loredana la torre tropea,L’esperto: «Se lavora solo la fascia scheletrica, il rischio c’è»

Di seguito un articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport nel quale la tropeana Loredana La Torre risponde ad una serie di domande sulla pratica scorretta dell’esercizio della ginnastica addominale. Ricordo ai lettori di questo blog che Loredana La Torre, a cui nel passato ho dedicato alcune pagine, terrà un seminario dal tema “Addominali senza rischio”  a Capo Vaticano (Tropea), 6-10 giugno 2012, presso il Villaggio Baia del Sole.

di TIZIANA BOTTAZZO, La Gazzetta dello Sport, 10 Maggio 2011

foto1.jpgROMA. Non c’è pace, ora anche gli addominali sono a rischio. «Certo, per anni si è ritenuto che fare gli addominali attivan­do soltanto la fascia scheletri­ca fossero ideali per rinforzare la colonna, ridurre il punto vi­ta, scolpire una bella “tartaru­ga” sull’addome. Ma proprio questi esercizi iperpressivi, che comprimono cioè i visceri, possono essere la causa princi­pale di ernie ombelicali, ingui­nali, discali, prolasso urogeni­tale e anale».

Scuola europea Loredana La Torre, laurea in fisioterapia, in­segnante metodo Feldenkrais, docente universitaria, speciali­sta in uroriabilitazione, forma­tasi in Spagna e in Francia alla scuola di Blandine Calais Ger-main all’insegnamento degli «Addominali senza rischio», ci spiega quanto sia importante utilizzare gli addominali in mo­do corretto.

Il primo passo?

«Innanzitutto prendendone consapevolezza: gli addomina­li sono muscoli preziosi del no­stro corpo: il neonato li con­trae per esprimere il suo pian­to, la madre per partorirlo, la­vorano quando respiriamo, piangiamo, ridiamo, proviamo dolore, siamo arrabbiati, par­liamo, cantiamo, influenzano i movimenti dei visceri, inter­vengono nella statica pelvica, permettono il gioco di ampiez­za di braccia e gambe».

Un baricentro fondamentale del nostro corpo?

«Intervenendo sugli addomina­li in modo errato si posso creare danni gravissimi. Il metodo Addominali senza rischio ci fa capire cosa facciamo e come lo facciamo. Importante innanzi­tutto alternare il lavoro schele­trico a quello viscerale».

Ginnastica anche per i visceri?

«Assolutamente, con grande attenzione a non creare iper-pressione, bisogna abbinare al lavoro dei muscoli addominali un movimento ascensionale dei muscoli perineali. Impor­tante abbinare costantemente il ruolo scheletrico e quello vi­scerale. Allo stesso modo si co­ordina il lavoro degli addomi­nali con altri muscoli vicini, op­posti o complementari, come i dorsali, i costali».

Anche la respirazione ha un ruolo?

«Certo. Esistono diverse respi­razioni funzionali, la respira­zione diaframmatica ascensionale concorre a proteggere il corpo da pressioni sul permeo, sui visceri o sopra la parete ad­dominale».

Non più solo addominali, ma tutto il corpo che lavora. Con quali benefici?

«Un uso corretto degli addomi­nali serve a tutti. Penso ai can­tanti per aumentare il tono del­la voce, alle persone affette da bronchiti ricorrenti o allergiz­zanti, alla donne dopo la gravi­danza o in menopausa, agli uo­mini per evitare compressioni a livello prostatico. Anche gli sportivi, soprattutto pallavoli­sti, saltatori, ginnasti: giovani spesso affetti da gravi proble­mi di incontinenza. Sarebbe importante educare gli adole­scenti a questo tipo di consape­volezza sugli addominali inte­grati con il lavoro pelviperineale».