images?q=tbn:ANd9GcTQ7RpevCDOoSRvUpCwiIc_Hn-TPtFLycNTlp3gIdG-NOGv_5Rudario_fo_320x_Standard.jpg“Mi sembra di essere tornato alla fine della guerra, l’ultima guerra mondiale, ci fu una festa come questa e c’era tanta gente come voi, felici, pieni di gioia. Pensavamo si sarebbe rovesciato tutto, non ci siamo riusciti.
FATELO VOI PER FAVORE, FATELO VOI
RIBALTATE TUTTO PER FAVORE.
NON MOLLATE PER FAVORE.
NON MOLLATE.
RIBALTATE TUTTO PER FAVORE.
NON MOLLATE PER FAVORE.
NON MOLLATE! (Dario Fò – Piazza Duomo Milano 19 Febbraio 2013)

Con queste parole uno straordinario Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, ha voluto incoraggiare il popolo dei grillini ad andare avanti nel loro sogno. Di continuare a crederci e di non mollare. Ecco, ho detto  dentro di me, nella commozione del cuore, “questo si che è un uomo grande e non solo un grande personaggio della cultura italiana”!

In questi anni di militanza politica, venticinque almeno, e di impegno politico per una Calabria migliore, non mi era mai capitato prima d’ora un momento di così grande commozione .L’Italia, quella vera, quella del POPOLO sovrano, annegata nella corruzione, distrutta dalla Casta, prova a reagire a ricostruire se stessa. Il tutto grazie ad un comico visionario che non ha smesso di crederci da otto anni, mai, nemmeno per un solo minuto.

Un esempio da seguire e da imitare quello di Grillo, a tutte le latitudini e in tutti i posti, soprattutto in Calabria, terra amara, terra sfruttata, colonia pura dall’Unità d’Italia ad oggi.

In questa Calabria il popolo dei Grillini si è mosso, si sta muovendo, si continuerà a muovere perché la speranza non può morire, perché la speranza, è l’ultimo sentimento a dover morire, così è, da sempre.

In questa regione, resistente da secoli ad ogni cambiamento serio, ad ogni tentativo di alzare il tiro per volare alto, ad ogni movenza che non sia  quella dell’interesse spicciolo, dell’uovo oggi anziché della gallina di domani, della bieca clientela come unico metodo per creare consenso, irrompe una possibilità reale, concreta, tangibile: quella del M5S e dei suoi attivisti. Ragazzi giovani, donne comuni, sognatori e visionari più “grandicelli” che cercano di stare insieme, di creare una comunità, per darsi una speranza e per darla soprattutto ai loro figli, ai loro nipoti. Una terra bellissima la nostra, prostituita al malaffare, alle lobbyes di interesse, agli intrighi tra colletti bianchi e massoni deviati che pensano solo al loro tornaconto, inquinandola, trascurandola, facendone scempio in tutte le sue bellezze.

Tutti, più i poveri che i ricchi ovviamente, e dico tutti, stiamo percependo il momento difficile che stiamo attraversando. Forse a qualcuno è mancata la lucidità nell’analisi delle possibili soluzioni. Accolgo l’invito proveniente nelle ultime ore dal garbato e sensibile dott. Mimmo Tropeano, di essere seri. Lo facciamo sul serio questo sforzo?

L’analisi e le soluzioni non possono venire da chi non le ha trovate sinora, da chi, per esempio anziché cercare soluzioni quantomeno credibili per non dire efficaci, ha preferito sedersi e godersi i privilegi del proprio ruolo, delle proprie rendite di posizione. Le soluzioni non possono venire di certo da chi ha alimentato il sistema della corruzione e del malaffare, da chi, pur potendo dare l’esempio in prima persona,  ha abdicato al ruolo assegnatogli dal popolo.

Certo, e concordo pienamente con il dott. Tropeano, la politica è memoria, pluralità di idee, diritto di replica, impegno, storia e cultura. Proprio per questi motivi, la politica non è tutta uguale. Non ci sono corrotti ovunque, persone per bene ce ne sono ovunque, anche nei partiti cosiddetti tradizionali. Ci mancherebbe. Ma il problema non è questo. E’ il sistema che va cambiato radicalmente, per permettere a queste persone di esprimere al meglio la propria identità di persone per bene, di politici che vogliono per davvero svolgere il proprio ruolo nell’interesse di tutti e non solo del proprio. Le prospettive politiche nascono sempre da chi ha una visione lunga delle cose. La prospettiva, d’altronde, è una dimensione dello spirito che nell’ arte della pittura significa porre in lontananza i soggetti piccoli e in primo piano quelli più grandi.

Nessun progetto di antipolitica nel Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Il suo esatto contrario: la voglia di fare politica al massimo grado, ovvero partendo dal popolo, dai cittadini, dalle istanze reali della gente, per accoglierle e rappresentarle dando risposte, quando questo significhi realismo, scartandole quando questo significhi richiesta assurda e pretesa non conforme alla legge. Sono convinto che il dott. Mimmo Tropeano non si riferisce al M5S quando ventila l’idea che ci siano forze nel Paese che vogliono cogliere l’occasione della crisi per spostare il potere dalle istituzioni democratiche verso altri poteri, così come sono convinto che nella sua nota, non volesse riferirsi al M5S quando afferma che questi poteri vorrebbero approfittare della crisi per accaparrarsi, speculando, i pezzi pregiati della nostra economia.

Gli scandali finanziari e non solo quelli degli ultimi tempi, ad esempio quello del Monte di Paschi di Siena e quello di Finmeccanica, aldilà delle responsabilità personali ancora da accertare, dicono una cosa chiara: i partiti tradizionali non hanno saputo vigilare su quanto stava succedendo.

Se poi vogliamo guardare più da vicino alla politica provinciale, non occorre fare un grande sforzo per vedere che  quegli ideali sono stati mal rappresentati dai vertici del partito al quale lui, sinceramente, si ispira. La provincia di Vibo Valentia è fallita e con essa i suoi dirigenti politici e non, provinciali e regionali, lasciando macerie sul campo, macerie ormai talmente ingombranti che solo una vera e serrata opera di ricostruzione potrà rimuovere. La stessa cosa è successa, non molto tempo fa, quando alla Regione Calabria c’era un certo Agazio Loiero a guidare il cambiamento. Concordo infine con lui, sulla necessità di rimettere insieme le energie migliori del paese, per ridare impulso a quella rivoluzione culturale che lui auspica ma che non penso sia possibile con il PD al potere. Troppi lasciti negativi segna quel partito, non se ne dolga, per presentarsi agli occhi degli italiani come il partito della salvezza della Patria e come il partito dei senza macchia e dei senza peccato.

C’è un’altra possibilità che si sta muovendo nel Paese, nata dal nulla, senza compromessi con il vecchio sistema. Ha un nome che richiama alle dinamiche dello spirito: Movimento Cinque Stelle. Credo sia questo il nuovo che avanza, il vero cambiamento possibile della politica. L’antipolitica l’hanno praticata gli altri partiti, tutti gli altri, nessuno escluso. Nei sogni continuo a credere, come del resto penso faccia anche l’amico Mimmo Tropeano. Ma questi sogni vanno canalizzati e spesi in qualcosa di concerto e visibile anche alle nostre latitudini. A Tropea, come fatto storico, ci sarà una ragazza di 26 anni a rappresentare la nostra terra in parlamento. Un fatto di assoluta novità, dopo molti anni. Ecco perché occorre puntare sulla realtà, che insieme al sogno, sono le due dinamiche con le quali le nostre coscienze si confrontano ogni giorno in un gioco dialettico di assoluto fascino che alla fine ci tiene vivi.