Il nuovo teatro all'aperto di Tropea
Il nuovo teatro all’aperto di Tropea

L’intervista rilasciata a Giuseppe Meligrana, direttore editoriale di “TropeaInforma” sul numero di Dicembre 2015

Uno dei lavori pubblici di cui si è molto parlato durante l’ultima amministrazione a guida Vallone è stato il progetto relativo al recupero del “waterfront” in zona Marina del Convento lungomare del “cavaliere”. Si tratta di un progetto molto articolato che, una volta realizzato, permetterà il completo rifacimento dell’area del depuratore di Rocca, ormai dismesso da anni, con la realizzazione di un parcheggio e la costruzione ex novo di un teatro all’aperto. Poiché il 31 dicembre rappresenta per questi lavori una data molto importante, abbiamo deciso di parlarne con il professor Lucio Ruffa, ex assessore alla Cultura, alla Programmazione e ai Fondi comunitari della precedente amministrazione, che ha seguito politicamente e amministrativamente anche tale progetto in ogni sua fase.

Professor Ruffa, perché il 31 dicembre è una data cruciale per il progetto in questione?

Perché, salvo ulteriori proroghe, che non credo possano essere concesse, per tale data è prevista per lo meno la posa della prima pietra. Dico che non ci dovrebbero essere ulteriori proroghe in quanto il bando originario prevedeva che entro la fine dell’anno in corso la consegna dei lavori con la totale realizzazione dell’opera. Le proroghe ci sono già state, pertanto non penso che i tempi possano allungarsi ulteriormente senza correre il rischio di perdere, come in altri casi, il finanziamento ottenuto, alla luce anche del POR-FESR

2014-2020, cioè del Piano Operativo Regionale e del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, che vede la nostra Regione in forte ritardo nella programmazione generale.

Lei ha fatto riferimento ai finanziamenti del Fondo europeo, vuole per favore spiegarci quali sono stati i punti di forza del progetto grazie ai quali siete arrivati ad ottenere il finanziamento?

Grazie ai PISL, cioè ai Progetti integrati di Sviluppo Locale. Il progetto che abbiamo presentato nell’ambito del Pisl regionale “Destinazioni turistiche” si chiamava “Tra mare e cultura” ed era stato approntato con la sinergia tra 10 comuni, con Tropea capofila. Purtroppo l’originario progetto, che prevedeva anche la riqualificazione dell’intero territorio facente capo a questi 10 comuni, è stato snaturato. Infatti esso prevedeva un finanziamento complessivo di 27milioni di euro circa, mentre poi i comuni ad essere stati finanziati sono stati solo Tropea e Ricadi, con soli 2milioni per gli interventi del progetto oltre a 200mila euro destinati al completo rifacimento della cartellonistica cittadina e della segnaletica turistica stradale. Per quanto riguarda i punti di forza devo sottolineare innanzitutto la qualità complessiva del progetto che ha rispettato alla lettera tutti i requisiti contenuti nel bando europeo e che è stato letto ed interpretato più che correttamente; poi la meticolosa professionalità del professor Mauro Francini dell’Università della Calabria, il quale da grande professionista del settore, si è prodigato con il suo staff a non lasciare nessun dettaglio al caso (e per questo lo ringrazio personalmente insieme all’architetto Cristoforo Scordo Responsabile Unico del Procedimento, anch’egli fortemente impegnato affinché tutto fosse svolto correttamente), andando ad ottenere molte premialità legate all’attiguità territoriale e all’uniformità complessiva dei dieci progetti presentati e confluiti in maniera organica all’interno del piano presentato dal nostro comune capofila. È inutile che io sottolinei tra i punti di forza la bellezza della città di Tropea e le risorse paesaggistiche e naturali dei dintorni. Mi permetto di dire senza timore di smentita che un fattore decisivo è stata l’idea di poter sanare uno scempio paesaggistico ed ambientale come quello subito dalla nostra città con la costruzione di un depuratore sotto una delle più belle strutture turistiche dell’intera Calabria.

Come è possibile che da 27milioni stanziati dall’Europa si sia scesi a soli 2milioni e 200mila euro?

Le ragioni sono solo ed esclusivamente di tipo “politico”, ove per politica si devono intendere tutte quelle brutte sovrastrutture costituite da quadri di partito, dagli amici di cordata e dai soliti e noti trasversalismi di maniera, che insieme ad una visione frammentata dello sviluppo organico dei luoghi, hanno indotto la commissione aggiudicatrice ad accontentare un po’ tutti senza invece rischiare di scegliere il progetto migliore così come previsto dal bando. Si è in sostanza verificato una sorta di finanziamento a pioggia, che non solo ha finito per accontentare pochi e scontentare molti, ma in definitiva e a mio modesto parere non consentirà a nessuna zona di veder il progetto originario venire alla luce e pertanto verrà frustrato lo sviluppo complessivo locale. La solita “storia” insomma che denota ancora una volta quanto poco coraggio si è avuto nel non scegliere un unico progetto e quanta invece molta vecchia “politica” si è purtroppo manifestata anche in quella occasione.

In sostanza, cosa verrà realizzato nella nostra cittadina?

Grossomodo, se tutto andrà per il verso giusto, non conoscendo lo stato dell’arte (sono passati ormai due anni dalla mie esperienza di Assessore), sia dell’aggiudicazione dell’appalto, sia del resto delle procedure finali, dovrebbe sorgere in quella zona un bellissimo teatro all’aperto (vedi foto), con struttura simile a quella dei teatri classici dove la zona delle gradinate sarà orientata verso il mare ed il tramonto. Il teatro sarà completo di ogni struttura necessaria ad ospitare grandi eventi. La capienza prevista, giusto per farci un’idea, è di 3mila posti a sedere. Il teatro sarà dotato di quinte sceniche, camerini, impianto luci e impianto acustico. Inoltre, e questa credo sia la cosa più interessante, il progetto definitivo prevede per il futuro, anche la possibilità di poter ricavare un teatro al chiuso di 800 posti all’interno per la convegnistica ed eventi invernali senza alterare la natura dell’impianto originario e dei luoghi circostanti. A tal proposito, l’equipe dei progettisti non ha trascurato nemmeno la parte estetica sia della struttura teatrale, sia dell’intera area che sarà destinataria di interventi di piantumazione e di abbellimento del parcheggio esistente.

Come mai avete scelto di riqualificare quest’area proprio con un teatro?

I motivi sono diversi. Il primo è stato quello che ha mosso sia il sottoscritto che la precedente amministrazione un po’ più in generale e non solo per questo progetto, sinteticamente riassumibile nell’esigenza di stimolare un turismo di tipo culturale, duraturo, fidelizzato. Non a caso, oltre a questo Pisl, l’altro progetto nato e portato avanti sotto al precedente amministrazione, oggi in corso d’opera, ha previsto la realizzazione di un museo del mare come attrattore turistico di forte valenza culturale in uno dei palazzi più importanti e carichi di storia della città: palazzo Santa Chiara. Le due cose, ovviamente, vanno in sinergia.
Il secondo motivo è stato quello di riscattare, come suddetto, quella che considero un’ “onta” subita non solo dalla città e dal suo paesaggio, ma anche dai privati stranieri che nei primi anni Settanta, con una forte dose di coraggio, avevano investito per realizzare una struttura turistica d’ eccellenza, in tempi in cui non si poteva prevedere il futuro turistico della città. La struttura di cui parlo, il Rocca Nettuno Hotel, nel corso del tempo è divenuta uno dei traini, se non il principale, dell’ economia turistica del territorio, il più importante invece della nostra città. Basta pensare non solo ai dati delle presenze turistiche, ma alla forza lavoro locale che opera all’interno e all’enorme gettito che attraverso detta struttura viene generato alle casse del comune dall’imposta di soggiorno. Terzo motivo in ordine cronologico ma non per minore importanza, la triste e per molti aspetti anche beffarda idea che una cittadina nominalmente percepita e dichiarata quale capitale del turismo calabrese, conosciuta in tutto il mondo, non dovesse avere una struttura idonea ad ospitare spettacoli e manifestazioni culturali di spessore. Una forte forma di orgoglio cittadino insomma e di senso di vergogna insieme i sentimenti alla base di dette scelte.

Un’ultima domanda. Alla luce dell’esperienza amministrativa, certamente intensa, che ha vissuto da protagonista, quali sono le parole che si sente di dire a un giovane che voglia dedicare alla propria città il suo tempo e la sua passione?

Intanto non mi voglio rivolgere solo ai giovani, ma a tutti coloro i quali intendano cimentarsi nella nobile arte dell’amministrazione della cosa pubblica. Suggerisco loro, come fanno in India, per prima cosa un bel bagno nel Gange, un bagno chiarificatore, purificatore, foriero di energie positive, entusiasmo e forza di volontà, che ritengo essere valori imprescindibili alla base della buona riuscita di ogni cosa, soprattutto per la cosa di tutti. Inoltre la perseveranza, l’ostinazione, la volontà di ottenere quanto si è desiderato, l’abnegazione nel perseguire tutto ciò anche di fronte alle avversità interne ed esterne che si incontrano di sicuro sul proprio cammino. Non demoralizzarsi mai, neanche di fronte alle critiche ingiuste, ai detrattori di turno e agli eventuali colpi bassi. Occorre però il tempo per dedicarsi alla cosa pubblica. Chi non ha tempo non può pensare di poter far bene, perché l’amministrazione comunale e l’amministratore comunale che voglia puntare il alto, necessita di tempo e di energie a disposizione. Alla base della buona riuscita di ogni cosa, per rimanere con i piedi per terra, non bastano insomma le sole buone intenzioni. Solo con quelle non si va da nessuna parte. Ma su tutto, quella che per me è la parola chiave e la “conditio sine qua non” per far bene in ogni campo dell’umano agire, rimane sempre l’onestà intellettuale e morale.