1201965156.jpgChe l’Amministrazione Comunale da me guidata non abbia avuto in questi due anni di governo delle difficoltà oggettive è risaputo e questo non è per noi motivo di scandalo. Che la stessa amministrazione possa essere criticata per questi fattori non rappresenta un problema anzi, spesso, quando le critiche sono mosse con intenti costruttivi e con sagacia, con ragionamenti coerenti basati su considerazioni logiche e su fatti documentati, divengono non solo necessarie alla democrazia, ma fungono da stimolo per qualsiasi persona che abbia a cuore la propria città e sia persona onesta intellettualmente, soprattutto per il “primus inter pares” ossia il sindaco della città.

Da amante disinteressato della nostra splendida cittadina, (ed io nutro seri dubbi che lo sia) qual si è autodefinito Salvatore Libertino, direttore della rivista tropeaedintorni, ha dimostrato di non avere i requisiti minimi per far questo e per muovere critiche.  Dalle pagine dell’omonimo sito internet, attacca per la seconda volta in pochi giorni l’amministrazione comunale, senza però documentarsi, senza però capire se ciò che afferma risponda al vero o sia il frutto di una sua personale antipatia o peggio di una sua preconcetta avversità verso la mia persona e verso l’amministrazione da me guidata, antipatie ed avversità datate nel tempo, ben celate ma palesi sin dalle prime ore dell’ultima campagna elettorale comunale del Marzo 2010, oggi chissà perché (ma io so il perché) più manifeste ed al limite della spudoratezza.

Anch’io, come lui, non posso non notare l’ennesima nota stonata sullo spartito del “giornalismo” nostrano.
E’ l’ennesima nota stonata perché quelle che lui considera dei palliativi sono sacrosante verità. Lo sa il Libertino che il finanziamento per la rupe dell’Isola si stava perdendo se non fossimo intervenuti per tempo a salvarlo? Ricorda il Libertino a chi si deve l’errore progettuale per il suo ripristino? Lo sa il Libertino che ogni progetto che riguarda lo scoglio dell’Isola deve passare dall’assenso dell’Abazia di Montecassino che è l’effettiva proprietaria del sito? Lo sa quanto tempo si è perso per elaborare il progetto definitivo e quanti enti e burocrazia varia occorre superare per porre in essere il cantiere definitivo? Che la sua voglia essere una provocazione lo comprendiamo. Ma  alle provocazioni sono avvezzo, alle detrazioni abituato, con le bassezze giornalistiche convivo da moltissimi anni.

Nell’articolo del 4 Giugno 2013, titolato “la voce di un intero paese”,  Salvatore Libertino,  nei  millantati panni di semplice cittadino quale dice di calarsi,  ma a mio avviso  in quelli più consueti del presuntuoso oppositore dell’amministrazione comunale,  dopo una retorica e farisea premessa sulle bellezze di Tropea e sull’amore che egli nutrirebbe per essa, ci accusa di negligenza per aver lasciato “un angolo di paradiso” quello della spiaggetta denominata degli “occhiali” nell’abbandono, nell’incuria, nel degrado.
Dimentica però il Libertino di ricordare ai “migliori cittadini” che detta zona, detta spiaggia,  era stata dichiarata, con apposita ordinanza sindacale, peraltro oggetto di un altro articolo a sua firma,  zona interdetta al traffico sia pedonale che balneare dopo il crollo della rupe che ha interessato l’intera zona.

Si è mai visto che una zona dichiarata impraticabile sia poi oggetto di cure? E’ mai pensabile che un cronista attento come lui, nonché uno dei “migliori” cittadini non sia interessato alla sicurezza di una zona e di una spiaggia altamente pericolosa? E se una zona è interdetta per tali motivi, quale amministrazione avrebbe messo mano per aggiustare la scaletta che ivi conduce e decespugliato il percorso? Fare questo sarebbe servito come stimolo alla pratica della zona e sarebbe andato contro la stessa ordinanza sindacale a tutela della sicurezza pubblica. Prima di muovere critiche occorrerebbe quindi azionare la leva del pensiero logico-deduttivo, della premura, della preoccupazione, pensiero questo che, evidentemente, i “migliori cittadini” come Libertino hanno un po’ messo in disparte preferendo muovere l’aria con roboanti titoli giornalistici che di fatto non dicono proprio nulla.

Voglio però concludere con l’invito posto a tergo dell’articolo del 4 Giugno  del “miglior cittadino”  Libertino.  A Tropea è vero, troppo tempo si è perso per dare la colpa agli altri. A Tropea è vero il futuro è nelle mani dei “migliori cittadini” che preferiscono “il fare” al criticare in modo sterile e pernicioso.
Sia coerente con se stesso, con ciò che scrive, faccia il cronista obiettivo e non il politico presuntuoso e fazioso; vada piuttosto alla ricerca di chi o di coloro che, per ben due volte, hanno fatto scomparire le transenne che, a seguito di ordinanza sindacale, erano state poste per interdire a chiunque l’accesso; non faccia pensare ai “cattivi” cose che potrebbero arrecare dispiacere, et de hoc satis, pro bono pacis.

Linnk di riferimento

L’amante disinteressato di Tropea

La voce di un intero paese