1201965156.jpgTropea. In conferenza stampa il sindaco parla di un problema «dalle immani dimensioni»

Dei tre impianti presenti sul territorio comunale uno solo è funzionante

di ALESSANDRO STELLA

TROPEA – «C’è un pericolo reale riguardante la depurazione  e  l’inquinamento del mare e, di conseguenza, è in gioco l’intera economia non solo di Tropea ma di tutto il comprensorio».
Con queste parole il sindaco Gaetano Vallone ha aperto la conferenza stampa indetta per fare il punto della situazione sulle problematiche legate alla depurazione sul territorio comunale e tenuta ieri mattina al municipio.  Il  quadro dipinto  dal primo cittadino è a tinte fosche  e  ritrae un  problema palpabile e dalle dimensioni immani. La depurazione cittadina è ormai al collasso, e i costi per intervenire immediatamente  sono  proibitivi per le esigue casse comunali. Vallone precisa meglio i contorni del problema, spiegando che  «a Tropea non esistono tre depuratori, come  molti  sostengono,  ma uno solo: quello di località Argani, nel  quale confluiscono i liquami della zona meridionale di Tropea e di parte di Santa Domenica di Ricadi».

In merito alle altre strutture, il sindaco ha precisato:  «Il  depuratore  di Rocca Nettuno è ormai dismesso, mentre quello delle Grazie sorge sul territorio di Parghelia e riguarda lo stesso comune di Parghelia e la parte nord di Tropea».

Nel ripercorrere le tappe che sono sfociate nell’attuale situazione, Vallone ha evidenziato  come  i  problemi reali per la “Perla del Tirreno” si siano manifestati con l’uscita  di  scena  dell’Ato, che gestiva, tramite la società “Cosenza Crati”, la depurazione nella  provincia di Vibo  Valentia:  «Dal  31  dicembre l’Ato ha cessato di gestire i depuratori nel vibonese. Già prima di quella data noi sindaci della provincia  ci  eravamo  riuniti  per cercare di risolvere la situazione. Il primo passo era stata l’unione di dodici comuni della costa e dell’entroterra, da Pizzo a Tropea, per fare un unico bando di gara. Nelle  more,  ciascun  comune avrebbe dovuto affidare in via  diretta  la  gestione  del proprio depuratore. Noi ci siamo affidati alla ditta Ecotec».

Successivamente,      con una nota del 30 novembre scorso,  il  commissario  liquidatore dell’Ato inviò una relazione sullo stato del depuratore Argani. Il Comune di Tropea si oppose fermamente all’iniziativa    «in quanto il sopralluogo si sarebbe dovuto tenere in contraddittorio con i nostri tecnici, tant’è vero che avevamo  nominato  un  tecnico specializzato   proprio   per presenziare il sopralluogo».

La ditta Ecotec, una volta insediatasi, stilò una relazione, individuando una serie di criticità riscontrate all’atto della consegna da parte della  “Cosenza  Crati”:  «I danni che ha evidenziato il nuovo gestore  – ha  continuato Vallone – erano enormi, a  tal punto  che siamo stati  costretti  a  nominare un legale. All’interno delle vasche di depurazione erano presenti enormi quantità di fanghi, mentre, nelle stazioni   di   sollevamento, quintali di sabbia ne impedivano  il  regolare  funzionamento».  

Naturalmente   i danni, oltre che tecnici, sono di natura economica: «La Ecotec ha quantificato, solo per il prelievo e smaltimento dei   fanghi   la   cifra   di 450.175 euro; mentre, solo per  procedere  al  naturale processo biologico depurativo, sarà necessaria la cifra di 156.840 euro, salvo poi quantificare i danni a fine lavoro. Questo è lo scenario prospettato solo per ripartire nell’immediato, in maniera tale da non compromettere l’imminente stagione turistica».

Ma i problemi per il depuratore Argani non finiscono qui: «Ci sono enormi debiti  – è  andato  avanti  il sindaco  –  contratti dal  Comune  nei confronti dell’Enel:  abbiamo 138.323,71 euro per la fornitura di energia elettrica dall’8 aprile 2009 al 14 dicembre 2011, e questo perché, pur  usufruendone, il Comune  di  Ricadi  non  ha mai pagato, tant’è vero che, a malincuore, abbiamo dovuto nominare un legale per recuperare questo credito».

L’attenzione del primo cittadino si è poi spostata sul depuratore  di  località  “Le Grazie”, dove si sono evidenziate le  medesime criticità di quello di località “Argani”: «La ditta Ecotec ha riscontrato anche qui una grande quantità di fanghi e di sabbia nelle stazioni di sollevamento, che determinerebbe, secondo   una prima stima del tutto sommaria, un danno di 437.352 euro.  Mentre, solo  per rimettere in funzione il depuratore,  servirebbero 151.325 euro».

Per ovviare ai gravi problemi,    l’amministrazione ha  avuto  diversi  incontri con  funzionari  regionali: «In questo periodo abbiamo fatto diverse riunioni con i sindaci della costa e siamo stati anche alla Regione, dove abbiamo incontrato l’ingegnere Epifanio ed il dottor Gualtieri, i quali, però, ci hanno prospettato  una situazione  poco  rosea  per quanto riguarda i fondi necessari  agli interventi  più urgenti. Comunque il prossimo 3 aprile ci sarà una riunione tra i sindaci della provincia ed il presidente Scopelliti ed esporrò la situazione, prospettando la gravità del problema».

La problematica ha, quindi, contorni quasi drammatici per la cittadina ed il suo comprensorio e, se non risolta  in  tempo,  potrebbe compromettere  l’imminente stagione turistica, determinando il crollo economico  dell’intera  provincia ed andando a colpire, di riflesso, anche i settori che sembrerebbero estranei al problema.