Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? (Luca 6,39-42)

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Torno dalla visita ufficiale che ha sancito il gemellaggio tra la città di Tropea e quella di Zvenigorod in Russia, cittadina nei dintorni di Mosca di circa 60mila abitanti  appartenente a quello speciale anello conosciuto come Oblast moscovita, anello che rende la capitale Russa una delle più popolose e grandi città del mondo con i suoi 16 milioni di abitanti. Di questo viaggio, del gemellaggio, dei suoi risvolti positivi che avrà nei prossimi anni sul turismo e sull’economia di Tropea e di tutto il territorio vibonese, dei quatrro giorni passati a Mosca, vi racconterò a strettissimo giro; e con il racconto ci saranno anche molte immagini che sono riuscito a scattare e a girare malgrado le temperature polari congelavano di fatto i cristalli della Sony Camera che avevo con me.

Ieri, al mio ritorno, un’aspettata e sottolineo ASPETTATA notizia (vi dirò di seguito le ragioni perché dico che questa notizia non mi coglie di sorpresa) giungeva sulla casella della mia posta elettronica complici i numerosi articoli giornalistici che circolavano in rete: Adolfo Repice, l’ex acchiappapoltrone della Torino di Chiamparino, l’ex segretario generale del capoluogo piemontese “per meriti acquisiti” sindaco abusivo  ed illegittimo di Tropea per ben 16 mesi, è indagato per il reato di turbativa d’asta, reato presumibilemente commesso, secondo la Procura torinese, quando era alla guida dell’Opera Pia Lotteri.

Il fatto non è di quelli che passano inosservati e che possono destare solo un interesse passeggero. Il fatto è di quelli che per un “grande manager” quale si autodefiniva Adolfo Repice, (credo che abbia abbassato la cresta da molti mesi ormai),  non può passare sotto silenzio. Le ragioni sono molteplici e le lascio all’intelligenza di ognuno di voi.  Io, come dicevo, me l’aspettavo da tempo, lo avevo anticipato su queste pagine, quando osservando più da vicino come stava amministrando la cosa pubblica qui a Tropea, mi chiedevo come sia stato possibile che a Torino, con compiti e ruoli di responsabilità maggiori, nessuno si fosse accorto di come amministrava la cosa pubblica e lo avesse in qualche modo posto “sotto osservazione”. Mi chiedevo, come peraltro mi chiedo da mesi, cosa i suoi “amici di cordata” del Pdl calabrese Antonio Gentile e Peppe Scopelliti su tutti pensano ancora di lui dopo che il di loro “amico” ha ampiamente dimostrato come sia stato “bravo”ad affossare le casse comunali, a condannare il Porto di Tropea ad una morte lenta (speriamo di risollevare le sorti della struttura anche se è un operazione di estrema difficoltà) quanto sia valsa la sua “esperienza” su Tropea, le sue altolocate (ma erano solo più millanatate che reali amicizie) quanto la sua cosiddetta “politica del fare”, il suo blasone curriculare, sia stato, in definitiva, solo ed esclusivamente un flop, da me annunciato ripetutamente e sottolineato altrettanto ripetutamente dall’uomo più saggio e lungimirante di Tropea: Gaetano Vallone.

Li ricordate i “tre amici delle meraviglie” all’Hotel  Panta Rei di Parghelia, abbracciati appassionatamente nella posa glamour e più “in” dell’anno 2010?

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Ricordate la posa al Porto di Tropea durante il TFF 2010?

Ricordate cosa ebbero a dichiarare di lui per accettarlo nel novero del Pdl calabrese dopo che era venuto da Torino accompagnato da Chiamparino del PD che si è prestato (chissà per quale ragione) a venire da Torino a Tropea per sponsorizzare la candidatiura del suo “conticchio”?

Dissero che la sua esperienza giustificava la loro stima ed il loro avvicinamento. Lo fecero per salvarsi la faccia, questo credevo allora e questo credo oggi, più che mai. A loro interessava di certo altro…….ma il tempo è un galantuomo e presto, credo, altre verità verranno a galla…..

 Anche per chi, come me, aveva deciso che sulla questione Adolfo Repice non c’era proprio più nulla da dire o da scrivere dopo tutto quello che ho detto e scritto negli ultimi due anni su di lui, affidando ad una frase del vangelo di Luca pubblicata sul “Il Quotidiano della Calabria” la sintesi del mio nuovo stato, ritenendola la più congrua ed efficace, “lasciate che i morti seppelliscano i loro morti”, è stato impossibile resistere nell’editare questa informazione anche su questo palinsesto. Non amo sparare sulla croce rossa in corsa verso l’ospedale ed una certa pietà mi rimane ancora, anche per questo signorotto altezzoso e tracotante….

I cittadini di Tropea e i numerosi lettori che seguono questo blog da tutto il mondo, devono sapere che il “grande manager” Adolfo Repice, quello che accusava gli altri in consiglio comunale di essere degli evasori fiscali e dei pachidermi solo per il fatto di aver pagato in ritardo parte delle tasse comunali dovute, quello che diceva di essere bravo nella gestione della cosa pubblica, quello che si sentiva un Padre Eterno e guardava tutti dall’alto in basso sentendosi come un novello Marchese del Grillo,  al momento, (rimane la presunzione d’innocenza fino alla sentenza di terzo grado per carità), è inquisito per un reato amministrativo assai grave.

Nelle more di questo giudizio, (credo che il suo rinvio a giudizio considerate le intercettazioni riportate da Repubblica sia a questo punto quasi scontato), ad ogni modo, rimenendo fermamente convinto che la giustizia in Italia, con tutti i suoi limiti strutturali ed i suoi ritardi, funzionava e funziona ancora, darà nel tempo una sentenza di assoluzione o di condanna per Repice, qualche osservazione va fatta. La prima è la seguente, premesso che mi dispiace davvero molto per questo incidente di percorso che ha coinvolto il noto professionista oriundo torinese da me ribatezzato conticchio, marchesicchio, pirricchio, sindachicchio, e icchio, icchio, icchio…. :

Nell’articolo apparso sulle colonne del quotiodiano “La Repubblica” si parla di alcune telefonate (cosa non nuova per il Repice quando vuole qualcosa che pensa di ottenere con una telefonata, Moggi, amico suo, docet) al presidente del TAR piemonte Franco Bianchi nelle quali il Repice chiedeva, o meglio “faceva pressioni, affinché la ditta San Luca perdesse la causa che aveva intentato presso quel tribunale”. E lui, il presidente del Tar Franco Bianchi, dopo la sentenza, lo informava che la causa “era stata definita in quel senso”. Il tutto, secondo quanto riportato da Repubblica, per una raccomandazione (occhiello sempre di Repubblica) che il Repice (alias conticchio in caduta libera) avrebbe fatto per il figlio del giudice, regista in cerca di scrittura, con il suo “amico” Agostino Saccà, all’epoca direttore di Rai Fiction, sposatosi per la seconda volta a Tropea, guarda caso quando Repice era “sindaco” della città.

Ora, per quanto la legge non preveda il reato per il quale un giudice non possa essere amico di un amministratore, non vi pare anomala questa situazione?

Un’altra cosa che vorrei mettere in evidenza, squisitamente di carattere politico, è la seguente:

Come mai, il Repice, nei suoi mesi trascorsi a Tropea da sincaco abusivo, ha sempre agito non tutelando l’interesse collettivo, tentando senza riuscirci e tra le tantissime nefandezze commesse di cui si pagano tutt’oggi i danni, di svendere un palazzo storico di assoluto valore, quello dell’ex ospedale, e a Torino invece dichiara che era l’interesse pubblico quello che andava tutelato quindi l’Opera Pia Lotteri non andava assolutamente chiusa, ma invece salvaguardata per “interesse pubblico”?

Come mai, il Repice, tanto bravo a Torino a tutelare gli interessi pubblici, qui  a Tropea, invece, tutto ha fatto meno che tutelare questi interessi a favore dei suoi amici e dei suoi conoscenti diretti ed indiretti? (vedi caso gestione parcometri, ad esempio, affidato senza gara d’appalto, ad una cooperativa di suoi amici ed elettori, con indagine aperta delle Fiamme Giallle e della procura di Vibo Valenia tuttora in corso e con avvisi di garanzia già inviati a Repice & C).

Una cosa è certa cari amici, colui che dovrebbe tutelare gli interessi pubblici, ossia il capo dell’opposizione, ovvero il controllore della trasparenza amministrativa e del buon governo, qui a Tropea, è oggi, esso stesso controllato ed inquisito.

Il suo ex vicesindaco Pino Rodolico  che nell’ultimo consiglio comunale ha dato sfoggio di sè riempiendosi la bocca di sciocchezze varie, improvvisandosi e dandosi arie da esperto conoscitore in materia amministrativa, (parlo della questione incompatibilità dei consiglieri ed assessori morosi), ha dovuto registrare, nelle settimane scorse, una sentenza del Consiglio di Stato nella quale veniva definitivamente bocciato il suo ricorso per un abuso edilizio che negli anni ’80-’90 ha compiuto in zona “campo di sotto”. Un amministratore, peraltro sindaco di Joppolo per lungo tempo, nonché attuale consigliere provinciale a Vibo Valentia in quota PD (ma anch’egli come il suo capo è migrato in altri lidi, ed anch’egli oggetto di studio nelle università italiane in fatto di trasformismo politico), non dovrebbe richiedere autorizzazioni a costruire in zone non edificabili e giammai costruire senza titolo alcuno in dette zone.  Inoltre gli voglio ricordare, anche se lui lo ricorderà di certo, che si è trovato lui in uno stato d’incompatibilità al tempo dell’amministrazione a guida Euticchio e tale incompatibilità non dichiarata per l’esistenza della lite in corso, gli è stata contestata proprio nel corso del primo consiglio comunale tant’è che è stato costretto, per sanarla, alla vendita del fabbricato ad altra persona (un suo stretto congiunto). Questo, a me sembra e di certo lo è un fatto assai più grave di un ritardo (senza per questo volerci giustificare per tale ritardo) nel pagamento dei tributi.

Si è chiesto il Rodolico, ed insieme a lui i suoi “compagni di merenda” Adolfo Repice ed accoliti vari accorsi alla mensa del “padre torinese”, se qualcuno di loro, quei tributi comunali  li avesse pagati per tempo senza dichiarare il falso  per ben 16 mesi durante il suo mandato di consigliere comunale?

Credo che, per come sono andati i fatti e sui fatti degli ultimi giorni,  le dimissioni di entrambi i consiglieri di minoranza Rodolico e Repice sarebbero in questo caso più che opportune nelle more di un giudizio di assoluzione definitiva, cosa che, come detto, (una volta rinviato a giudizio) auguro  per Adolfo Repice, cosa che, invece, non vale per Rodolico essendo la sentenza passata in giudicato.  Per quest’ultimo quindi mi aspetto e la città di Tropea si aspetta le sue dimissioni!

A voi prodi e baldi amici della lista “Passione Tropea”, a voi consiglieri di minoranza Padula, Valeri, Arena, un arduo e difficile compito nei prossimi mesi: fare un’opposizione vera e credibile. Ne sarete all’altezza? Il doposcuola di Via V. Veneto e quello di Via G. Bruno è sempre aperto…per voi sconti sul prezzo generale!

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