LaboArt Tropea presenta “La Città dei sogni”

Le sequenze video che seguono si riferiscono alla serata conclusiva dei laboratori culturali 2017 dell’Associazione LaboArt di Tropea. La location è quella del piccolo, ma incantevole teatro del Porto di Tropea nella serata del 7 Giugno 2017. Buona visione!

Chiara Condò e il suo “pensiero meridiano”

Aperta da due anni la sua libreria anima la vita culturale della città di Annarita Castellani TROPEA Due anni fa a Tropea tornavano i libri. E proprio nel punto dove fino al ’99 sorgeva una storica pescheria, Largo Raponsoli, oggi ci si ritrova in nome della cultura. «L’obiettivo era quello di animare la mia città, […]

PREMIO TROPEA, LUCI E OMBRE. Cronache di una organizzatrice di eventi

Maria Faragò
Maria Faragò

di Maria Faragò

Il 27 luglio 2014 il Premio Letterario Tropea parrebbe aver definitivamente chiuso i battenti nell’indifferenza e ipocrisia generale, tranne la mia. Già perché insieme a Pasqualino Pandullo,il Premio Tropea lo avevamo fatto diventare uno fra i più prestigiosi e accreditati premi letterari italiani. Un caso nazionale. Gli addetti ai lavori lo sanno bene. In soli sei anni, nel mare magnum delle kermesse letterarie del Belpaese, Repubblica ePanorama, lo definirono nel 2011, uno tra i primi dopo Strega,Campiello e Bagutta. Allora piansi di orgoglio e di gioia, come quando vidi il “piedone” – che mi sembrò immenso tra le lacrime- che parlava della vittoria di Mattia Signorini su Gad Lerner, nelle pagine culturali del Corriere della Sera, l’Olimpo, per una che fa il mio mestiere. Quello spazio lo avevano tolto al “Bancarella”, mi dissero poi, per darlo al “Tropea”. Pasqualino Pandullo allora mi ringraziò commosso, perché ero io ad occuparmi della“comunicazione”, dicendomi che avevo realizzato il suo sogno “il Premio Tropea sul Corriere”. Quell’articolo lo incorniciò e lo mise nel suo ufficio alla RAI. Credo sia ancora lì.

Pensavo, sbagliandomi evidentemente, alla luce dei fatti e di quello che accaduto dopo e che è ancora in corso, che da lì si poteva ripartire per andare oltre. Non eravamo arrivati, per le mie ambizioni e i miei obiettivi, ma eravamo finalmente partiti. Avevo dimostrato a me stessa e alla mia terra, che dalla Calabria, mia patria d’adozione – io sono milanese, figlia di emigranti – si poteva realmente esportare qualità vera, oltre le chiacchiere, il provincialismo, l’autocelebrazione e la ‘ndrangheta. Nel 2009 ho redatto il progetto che ha partecipato e ha vinto il primo bandoEuropeo della Regione Calabria – l’assessore alla cultura allora era Mimmo Cersosimo – in ambito culturale. Questo ha garantito, pur tra mille difficoltà, al Premio Tropea di vivere fino al 2011. Un triennio di successi, incontri meravigliosi, fatica e sudore e infine l’abbraccio di Marino Sinibaldi (direttore di Radio 3 e storico autore di Fahrenheit) che sulla terrazza della club house del Porto di Tropea, alla fine della cena, davanti a un magnifico tartufo diPizzo, omaggiato dall’azienda Callipo, che avevo contattato, come molte altre aziende, per far conoscere i meravigliosi prodotti diCalabria, mi abbracciava e mi diceva: “Grazie!” esortandomi a non mollare. “Tieni duro Maria”. Parole che non ho scordato, come quelle sempre affettuose e incoraggianti della presidente IsabellaBossi Fedrigotti – che comunque dopo la mia esclusione ha di fatto lasciato la presidenza del premio come pure il professore Giuliano Vigini altro “storico” giurato -, un esempio e un’amica per me.Nei primi due anni della sua presidenza del Premio Tropea l’ho chiamata “signora Isabella”, una signora appunto, che con sobrietà, rigore e un’infinita umanità dietro il suo aspetto austero ed elegante, mi ha guidata emotivamente nelle scelte di contenuti e di stile. Una delle nostre battaglie, perché in Calabria anche queste diventano paradossalmente battaglie epocali, è stata riuscire a gestire il “parterre”. Avremmo voluto che la “gente”comune che veniva a seguire le tre serate, quella veramente interessata ai libri, potesse sedersi e godersi la serata, evitando il pessimo costume dei “posti riservati”. Una lotta che mi costava ogni anno nottate insonni (mi sembrava di giocare a Risiko,spostando e rispostando le pedine per trovare la quadra) per trovare il modo di sistemare tutti, per accontentare tutti, gente“importante” e persone comuni, perché di gente ne veniva veramente tanta e le sedie non bastavano mai. Un anno lasciai Mimmo Cersosimo in quarta o quinta fila, era arrivato un po’ in ritardo, mi sorrise e mi disse che avevo fatto bene. Un “gran signore” anche lui e un assessore bravo e competente, per la mia esperienza, che apprezzò, mi disse allora, anche quella mia scelta controcorrente.Con altri non andò così: sfuriate, occhiatacce e lamentele che ingoiavo con il sorriso per il bene del progetto e della sfida in cui credevo e che portavo avanti con fede e dedizione assolute. Un lavoro massacrante che anno dopo anno però sembrava ricompensarmi, non ancora economicamente certo, ma come professionista e libera cittadina calabrese che contribuisce fattivamente a rendere la propria terra un “luogo più bello in cui vivere”, lo ha detto George Gissing della Calabria cent’anni fa. Una sogno, un’idea utopica. Nei giorni davvero “bui”, nei quali tutto è cambiato,quando sono stata messa da parte arbitrariamente nell’organizzazione e gestione del TropeaFestival Leggere&Scrivere che assorbe anche il premio, un progetto scritto da me e da Massimiliano Ferraina che vinse nel 2012 il nuovo bando Europeo gestito dall’Assessorato alla cultura della Regione Calabria diretto da Mario Caligiuri, i responsabili “legali e amministrativi” mi dissero, tra le altre cose, che non potevo certo cambiare il mondo con un festival di letteratura. Non sto mai con i piedi per terra pare, e quindi gli ho risposto: “Si, voglio provarci. Vi sembra così strano? I libri, le parole, la cultura possono cambiare il mondo, non è questo che andate dicendo anche voi?”.

Leggi di più a proposito di PREMIO TROPEA, LUCI E OMBRE. Cronache di una organizzatrice di eventi

Trapeia -Scillatio – Myria

Sarà presentato Domenica 22 Settembre 2013, alle ore 18.00, presso la biblioteca comunale “A,Lorenzo”, l’ultimo lavoro editoriale del Tropeano Alfonso Lo Torto. Uno studio sul Paleocristianesimo a Tropea tra il IV ed il VII sec. che si avvale della presentazione di Don Pasquale Russo. Tra i relatori, lo stesso Don Pasquale Russo, il Prof. Luciano […]

La Platea della Diocesi di Tropea

Una ricca ed esaustiva recensione dell’importante saggio curata dal Vescovo della Diocesi Mons. Luigi Renzo Non finisce di sbalordire il prof. Pietro De Leo con i suoi studi monografici di grande caratura storica, come quelli apparsi nel Codice Diplomatico della Calabria e non solo, fonti documentarie di riferimento per altri approfondimenti qualificati. Dopo il recente […]

Poesie e liriche su Natuzza

Sabato 20 Luglio 2013, ore 20.30, giardino dell’Istituto Suore del Cottolengo di Tropea. Ingresso Libero. “Poesia e fede” Presentazione del libro di Giusy Staropoli Calafati “Natuzza Evolo due chiacchiere con Maria… Sabato 20 Luglio presso il Giardino dellle suore del Cottolengo nel cuore di Tropea, verrà presentato il nuovo parto letterario di Giusy Staropoli Calafati. […]

Enzo Taccone ed il suo “esordio” poetico-letterario

Stasera, Sabato 22 Giugno 2013, ore 18,00, presso la Residenza Municipale Vien meno un amore. Finisce una storia. Un rapporto tra due anime e due corpi si consuma e si dissolve. Ed è quasi come se si fosse spezzato un filo, un filo che legava e univa, un filo sottile come seta, trasparente come tela […]

Il Sinodo di Tropea del 1594 nell’opera del prof. Pietro De Leo

Pubblicata per i tipi della Giuseppe Meligrana Edizioni l’ultima fatica editoriale dell’illustre storico calabrese Dopo secoli di oblio, tornano alla luce, grazie alle sapienti fatiche del prof. Pietro De Leo, i decreti del Sinodo diocesano voluto da mons. Tommaso Calvi (1526-1613), pastore zelante ed illuminato della diocesi di Tropea, in ricorrenza del IV centenario della […]

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: