All’iniziativa aderiscono anche Manuela Perroni (vedova Berto) e il biologo marino Silvio Greco

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Successo per la raccolta delle firme promossa dal comitato di cittadini

di Cecilia Fiamingo, il Quotidiano della Calabria

RICADI- “Non vogliamo le antenne al Tono né altrove”. Come promesso nei giorni scorsi, continua la “rivolta al brutto” del comitato civico in via di costituzione e continua in modo ineccepibile. “Corretta, educata e civile” così Vittorio Sgarbi ha definito la manifestazione, organizzata domenica pomeriggio davanti al palazzo dei congressi Berto in occasione di una visita alla comunità per la presentazione della sua ultima fatica letteraria. “Piene di grazia” il titolo del libro del noto critico, che racconta, in modo inusuale ed affascinante, la figura della donna nell’arte, “ma quanta grazia sarà tolta a madre natura, donna per eccellenza raffigurata dai maestri di tutti i tempi, se continuiamo a sottoporla a continui “sfregi”, e soprattutto, quale grazia si nasconde in due antenne, alte sei metri ciascuna e poste a ridosso del costone che guarda una delle più belle spiagge di Capo Vaticano?” si chiede l’editore Manuel Grillo, portavoce, insieme a Vincenzo Loiacono, della protesta che li vede in prima linea contro l’installazione da parte di Vodafone dei due ricevitori. Una petizione, sottoscritta dallo stesso Vittorio Sgarbi ed unita alle altre forme di pacata protesta organizzate per i prossimi giorni, ha già superato i limiti del confine comunale, allargandosi a macchia d’olio a quanti pensano che la costa ricadese sia un bene di tutti, da valorizzare nel tempo, non da deturpare privandola della sua naturale bellezza. Prende posizione contro l’installazione delle antenne per la captazione del segnale telefonico anche Manuela Perroni, vedova Berto, che non solo sottoscrive la petizione, ma, incita i cittadini ad andare avanti nella protesta. “Siamo gente fiera, che della bellezza del paesaggio ha fatto ragione di vita” recita uno degli striscioni visti domenica pomeriggio, che, citando una frase del primo cittadino riportata dai giornali nei giorni scorsi, spinge Diana Pontoriero, titolare di uno dei ristoranti storici di Capo Vaticano, ad affermare con veemenza: “Siamo veramente orgogliosi della nostra terra, orgogliosi di quello che abbiamo costruito nel tempo con il nostro lavoro ed i nostri sacrifici, certo, non sempre tutto è stato fatto bene, ed è per questo che vogliamo migliorare il territorio dicendo basta al degrado e combattendo quanto si discosta dal bello. Gli errori del passato non devono ripetersi”. Uniti nella protesta anche molti imprenditori turistici: “Esistono ormai tanti modi per rendere completamente “collegata” qualsiasi struttura turistica, anche la più isolata” esordisce Francesco Naso “non vedo la necessità di installare ripetitori con un impatto visivo così sgradevole. Amo questa costa, al punto da aver costruito qui non solo una delle attività di famiglia, ma anche la casa in cui passo i miei momenti liberi. Da imprenditore turistico posso affermare con certezza che un’eventuale installazione di antenne proprio in uno dei punti più suggestivi della costa non può che nuocere non solo all’immagine dei luoghi, ma anche alle nostre attività. 

La costa ha problemi molto più gravi, i sistemi di depurazione sono ormai al collasso, i trasporti inesistenti e la raccolta dei rifiuti durante la scorsa estate ha creato problemi irripetibili”. La burocrazia ha ormai fatto il suo corso e per essere installate, le antenne aspettano solo che si pronunci a riguardo la Soprintendenza ai beni ambientali, che potrebbe dire no ad un simile scempio, ma in caso contrario Vincenzo Loiacono non ha dubbi “la nostra protesta andrà avanti, non solo per tutelare l’ambiente, ma, per la nostra salute. Siamo quotidianamente investiti dall’elettrosmog, campi elettromagnetici a bassa ed alta frequenza aumentano il rischio di tumori, che, come dimostrato dai recenti studi aumenta intorno alle antenne della telefonia mobile”. Non hanno dubbi neanche gli unici tre consiglieri comunali che hanno partecipato attivamente alla manifestazione di domenica, Pasquale Mobrici, Michelangelo Caronte e Gianfranco La Torre, che hanno voluto sottolineare che: “la tutela dell’ambiente non ha colore politico, siamo qui come persone, come cittadini desiderosi di riportare le nostre coste agli splendori di un tempo. Difendere il territorio non può essere un’azione di strumentalizzazione politica e non vogliamo che la nostra presenza sia fraintesa”. Nell’attesa non solo del parere da parte della Soprintendenza e della Provincia, ma soprattutto dell’autorizzazione ultima da parte del Comune, le attività del comitato continuano, si è unito da poco ai componenti anche Silvio Greco, biologo marino, dirigente di ricerca dell’Istituto Centrale Ricerca Scientifica e Tecnologica sul Mare che parteciperà attivamente ad ogni manifestazione, mettendo a disposizione del comitato tutte le sue competenze, nel frattempo quindi la raccolta delle firme va avanti e già moltissime sono le adesioni.