunale?”.