gerardo barone adesi,lutto collettivo a tropeaSolo sgomento e tristezza da qualche ora. Nulla più. Gerardo Barone Adesi, l’amico, il buono, il professionista, il simpatico e sempre disponibile gentiluomo tropeano, ha deciso di staccare la spina questa mattina presto, verso le sette. Il mio cuore è stato triste, molto triste oggi. Una domenica così non me l’aspettavo proprio. Non se l’aspettava neanche la Tropea che lo amava e gli voleva bene. Non se l’aspettavano i suoi amici, i suoi parenti, i suoi adorati nipoti. Nessuno, proprio nessuno, si aspettava che un uomo probo, dignitoso, retto, potesse scegliere di passare a miglior vita in questo modo. Non ci sono spiegazioni razionali che tengano a cospetto di una scelta simile. Ma è una scelta che denota, anche se per molti aspetti non condivisivile, il mondo, la sensibilità di una PERSONA che, di fronte al grande mistero della vita e della morte, ad un certo punto, ha deciso di dover uscire di scena. Rispetto  ed ossequio. Silenzio e preghiera.

Un minuto di silenzio gli abbiamo tributato nel Consiglio Comunale di oggi. Un rinvio dello stesso è stata la cosa più giusta da fare. Una piccola riflessione in questa “Trupea mea” in questa “Calabria mea”  la devo, la voglio, sono obbligato a farla stasera che, in assoluto cordoglio e nel silenzio del mio spirito gli dedico le mie ultime preghiere prima di andare a dormire.

L’irrazionale è sempre alla portata di ogni animo, di ogni mente, di ogni sensibilità. Due giorni fa, una lupara aggressiva toglieva la vita ad un amico, ad un ragazzo di 46 anni, in quel di Gioia Tauro. Io lo conoscevo, gli volevo bene. Si chiamava Mimmo Condoluci.

Una mano assassina e vigliacca, dieci giorni fa,  toglieva la vita ad un ragazzo di Tropea che aveva serie difficoltà ad adattarsi e a trovare una sua dimensione civile e lavorativa in questa città. Era  “u meleu” barbaramente ucciso in un agguato di ‘ndrangheta.

Oggi, un nobiluomo, mio grande amico, ha deciso di togliersi la vita. Apparentemente nulla in comune. Sostanzialmente anche. Ma, nelle dinamiche della vita che scorre, dei significati profondi ad essa intimamente sottesi, un richiamo della coscienza profonda, una riflessione – come dicevo – la devo fare. In questo paese, in questa Calabria, mi sembra che stia venendo meno un antico sentimento: quello della solidarietà civile ed umana. Un tempo, queste cose, questi “assoli del nulla” non erano possibili. Sapete perché?

Perché nel reticolo della Tropea medievale, della Tropea che costruiva i suoi affetti e la sua dimensione civica in simbiosi con i suoi vicoli, con le sue “vinee”, la solidarietà, il rispetto e la stima reciproca erano il pane quotidiano, la summa dell’identità collettiva, l’humus stesso dell’identità comunitaria di questa nobile città. Anche in Calabria questo era.  Oggi, a Tropea come in Calabria, questi sentimenti sembrano reperti archeologici, icone dimenticate, inutili orpelli di una memoria identitaria che deve assolutamente essere posta in cantina per far posto a chissà cosa, a chissà quali altri valori.

Un tempo, la depressione di un amico, la debolezza di un momento, la percezione della difficoltà a supereare un particolare sentimento di tristezza, l’esposizione al rischio massimo, erano avvertiti come delle spie che necessitavano di una presenza, di un consiglio, di un sostegno concreto. Oggi, purtroppo, ahinoi, non è più così. Nel reticolo umano di una Tropea che non c’è più e di una Calabria allo sbando, (complice una classe dirigente assolutamente insensibile, narcisista ed auto-referenziale), questo manca.  Si avverte che la comunità ha una debolezza assoluta: non si riesce più a percepire lo stato di bisogno di nessuno, né quello psicologico, nè quello materiale, nè, men che meno, quello sociale. E quando, nella migliore delle ipotesi ci accorgiamo che qualche amico è in difficoltà, per un verso o per un altro, ci mettiamo in disparte, non ci spendiamo, non ci esponiamo, preferiamo l’indiffrenza e la rinuncia. Mi sento in colpa Gerardo. Molto in colpa con te, per non essermi avvicinato alla tua casa negli ultimi venti giorni, anche quanto la tua adorata Caterina mi ha invitato a salire a prendere un caffè, proprio qualche giorno addietro. Non ho capito. Andavo di fretta e la sua timidezza unita ad un certo pudore non gli hanno consentito di aprirsi e confidarmi il vero motivo di quell’invito. Era per te. Voleva che ti portassi un po’ della mia energia, un po’ della mia franca e spesso ingenua voglia di vivere. Era necessario che io salissi a trovarti….forse..chissà…ricordare gli anni della comune militanza politica, della tua proverbiale e diretta franchezza, della tua teatrale posa durante i comizi in cui eri protagonista assoluto della scena politica cittadina ti avrebbe giovato, ti avrebbe tirato su il morale….

In questa decadenza strutturale del valore dei sentimenti, dell’umana pietà, della dignità massima della vita, intesa come dono assoluto di Dio, possono maturare ed essere portati a termine progetti di omicidio o di suicidio, due facce della stessa medaglia, come quelle degli ultimi giorni. Ma non posso accettare questo epilogo per te…scusami Gerardo non ci riesco proprio!

Tristezza ma non rassegnazione. Sgomento ma non depressione. Lotta assoluta per il bene e mai cedimento al male i rimedi che necessita questa Tropea, questa Calabria. Io ci credo e ci spero ancora. Ed è con questo stato d’animo che ti saluto amico Gerardo. Ed è con questo stato d’anino che mi pongo al tempo che sarà. Tropea non puo’ permettersi altre tragedie come quella che stamattina si è consumata in via Aragona. Tropea non può permettersi altri shock come quelli degli ultimi mesi. Non lo può ammettere la sua dignitosa storia; non  lo può permettere la sua coscienza più intima. Non lo possiamo permettere noi tutti, che ancora abbiamo fede nel Dio nascosto, nel Dio presente, nell’humanitas che ha impregnato la nostra storia patria. L’ho scritto per Santino Carone, per Glauco Pellico, per Guglielmo Lento. Lo ribadisco anche per te: Tropea con la tua prematura ed inaspettata scomparsa perde uno dei suoi figli migliori, moltissimo del suo humus,  moltissima “trupianità”.

Amico mio Gerardo che la tua non sia stata una vita sprecata è un dato di fatto. Che il tuo ricordo rimarrà impresso  nella nostra pur flebile e ballerina memoria penso non sia errato affermarlo. Ci mancherai Gerardone carissimo! Io ti piango e ti ricordo con affetto e mi stringo al dolore della tua famiglia certo di interpretare il sentimento di tutta la Tropea che tu hai amato, rispettato ed aiutato a crescere. Arrivederci Gerardo!

N.B Le esequie si svolgeranno oggi, Lunedì 1 Ottobre 2012, alle ore 17.00 presso la chiesa Cattedrale di Tropea.

 

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