Chiara Condò nella sua libreria
Aperta da due anni la sua libreria anima la vita culturale della città

di Annarita Castellani

TROPEA

Due anni fa a Tropea tornavano i libri. E proprio nel punto dove fino al ’99 sorgeva una storica pescheria, Largo Raponsoli, oggi ci si ritrova in nome della cultura. «L’obiettivo era quello di animare la mia città, ma non avrei immaginato di riuscirci così presto. Devo molto ai tropeani». A fare il punto della situazione, spente da poco le candeline, è Chiara Condò, giovanissima libraia che ha deciso di puntare tutto sul suo territorio di appartenenza. «È tristissimo vedere intere generazioni che, non trovando lavoro o dimensioni in cui esprimersi, sono costrette ad andare via da Tropea. Questo pensiero mi ha sempre accompagnata fino a quando non è toccato a me crescere in tal senso e decidere cosa farne della mia vita e dove andare». Dopo la laurea in letterature europee per l’editoria a Pisa, Chiara Condò ha perfezionato al sua idea di futuro tra i libri formandosi presso la scuola librai italiani di Roma, dove ha vinto una borsa di studio per la scuola librai “Umberto ed Elisabetta Mauri”. Dopo due tirocini in Veneto, ha quindi deciso di rischiare il tutto per tutto e tornare a Tropea, aprendo una propria libreria che, prendendo spunto da quanto insegnatole anche da Caterina De Maria, la storica libraia di Tropea scomparsa tre anni fa, fungesse da vero e proprio luogo di ritrovo. «Il cinema qui non c’è più. Quando piove non sai dove andare. Bastano già queste due situazioni per cadere nella noia e dire che a Tropea, specie in inverno, col brutto tempo non ci si può fare nulla. Eppure sono tante le città dal clima piovoso dove la gente non dispera assolutamente», quindi una strada percorribile c’era per la Condò. E Largo Raponsoli, ha quindi accolto gli amanti di Tropea, i malinconici che amano le giornate di pioggia, i lettori accaniti di generi introvabili, nonni e bambini che sfilano la mano ai genitori passando davanti a quel luogo magico. «Devo tutto alle persone, perché mi hanno dimostrato l’amore per questa città e il desiderio di farla vivere anche quando sembra morta. Grazie a loro, al pensiero fisso di passare anche solo per un saluto, sono nate mille attività collaterali: gruppi di lettura per ogni età, eventi culturali, corsi di acquerello, laboratori di scrittura creativa per ragazzi». Tropea ha quindi il suo ombelico, dove «chi entra si sente a casa». Ma il dono più grande fatto dai lettori meridiani alla Condò, è stato l’incoraggiamento: «Presto questo luogo si animerà con un corso di fotografia e un gruppo di lettura in inglese». Segno che Largo Raponsoli è il centro di micro attività culturali preziose per la Perla del Tirreno.

Fonte: Gazzetta del Sud 25 Maggio 2017