Lucio Ruffa“Amor vincit omnia”!

Il sedicente forzista ed il suo mentore,  contrari a Vallone, fino a ieri ad “elemosinare” le sue attenzioni. 270 mila euro c.ca per cause vinte contro il comune per la  ZTL ed altri contenziosi (soldi legittimi)  chiariscono a chiare lettere ed inequivocabilmente l’amore che  Tropea nutrono l’avv. Macrì e i suoi sodali

Avevo letto, qualche settimana orsono, le dichiarazioni dell’ex consigliere comunale di Tropea Saverio Caracciolo rese il 16 Dicembre scorso sulle pagine dei giornali locali e di alcuni siti web, nonché ex sedicente e mancato capogruppo “Forzista” al comune di Tropea. Ho rinvenuto nelle sue dichiarazioni la “summa” del grottesco unitamente ad una fantomatica riscoperta della lingua italiana  che francamente non gli attribuivo. Queste dichiarazioni si  possono ritrovare sul link a tergo del presente post.

Meravigliato da cotanta eleganza comunicativa e da cotanta capacità acquisita nel lessico e nella lingua da parte del Caracciolo, mi sovveniva quanto un frate cappuccino mi rispose alla domanda che gli posi tempo fa sul perché ad una certa età si possa entrare in convento: “Lucio – mi disse – ci sono le vocazioni in età adulta…non possiamo sapere né prevedere dove e quando lo “Spirito” possa soffiare….Ecco spiegato l’arcano mistero mi son detto. Saverio Caracciolo è stato investito da una grande folata di Spirito Santo in tempo d’Avvento che unitamente allo spirito del Sommo Poeta, gli hanno consentito di esprimersi in un italiano semplice e corretto. Ed è per rispetto del tempo d’avvento e per tutelare la pace natalizia che non ho inteso rispondere prima, aiutato in questo dal rifiuto di pubblicare la mia replica sul sito www.tropeaedintorni.it (chissà perché), e su quello www.vibonesiamo.it.

Nel mentre, fesserie varie e svariate mistificazioni nel vano tentativo di cambiare i termini della questione “crisi al comune”, sono comparse sulla stampa locale a firma del noto  e presunto “puparo” che ha prodotto la crisi e che è il vero artefice della stessa.  Ciò premesso, nel merito del discorso che il Caracciolo espone e che il suo mentore poi sostiene, c’è da rilevare tutta una serie di contraddizioni che non reggono alla più elementare logica, alla più elementare delle verità. Se il “risibile” è una categoria che appartiene al pensiero oppure un aggettivo che sostanzia un discorso, entrambi sono il nucleo del maldestro tentativo dei due di mistificare ciò che è successo all’amministrazione comunale, usando peraltro sofismi di bassissima lega che non convincono e non incantano nessuno. Eccole di seguito riassunte:

1)    L’atteggiamento, suo per primo, (ex e sedicente capogruppo di un partito, quello del condannato d’Italia), che il 7 Settembre 2013 prima firma un documento ben preciso, nel quale sottoscriveva e ribadiva la natura civica della lista e dopo, insieme agli altri, TRADIVA la sua stessa firma, il suo stesso assunto. La firma è quella che vale. Qualcuno lo spieghi a Caracciolo, a De Vita, Mazzara e Addolorato e al loro mentore di Via Piave. Quando si firma qualcosa e ci si assume un preciso obbligo (in questo caso solo morale), e si contrae un patto preciso; se poi non lo si rispetta, questo significa solo una cosa: TRADIMENTO! Il documento parlava talmente chiaro che non necessitava di alcuna interpretazione. Lista civica e non ingerenza di nessun  partito nelle scelte amministrative. Questo era scritto. Questo hanno sottoscritto senza pistole puntate alla  fronte o ricatti vari. Prima mistificazione, prima bugia. Primo tradimento nei riguardi degli elettori e della loro stessa firma.

2)    E’ vero che la loro idea di politica (ed aggiungo anche la loro sensibilità generale) dista anni luce non solo da quella di Gaetano Vallone ma anche dalla mia e degli amici che hanno creduto sul serio, (non loro), in questo sodalizio (questa affermazione di suo rappresenta il miglior complimento che si potesse ricevere); è anche vero che il finale è triste non perché la frattura si sia consumata su visioni politicamente divergenti così come lui afferma (hanno votato democraticamente tutto fino all’ultimo consiglio comunale ed il “loro” assessore De Vita anche tutte le delibere di giunta), la qual cosa può anche avvenire ed è avvenuta molto spesso (ultima quella che coinvolge l’ex PD+elle ed i “cugini d’Italia” del NCD); ma il finale è stato comunque  triste non per noi che ne usciamo a testa alta, non per me che ne esco più forte e più determinato di prima, ma per loro, perché li smaschera inequivocabilmente e perché marcatamente, squallidamente, miseramente ed esclusivamente partorito, premeditato, portato a compimento per questioni solo ed esclusivamente PERSONALI, per nulla politiche. L’ambizione sfrenata del “puparo” unitamente all’arroganza, alla cattiveria, alla prepotenza fuori da ogni ordine di cose, hanno generato questa crisi, meditata e voluta da tempo, meditata mossa e perseguita con bassissimo senso di responsabilità da chi non ha saputo attendere il suo turno con umiltà e modestia, da chi non ha saputo essere rispettoso di quanto generosamente e con pochissimi meriti ha ricevuto dalla politica e da chi in politica tanto ha dato e fatto per lui, da chi, per lunghi anni, ha posto gli affetti ed il rispetto per essi al primo posto, regalandoli e sprecandoli per chi da una vita, in  politica come nell’agire quotidiano,  ha sempre pensato solo ed esclusivamente alla sua “carriera” e non al bene di Tropea, a chi non conosce cosa significhino i termini condivisione e strategia comune per obiettivi sociali e politici alti, a chi non conosce la parola rispetto per sensibilità e culture diverse, a chi, preferendo la “navigazione” isolata piuttosto che la partecipazione fattiva e condivisa con gli altri, ha preferito tradire tali affetti, le persone che gli sono stati vicine, coloro che, come me gli avevano aperto una linea di credito.

Ingenerosità e prepotenza hanno segnato la vera cifra della vergognosa e prematura fine del governo della città. Presunzione ed arroganza la hanno connotata. Ignoranza amministrativa e supponenza i corollari specifici di una mediocrità umana, culturale e politica che solo un narcisismo sfrenato e una autoreferenzialità assoluta non possono scorgere. Solo i cretini possono credere altrimenti e solo gli illusi possono credere che passerà la versione dei fatti da loro abbozzata.  A tempo debito lo ricorderemo, qualora qualcuno pensasse e credesse, o peggio sperasse, che la vergogna e la porcata che hanno fatto possa cadere nel dimenticatoio e sortire consenso. A tradire la fiducia dei Tropeani non è stato il sindaco, bensì i quattro, perché in una lista civica si erano candidati, in una lista civica erano stati votati, per una lista civica hanno dato la loro disponibilità a candidarsi. In ultimo e proprio per marcare il paradosso logico che si vorrebbe invece far passare, ad una lista civica, col piglio del cerchiobottista navigato qual crede di essere il “puparo” di via Piave, si appella per sostanziare quel perverso disegno che lo vorrebbe candidato a sindaco della città per conto del PDL, dell’On. Galati e dell’On. Salerno. Ecco la seconda mistificazione, la seconda bugia, l’incoerenza allo stato puro che denota il dire e il fare del “soggetto”.

3)   Gaetano Vallone fino a qualche tempo fa era un modello da imitare, da emulare, da portare come esempio. I metodi da lui usati non erano antidemocratici ed autoritari, ma andavano bene perché gli garantivano la scalata al vertice della politica tropeana e di quella provinciale, gli garantivano “baratti” politici facili e posti al sole ben remunerati, visibilità politica, credenziali amministrative mai conquistate sul campo. Fino a ieri appunto…

Di quali sacrifici parla il Caracciolo nella sua nota? Chi ha fatto mai dei veri sacrifici dei cinque? Chi può vantare qualcosa di concretamente fatto per la città nei ventisette mesi di amministrazione se non l’impegno di vigilanza sui lavori di qualche fogna rotta e di qualche tubo rotto che hanno visto il solo Giuseppe De Vita all’ “azione”? Si è mai visto al comune il Caracciolo nel primo anno di amministrazione? E gli altri si sono mai dati da fare per qualcosa? Pensava il Caracciolo che il fatto di stare in una stanza a giocare sul PC o di fare i collage degli album fotografici negli ultimi 10 mesi per il suo lavoro o di accompagnare di tanto in tanto il sindaco da qualche parte (peraltro con l’automobile dello stesso sindaco e non a sue spese), fosse da considerare come un sacrificio? Ed i miei allora e quelli del sindaco Vallone come dovrebbero essere considerati? Si è mai esposto il Caracciolo insieme ai “magnifici cinque”  così come ho fatto io? Ha mai sposato fino in fondo una causa? Hai mai messo la faccia il Caracciolo per difendere la maggioranza dagli attacchi ripetuti e continui che dal tempo della questione tasse hanno caratterizzato l’assalto alla diligenza di Repice & C.? Anni luce…sehh…anni luce da noi…fiero ed orgoglioso di essere anni luce da voi…belli gli slogan e le fesserie….

Ed il loro mentore di Via Piave è mai andato oltre nel concepire la politica come servizio e non come gioco di posizionamento e di avversione a tutto quanto non lo possa vedere protagonista o peggio, a qualcosa che non vada nel suo esclusivo interesse personale?  Il loro  mentore, il “deus ex machina” della crisi, si è mai domandato se l’incarico quale dirigente avuto all’Aterp di Vibo Valentia è risultato di meriti curriculari oppure d’ altro?  E quali meriti politici potrà vantare il tale, dopo la fallimentare per non dire assente opposizione mai condotta dal lui e dal suo ex  partito alla fallimentare Provincia di Vibo Valentia? Quali meriti politici può vantare da vicesindaco della città? Se Gaetano Vallone è stato, come lui sostiene, il mandante della “fucilazione” della Cortese prima e di Euticchio dopo, lui, che si riempie la bocca di democrazia, di agibilità democratica e di altre cose, non è stato, nel secondo caso, il vero esecutore di tale mandato? Non ha lui assecondato anche tali presunti disegni? Quali motivi potrà addurre, da qui a prossimi anni, nel dire ai cittadini di Tropea, che il suo studio legale, ha percepito da cause per la ZTL qualcosa che si aggira intorno ai 370mila euro in 6 anni? Sicuramente tutto lecito, solo lavoro professionale, nessun rilievo da muovere sul piano professionale e della correttezza formale, nemmeno, al momento, sul piano fiscale e su quello della legittimità giuridica…ma sul piano dell’ amore per la città il suo (e quello del suo collega che titola le fatture, ma nel suo caso ci sarebbe l’attenuante generica considerato che non è di Tropea), è da annoverare tra gli atti d’amore per la città e per le sue casse tra i più grandi oppure qualifica inequivocabilmente tutto il suo  “amore” per la polis?…per uno che aspira a divenire sindaco dicendo che ama la sua città, dicendo che ama l’economia e le casse del suo paese, il suo è davvero un bell’esempio di correttezza e di grande generosità. Con transazione legale ovviamente e sconto per le casse del comune tanto per dimostrare tale generosità. E voglio citare, per onor del vero, che altri studi legali, altri legali di Tropea con i quali mi divide un abisso di sensibilità politica, in casi come questi, hanno preferito per davvero rinunciare alle loro indennità professionali.

Che i tropeani siano vaccinati alle subdole, ma assai risibili perché politicamente stupide strategie del “puparo” di via Piave e non si faranno di certo abbindolare dalle mistificazioni e dalle dissimulazioni di chi con la bocca predica bene, ma nei fatti razzola male, ne sono talmente certo e convinto, che quando nel mese di maggio si tornerà a votare ne vedremo delle belle. Chi ha svilito il ruolo dei consiglieri comunali e degli assessori non è stato di certo il sindaco, ma colui che, a loro insaputa, indicava i legali da nominare per cause e altro, entrava nelle stanze del comune pensando di dettare legge, pensando di nominare lo staff del sindaco senza dire nulla ai consiglieri e agli assessori, (ma anche questa cosa, insieme a tante altre, il sottoscritto gli ha impedito di fare); pensava di dare patenti di legittimità a tutti, quando era lui stesso a dover essere legittimato perché non eletto; pretendeva obbedienza cieca ed assoluta ai sui diktat, non consentiva nelle sedi opportune di muovere alcuna critica ed alcun rilievo ai dirigenti del PDL provinciale e ai rappresentanti “onorevoli” che pur votati dai tropeani non facevano nulla per la città (uno dei motivi per il quali sono scappato dall’ex PDL), tentava senza riuscirci, grazie a Dio e grazie a Gaetano Vallone di porre condizioni sulla questione Porto, magari per determinare il suo massimo vantaggio che la situazione gli permetteva. Pur non eletto, per mesi e mesi da quando Gaetano Vallone lo ha escluso categoricamente dalla vita amministrativa,  aveva contatti, sempre attraverso il Caracciolo e ad altri “signori” del “leva e porta” in ogni ufficio, pensando e volendo sapere tutto e di tutti.  Ma di cosa parla il consigliere Caracciolo? Di quale condizionamento parla il Caracciolo? Si è chiesto il Caracciolo se lui è davvero libero di fare e dire ciò che pensa oppure è lui stesso condizionato e vittima di un gioco politico che nemmeno comprende perché non ha la struttura per capire (e non lo dico in tono offensivo), messo in atto stupidamente (non si rende conto di quanto sia stata stupida la sua strategia, ma se ne renderà conto a Maggio) dal suo mentore? Conosce il Caracciolo quanto il suo mentore fa per suo conto, quello che il suo mentore scrive per suo conto, quello che il suo mentore dice usando il suo nome?

I tradimenti in politica hanno un solo ed unico epilogo: la sconfitta elettorale dei traditori! Nell’aria nuova che invocano, nella Tropea che pensa di volare alto, i cinque non  ci saranno…l’aria fresca che respireremo in Estate non prevede traditori e persone che mandano in aria un progetto prima che lo stesso si sia potuto realizzare e prima del tempo utile per realizzarlo….un anno ancora e tutto sarebbe stato più semplice per il “grande stratega” di via Piave….un’altra aria, molto più fresca, qualora sarà, i tropeani la respireranno di certo senza di voi, statene certi!!!

Dichiarazioni di Caracciolo