IL Consiglio Comunale del 25 Settembre 2014 a Tropea ha detto tutto o quasi tutto sul come la città di Tropea sarà amministrata nei prossimi mesi. Ha detto soprattutto una cosa: che in nome della poltrona tutti, nessuno escluso, sarebbero disposti a rinnegare se stessi, gli assunti e gli impegni presi durante la campagna elettorale con i cittadini e, finanche, ed è questa la cosa più triste, la loro storia.
Penso all’orario disposto dalla “medicina politica” al potere. Ore 19.30 per la cronaca. Già questo direbbe molto sulla tensione che caratterizza quella che doveva essere la Tropea del #‎cambiaverso, ma sorvoliamo. “A matinata faci a Jornata”, recita un antico proverbio calabrese, giusto per richiamarlo alla memoria dei pigri che pensano di rappresentarci e di rappresentare bene la comunità tropeana e perché credo che anche l’ora di un Consiglio Comunale  abbia una sua importanza. E risorvoliamo| Mai o quasi mai si è  visto un orario del genere per un consiglio comunale. Non sorvolo invece sul grande e vergognoso “inciucio” che si è pattuito in quella occasione, della e per la serie “tutti insieme appassionatamente” in nome e per conto della poltrona sovrana e delle elezioni alla provincia fallita di VV prima e alla Regione Calabria dopo, di cui molti che si sono presentati e poi eletti nel passato, alcuni dei quali seduti tra gli scranni del consiglio comunale di Tropea, hanno contributo ad affossare e portare alla tomba e alcuni che si vorranno candidare per le stesse elezioni siedono ancora oggi sui banchi del Consiglio Comunale di Tropea. Stucchevole il duetto Rodolico-Macrì (peraltro giustificato anticipatamente dal secondo con argomentazioni che tradiscono anche il suo solito stile in cui, il “capo” della maggior forza d’opposizione presente in consiglio, “amoreggia” con chi fino a ieri è stato il suo avversario politico più acerrimo e più osteggiato (si ripete in pratica quel paradosso già visto alla provincia, ovvero nessuna opposizione alle giunte Bruni-De Nisi da parte dell’ex PDL e dell’ex consigliere e sindaco mancato Macrì). Lungi da me il pensiero di rivedere una Tropea come la Firenze dei Guelfi e dei Ghibellini; lungi da me il pensiero che occorra essere sempre in guerra tra le forze politiche cittadine; propendo anch’io per una pacificazione civile, una distensione del clima politico, ma la rinuncia a fare opposizione su un tema così delicato come la Tassa di Soggiorno e sul suo impiego la trovo francamente non solo ingenerosa nei riguardi degli elettori, ma contraria agli interessi dei cittadini di Tropea e al dettato costituzionale. Vergogna atto primo! Ma andiamo alla cronaca passo per passo:

1) Palazzo Giffone: proposta indecente e assolutamente assurda. Non è questa la strada per riportarlo agli antichi splendori. Men che meno quella di destinare la Tassa di Soggiorno, come si è fatto,  senza prima convocare la commissione preposta per legge, sentire il suo parere, verificare se all’interno della stessa ci fosse la maggioranza dei consensi per l’acquisto di detto palazzo. Un primo errore di procedura e di legittimità democratica. Chi fino a ieri ha gridato allo scandalo per aver impiegato una parte di quella tassa per pagare l’illuminazione pubblica, ovvero Nino Macrì, avrebbe dovuto non solo indignarsi di fronte a questa proposta, ma pretendere che la commissione a tal uopo nominata si insediasse e decidesse sui proventi di detta tassa ammontanti a 330mila euro c.ca per il 2013 e circa 300mila euro alla fine di settembre per il 2014 prima e non dopo che il Consiglio Comunale deliberasse. Non si è fatto cenno alcuno alla riunione della commissione sulla Tds nell’ultimo consiglio comunale e nella delibera relativa. Si è riunita? Cosa ha deciso? E il Rodolico che ha gridato allo scandalo quando detta tassa fu istituita, che si fece partecipe di una sommossa popolare contro la stessa, oggi cosa dice??? Contraddice se stesso, ma questa non è una novità! Insieme al Macrì fanno una bella accoppiata! Un servizio essenziale, da fare con i proventi della tassa di soggiorno, ad esempio, è quello della realizzazione di nuovi pozzi per l’acqua, considerato che l’Estate scorsa siamo rimasti senza. ll decoro urbano, i servizi di navetta per tutta l’Estate e non solo per un mese e con finanziamento regionale che peraltro non è istituzionalizzato, hanno pensato a questi servizi nel mentre votavano a favore dell’impiego dellaTDS per l’acquisto di Palazzo Giffone?? Il verde pubblico, la messa in sicurezza dei parcheggi pubblici, la pubblicità per la città; piazza V. Veneto… questi altri esempi sul suo impiego avrebbero dovuto portare e non comprare un palazzo che, anche e dove l’intera somma del finanziamento regionale (3.8milioni di euro) venisse spesa e spesa bene, non si riuscirà mai a ristrutturare per intero, soprattutto se la sua destinazione sarà cambiata da polo culturale in albergo a 5 stelle. Invece, tutti insieme appassionatamente, hanno votato con la maggioranza per tale e credo anche illegittimo provvedimento (muoverò una nota all’ Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno per capire se quanto deliberato è conforme ai fini di detta tassa). Intanto riporto quanto il decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 prevede all’Art. 4, comma 1
“I comuni capoluogo di provincia, le unioni di comuni nonché i comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte possono istituire, con deliberazione del consiglio, un’imposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio, da applicare, secondo criteri di gradualità in proporzione al prezzo, sino a 5 euro per notte di soggiorno. Il relativo gettito e’ destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonche’ interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonche’ dei relativi servizi pubblici locali”.

Ecco cosa prevede la legge. Manutenzione, fruizione e recupero, non acquisto di cespiti catastali peraltro di proprietà dello stato. LA LEGGE, questa sconosciuta!

La proposta che faccio: si chiami il Demanio, si fissi un incontro, si chieda l’inserimento di Palazzo Giffone tra i 20 cespiti di valore storico che il programma del governo Letta aveva individuato come cespiti da ristrutturare e valorizzare (avevo previsto anche questo se il “principino decaduto” di Nino Macrì non avesse pensato di far decadere prima del tempo  la ex giunta e l’ex consiglio comunale). Il governo Letta aveva destinato per tale iniziativa 280milioni di Euro. Palazzo Giffone ha tutte le caratteristiche per entrare in tali finanziamenti. Sono capaci gli attuali amministratori, hanno le competenze e l’intelligenza per ottenere una linea di credito per accedere a tali finanziamenti, per fare il bene della città???

2) Isola Ecologica: era da approvare subito la deliberazione, considerato il lungo iter che ormai ha stancato tutti e non rinviare al prossimo consiglio. Non aggiungo altro. Ogni rinvio, per definizione, è sempre una piccola sconfitta sul piano del progresso civico della città.
3) Documenti fuorusciti dal comune di Tropea relativi alla morosità nel pagamento del canone della società Porto di Tropea: atto di una gravità estrema che avrebbe dovuto avere nella sede del consiglio un primo chiarimento. Niente si è detto. Vergogna secondo atto! Chi ha fornito un documento di tale delicatezza alla nota malalingua e al noto pettegolo tropeano? Chi l’ha fatto (e non poteva in nessun modo) è più irresponsabile di chi lo ha diffuso. Per chi mastica il diritto amministrativo, sottolineo che gli atti del segreteria comunale, le lettere, le note e quanto da essa disposto, non sono oggetto di inserimento nell’albo pretorio on line. In questi casi la trasparenza amministrativa c’entra poco o niente. Trattasi di atti dovuti e di prassi di segreteria comunale abbastanza delicati per la fattispecie in oggetto. Per la cronaca e per il diritto: la società Porto di Tropea S.p.A ha pagato il canone in settembre e per la cessione della quota del 10% ha tempo; per il comune c’è una clausola di salvaguardia con penale di 200 euro giornaliere in caso di ritardo di cessione. Sul resto il nulla cosmico fuorché inviti bonari e inconsistenti per ammucchiate varie, insalatone miste in nome e per conto del dio potere. Compreso l’attacco tardivo e sempre speculativo del solito Macrì che anziché porre in rilievo a tempo debito, ovvero in agosto, la questione sulla legittimità o meno del patrocinio comunale agli eventi programmati dall’associazione “Cose Belle” al porto di Tropea, eventi di fatto dimostratesi solo una speculazione per il personale tornaconto di un privato, ha preferito posticipare la questione e non far nulla di concreto per impedire tale illegittimità quando essa, ossia in agosto, si era verificata. Sul resto prevedo che, l’attuale maggioranza, mentre in Estate ha dormito (acqua, vigili, spazzatura) in inverno (l’orario del consiglio comunale del 25 Settembre ne è il primo segnale), andranno di certo in letargo. Ma questa ovviamente prendetela come una semplice previsione e non come una vera e propria profezia di “Tutankamon”. La setimana passata si è votato per la provincia di VV. L’ammucchiata ha vinto come volevasi dimostrare! Alla regione vorrebbero replicare, (lo stop a Gianluca Callipo dovrebbe servirgli da monito), ma grazie a Dio il popolo calabrese è più maturo e meno ignorante di quanto lorsignori immaginano. Intanto povera Tropea e povera provincia di Vibo Valentia!